Pensieri sconnessi: uomini o donne. Di chi abbiamo bisogno? | Il Bullone

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Di Bill Niada

Gli uomini e le donne sono diversi. Le donne hanno le tette e gli uomini (dovrebbero) avere le palle. Oggigiorno è meno detto di prima. O per lo meno, meno evidente.

Cosa ha fatto per migliaia di anni l’uomo? È andato a caccia e ha fatto la guerra. Aveva momenti di grande intensità e lunghi momenti di passività, di attesa, in cui, a volte, pensava.

Nel frattempo cosa faceva la donna? Cresceva i figli, teneva la casa, cucinava, andava al pozzo, lavava… Aveva poco tempo per pensare e allora, mentre «faceva», condivideva, chiacchierava, raccontava, informava e si informava. 

Il modello per secoli è sempre stato lo stesso. L’uomo stava a lungo fuori casa e la donna badava alla famiglia e alla casa.

L’uomo faceva una cosa alla volta, magari in maniera più approfondita e la donna dieci contemporaneamente, in modo più rapido ed efficiente.

Era l’uomo che insegnava al figlio a cacciare, andare a cavallo, tirare di spada e sparare. La donna insegnava le arti domestiche e la grazia femminile. Dava anche calore e affetto e insegnava a darlo. Si dedicava a mantenere armonia e pace, che l’uomo con la sua aggressività e machismo, spesso toglieva. Come nelle guerre che erano gli uomini a scatenare e dichiarare.

Oggi (in Occidente) non ci sono più guerre (speriamo) e la caccia è mal vista. Cosa fa allora l’uomo? Va al bar? Anche, ma non sempre e non solo (perché ai tavolini ci sono sempre più donne). Va alla partita? Anche ma non solo (perché iniziano ad andarci anche le donne). Va a donne? Anche, ma non è solo (perché anche le donne vanno a uomini). Va a lavorare? speriamo (anche se sempre più donne vanno con lui).

L’uomo, oggi, oltre alle cose dette, stira, tiene i figli, fa le lavatrici, cucina…

È contento di fare tutto ciò? Dice di sì, ma forse ne farebbe a meno.

E la donna cosa fa oggigiorno? Stira, lava, cucina, «tiene» i figli, fa le lavatrici, va a lavorare, va in palestra, si mantiene bella, fa yoga, chiacchiera, condivide, si informa… Una bella fatica. È contenta? 

Non lo so.

Il modello a cui tende è quello maschile. Per secoli è rimasta esclusa dalle leve del potere e ora, anche in funzione delle doti che ha acquisito nella sua multidisciplinarietà, vuole dire la sua. Giusto (e anche necessario)!

Però, perché questo possa accadere l’uomo deve essere pronto e capace di sostituirla nelle attività che lei svolgeva e soprattutto nei ruoli emotivi che lei ricopriva.

L’uomo rimane aggressivo e competitivo e ha bisogno di misurarsi in continuazione. Di «fare la guerra» e possibilmente vincere. Fa fatica ad avere ruoli di pace e relazioni di docilità e da qualche parte deve sfogare muscoli e rabbia. Oggi spesso lo fa da frustrato e «sottomesso» e allora la sua aggressività diventa dirompente, in famiglia, nelle decisioni aziendali, in politica…

La donna invece deve acquisire aggressività e muscoli e fa fatica in un corpo e in abitudini che non sono mai state sue e allora diventano «uome», non sempre gradevoli.

È un nuovo mondo, un nuovo modo di essere, dove i ruoli sono sovrapposti e confusi. Due capi in famiglia non ci possono stare. Due che fanno le stesse cose confliggono e alla lunga si sbraneranno. Due che stanno fuori casa, lasciano il vuoto negli affetti dei figli. Due che fanno soldi, non impareranno e insegneranno il valore e il significato dei soldi.

È un nuovo mondo e un nuovo modo di comportarsi. Non so a cosa porterà, ma al momento la strada è quella e dobbiamo riflettere bene su ciò che è importante e su cosa invece dobbiamo imparare a lasciar andare o lasciar perdere, per ottenere qualcosa in più. 

Per una vita sana e saggia.

Chi vivrà vedrà.

Bill.

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