«La guerra non è interessante. Non mi cambia la giornata» La riflessione di un ventenne

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Di Edoardo Hesemberger

«Ci preoccupiamo troppo. Ci preoccupiamo di cose inutili, ci preoccupiamo ancora prima che accada ciò di cui ci stiamo preoccupando». 

Tre anni fa iniziavo un mio testo così; e oggi che tutti parlano dell’imminenza della terza guerra mondiale, io continuo a pensarla allo stesso modo. 

Sinceramente di quello che succede a Trump and company, mi interessa poco, pochissimo, forse niente. 

Il perché immagino sia quello che vorrete sapere. 

Partiamo dal presupposto che sono profondamente dispiaciuto per le vittime degli attacchi degli ultimi tempi, ma oltre a quello non vado. Non considero reale la possibilità che scoppi una guerra, per un motivo molto semplice: nessuno ne uscirebbe vivo

La mia giornata, e può sembrare brutto dirlo, non cambia se Trump o chi per lui scendono dal letto col piede sbagliato, io continuerò a fare le mie cose, cercando di schivare tutti quelli che invece ne fanno la questione prioritaria della loro giornata, per poi dimenticarsene il mattino dopo

Non mi interessa perché interessarmi non migliora la mia persona, non mi porta nulla di buono e non modifica la mia percezione della realtà. Non mi interessa perché se anche la guerra dovesse scoppiarmi tra i piedi me ne fregherei, perché da morti è difficile interessarsi. 

Non mi interessa perché se siamo così stupidi da fare la guerra (di cui tra l’altro non conosco le motivazioni perché, non so se si era capito, ma non mi interessa) forse è giusto che ne subiamo le conseguenze, e il mio interessamento non è in grado di cambiarle queste conseguenze; è in grado solo di farmi incazzare (si può dire incazzare? Beh, non mi interessa, io lo dico lo stesso) perché comprenderei sempre di più la stupidità della razza umana. 

Vivo la mia vita cercando di essere una brava persona, quello sì, perché questo mondo ha bisogno di brave persone, cerco nel mio piccolo di essere gentile con tutti per quanto possibile, senza discriminare chi prega un Dio diverso dal mio (che probabilmente neanche esiste), chi ha un colore della pelle più chiaro o più scuro del mio, chi ama diversamente da me e chi vive con una malattia diversa dalla mia, o ancora peggio, con nessuna malattia. 

Vedete, se mi interessassi a tutto quello che succede al di fuori della mia realtà, probabilmente non mi alzerei dal letto la mattina, e considerando che alzarmi dal letto la mattina è una cosa che mi diverte fare, non vedo perché dovrei rinunciare al mio divertimento solo per fare contenti tutti quelli che potrebbero pensare che io sia stupido o ignorante o sciocco solo perché non difendo l’Iran o l’America. 

Voglio dirvi di più, non mi interessa perché il mio cervello non mi permette di interessarmi, e se lo facessi lo stesso, andrei contro al più importante organo del mio corpo e probabilmente sarei un disonesto, un ipocrita; ma nella mia quotidianità l’onestà è la cosa più importante che ci sia. 

Ora avete capito, forse, come la penso; non vi sto chiedendo di pensarla come me, ma non prendetevela solo perché sono stato onesto, perché in questo mondo, di bugiardi, ce ne sono fin troppi. 

Concludo lasciandovi riflettere: provate a pensare a quello che accadrebbe se tutti ci disinteressassimo di quello che succede al di fuori della nostra realtà; forse questa pagliacciata di morte che state vivendo nell’ultimo mese perderebbe valore, e ancora, forse cesserebbe di esistere.

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