La bambina morbida – la storia che spolvera il cuore del teatro | Il Bullone

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Di Monica Sella

La Bambina Morbida, un titolo che di primo acchito suscita tenerezza, invece cela una storia dura e tosta, ma d’amore, un immenso ed incondizionato amore.

È la storia di una famiglia che si trova a dover accudire la figlia, Beatrice, affetta da una malattia rara e incurabile. Beatrice non può fare nulla da sola, e all’apparenza non è neppure cosciente. Qualcuno potrebbe pensare che vegeti, in realtà sente, altroché se sente, mamma e papà ce lo raccontano bene; ha un cuore che batte e si nutre dell’amore avvolgente di chi si prende cura di lei. 

Ma che senso ha accudire una bimba che vegeta? Forse sarebbe meglio per tutti che morisse? 

Una scena dello spettacolo La bambina morbida

Di fronte a una simile storia, tempo fa è ciò che avrei pensato, una tremenda sfortuna, spero non capiti a me, non sarei capace di far fronte a questa vicenda enormemente dolorosa, me ne sarei chiesta il senso ed il perché. 

Oggi lo trovo quel senso, sento quanta ricchezza produce una vicenda simile. 

A teatro quella sera mi sono seduta e il tempo e il respiro si sono fermati; immobile, sprofondata nella poltrona, immersa dentro la storia, lacrime di commozione sgorgavano di fronte a quanto l’animo umano può essere nobile. 

La reazione davanti a un macigno come questo è diversa, chi si chiude, chi si vergogna, chi si sente menomato rispetto alla società… e chi invece accoglie, si abbandona a ciò che c’è, traendo forza e persino gioia; vivono una vita ricchissima e piena, cogliendo dal momento, dagli attimi di vita, da un piccolo progresso, la linfa della vita, invece di essere solo provati dell’ansia e dalle preoccupazioni del futuro e delle false necessità che impoveriscono l’animo. 

Lo chiamerei un tagliando d’amore che spolvera e gonfia il cuore mettendoci in contatto con la parte nobile del nostro animo, ridimensionando i nostri falsi bisogni.

Ci stupiamo di vedere che proprio chi attraversa esperienze tanto tragiche sorrida di più. 

Mentre l’altra parte del mondo si lamenta brancolando nella nebbia delle necessità che impedisce di fermarsi, di alzare gli occhi e di vedere quanto brilla l’universo. 

Un universo immenso di cui noi siamo una piccolissima seppur importante parte. Un universo da condividere

Perché la condivisione è la linfa della vita. 

Pensiamo a quanto ci cambia e ci arricchisce ascoltare storie come queste.

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