Cronaca del 70° Festival di Sanremo – giorno 4 | Il Bullone

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Di Oriana Gullone, Fabio Valle e Debora Zanni

Due treni, merendine, camminate. E tanta musica. Arrivata da neanche un giorno e Debora è già catapultata in una realtà assolutamente non quotidiana. Tanta gente cammina, corre, passeggia e discute di Big, Nuove Proposte o solo dell’Ariston. Prima missione: rappresentare Il Bullone a Radio Italia, ormai siamo di casa. Un momento tranquillo, di risate, parole, canzoni e, sì, lo dico, cibo. Tra un pezzo di grana padano e due biscotti, incontriamo Elodie, Elettra, Anastasio, Junior Cally, Levante, Jannacci

La serata in esterna ha un nome: Ghali. Dentro l’Ariston è teatro puro, una rovinosa caduta dalle scale, inscenata dallo stunt-man è tra i punti più alti della serata. E il concerto in piazza Colombo è sincero, divertente, sentito. Svago puro, su le mani, cantiamo, facciamoci sentire.

Quasi 18 mila passi. Dal porto al Palafiori, dal Palafiori all’hotel Londra, dell’hotel Londra all’hotel Des Anglais, dell’hotel Des Anglais al Grand Hotel Royal, per poi tornare di corsa al Palafiori e di nuovo uscire, recuperare Debora che si è persa. Poi torna al Palafiori e chiuditi dentro fino alla fine della serata.

Le giornate piene dei cronisti sanremesi fanno bruciare grassi e guadagnare contatti e rapporti umani. Tutto lo staff di Radio Italia ormai ci aspetta come tornassimo a casa, Marcella Chiummo (conosciuta 3 anni fa per l’intervista a Luca Barbarossa) mi abbraccia al 

Des Anglais, Matteo Faustini ritarda interviste per avere in mano Il Bullone e mettersi la spilletta, Paola degli Eugenio in via di Gioia si ricorda di noi e di Martina (De Marco) e si muove per agevolare i nostri orari e appuntamenti.

Amicizia. È questo il vero valore di Sanremo 2020, sia dentro che fuori l’Ariston. La complicità Fiorello/Amadeus/Tiziano/Clerici/Novello salva il ritmo della serata, risolve i momenti critici, tiene in piedi uno spettacolo di 69 punti in scaletta, quasi 6h di diretta.

In Sala Stampa Lucio Dalla, la standing ovation dei colleghi dopo la mia domanda a Rancore  interrotta dalla fretta urlata di chi non ascolta, sommerge ogni dubbio. «La sala Lucio ti vuole bene, siamo qui per darci una mano e vivere insieme un’avventura meravigliosa».

Sala Stampa Lucio Dalla

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