Attimi di ordinaria eccellenza – un don amico e una super mamma

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Il don è l’amico che corre in tuo soccorso quando pensi di essere rimasto solo

Di Annagiulia Dallera

Don Gianluigi Frova, sorriso gioviale, un concentrato di positività che trasmette in maniera naturale a chiunque abbia la fortuna di conoscerlo. «Mi occupo di spiritualità, di ritrovare il significato del vivere. Io vengo tra voi con il desiderio di mettermi al vostro servizio», queste sono le parole che ha usato per spiegare la sua missione.

Il don è l’amico che corre in tuo soccorso quando pensi di essere rimasto solo e che ti fa capire che c’è anche con un semplice messaggio su WhatsApp. Nel suo ufficio c’è spesso un pellegrinaggio di persone che hanno perso un parente, che hanno problemi in famiglia, o che hanno bisogno di conforto e sostegno. «Il mio compito è mettere ordine nella vita di chi mi chiede aiuto, alla luce della fede. Quello di cui mi occupo è al confine tra lo psicologico e l’esistenziale» sostiene il don. Ma ciò che più contraddistingue l’eccezionalità di don Gianluigi è il suo modo di comunicare con i giovani. Ricordo ancora quando era parroco nella chiesa di Monza e noi bambini eravamo felici di andare a messa: non ci sentivamo costretti perché sapevamo che avremmo trovato lui a celebrarla.

E anche ora che si avvicina al traguardo dei 60 anni, don Gianluigi rimane la stessa persona energica, positiva e piena di vitalità. Lo dimostra tutto quello che ha fatto finora: è stato rettore di collegi prestigiosi come il Ballerini di Seregno; è un appassionato di sport e di montagna fin da giovane e come se questo non fosse abbastanza, è stato anche capo scout. Al momento come prevosto di Rho, si occupa di una scuola parrocchiale, di un oratorio e di una società sportiva; organizza partite di baskin (attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari) per l’inclusione tra normodotati e disabili; è direttore di un istituto musicale che prepara al Conservatorio; è presidente del consultorio familiare dove è attivo un progetto di attenzione alla grave emarginazione per i senza fissa dimora e sua è anche la direzione della mensa dei poveri che serve 33.000 pasti all’anno. Un difetto però ce l’ha: è daltonico. Ma chi lo conosce sa che don Gianluigi riesce a vedere e a farti vedere tutte le sfumature della vita. Basta ascoltarlo per accorgersene.

Essere moglie, mamma, figlia e fare parte di una squadra

Di Alessandra Parrino

La sveglia è alle sette, il borsone già pronto dietro la porta. È una giornata lunga, come sempre, perché come metti piede fuori di casa la mattina presto, sai già che ci ritornerai a tarda sera. E allora in questa routine di una vita qualunque non ci si aspetterebbe mai di trovare qualcosa di riconducibile all’eccellenza. Perché troppo spesso eccellenza e semplicità sono considerate poli opposti. 

Eppure, se provassimo ad alzare lo sguardo e ad osservare la vita di chi ci sta accanto, potremmo trovare quella scintilla di bellezza, che sì, magari non finirà mai in prima pagina, però dà sapore alla vita. 

Io ho la fortuna di aver incontrato sulla mia strada una di queste persone: è il capitano della mia squadra, Francesca, meglio conosciuta come «Mamma Fra». È una persona semplice che nel suo quotidiano sa donare a chi le sta attorno e alla sua famiglia attimi di ordinaria eccellenza

Essere moglie, mamma, figlia e fare parte di una squadra, credo sia un insegnamento che lei dà a tutti quelli che le stanno accanto. 

Perché quello che non si vede, almeno su un campo di pallone, è una mamma che prima degli allenamenti prepara le cose per il giorno dopo. Quando sei sul campo non si vede la fatica sana, bella dei rapporti tra marito e moglie che va oltre il «chi porta fuori la spazzatura», è impegno costante d’amore. 

Spesso l’ho sentita chiedere se quel sacrificio di essere sempre presente ad ogni allenamento fosse giusto, perché una mamma vorrebbe essere presente ad ogni conquista dei propri figli, per poi aggiungere che la lealtà verso un gruppo sta anche nel mantenere l’impegno preso, per quanto possa costare fatica. Ed è questo quello che vuole insegnare ai suoi figli, saper rispettare gli impegni presi per essere persone vere. 

Io lo so che nessuno di voi avrebbe mai pensato che l’eccellenza potesse essere così semplice da trovare, ma sta proprio qui la bellezza dell’incontro con gli altri: scoprire che dentro le loro vite si celano insegnamenti preziosissimi. Scoprire che anche se ti svegli alle sette di mattina con già il borsone dietro la porta, puoi incontrare durante la tua giornata persone che raccontano davvero che cos’è l’eccellenza

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