Artiste discriminate. Il mercato ci emargina | Il Bullone

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Di Stefania Spadoni

Artiste nonostante tutto mi verrebbe da dire. Sì, perché anche nel mondo dell’arte contemporanea e soprattutto all’interno del mercato di questo settore, il gap fra la presenza femminile e quella maschile si fa sentire forte e chiaro. 

Artiste donne ce ne sono tante, tantissime, oggi più che mai sono richieste, eppure spesso le mostre con nomi femminili vengono citate come una tematica «dedicata» e solo alcuni grandi nomi riescono ad emergere in maniera autonoma. 

Rosso Plastica 5 di Alberto Burri

Grazie alla ricerca «Donne Artiste in Italia. Presenza e Rappresentazione», condotta dall’università NABA di Milano e in particolare da tre docenti donne – Silvia Simoncelli, Caterina Iaquinta ed Elvira Vannini – nell’ambito del Master in Contemporary Art Markets, abbiamo finalmente dati seri e comprovati da mettere sul piatto della bilancia. Il primo è che la presenza delle artiste donne e la possibilità per loro di sviluppare un vero percorso professionale diminuisce mano a mano che si scala la piramide del mercato. Questo è un grande passo avanti, almeno nella presa di coscienza che un problema, forse una discriminazione, c’è ed esiste. Mai prima d’ora, infatti, si era affrontato il tema con dati veri alla mano, come invece accade in altri campi sociali, dove la visione della situazione di genere è più chiara e definita. La sociologa dell’arte tedesca Katrin Hassler, ha dichiarato che stilando una classifica che include i 100 artisti Top a livello globale, solo il 12% è donna e l’Italia segue perfettamente questo triste andamento.

Presagi di Birnam di Carol
Fonte: https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/carol-rama-presagi-di-birnam/

C’è poi una disparità assoluta fra le percentuali di artisti che frequentano le Accademie (66% donne VS 33% uomini) e le percentuali di artisti che raggiungono alti livelli, come la Biennale di Venezia (il Padiglione Italia prevedeva solo un 13% di presenza femminile), o Arte Fiera Bologna (nel 2019 su 359 artisti, 322 erano maschi e solo 37 femmine). Altro tema caldo, le gallerie e le aste. Anche qui i maschietti vincono di gran lunga con una presenza maggiore, ma soprattutto con un’inspiegabile disparità di prezzo per opera. Un esempio: il record d’asta di un artista uomo appartiene a Rosso Plastica 5 di Alberto Burri per 4.685.000€, contro i 179.000€ di un’artista donna, è il caso di Presagi di Birnam di Carol Rama. Un altro dato interessante della ricerca è che il 68% di artiste donna dichiara di avere un secondo lavoro parallelo, anche fra chi ha una galleria a rappresentarle e, un ultimo triste campanello d’allarme, più della metà delle artiste donne a cui è stato chiesto, ha subito episodi di esclusione sociale e professionale nel sistema arte, in Italia.  

«Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto, (Oscar Wilde).

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