Progetti-realtà: le vite umane si possono salvare

sogni e progetti
"Serve sedersi al tavolo con chi può aiutarci e stabilire dei micro-obiettivi che, sommati tra loro, ci porteranno alla fine del percorso." Immagine generata con sistema di Intelligenza Artificiale Bing Image Creator

Di Federica Merli, B.Liver

Federica, B.Liver, ci spiega come trasformare un sogno in realtà, passo dopo passo, "ciottolo dopo ciottolo". In particolare, la progettazione è fondamentale quando si tratta di rendere consapevoli i soggetti affetti da DCA (disturbi del comportamento alimentare): sognare insieme e progettare insieme può salvare vite.

I sogni son desideri... da Cenerentola a Freud

«I sogni son desideri»: così cantava Cenerentola nell’omonimo film. E così sosteneva anche Sigmund Freud nel suo libro L’interpretazione dei sogni: nel mondo onirico esprimiamo noi stessi, i nostri desideri, le nostre aspirazioni e le nostre speranze. E cosa può accadere quando tutto questo si trasforma in realtà?

Da bambina, come tante altre persone, alla domanda «Cosa sogni di fare da grandecambiavo costantemente risposta. Per un periodo sognavo di diventare ballerina, di stare sotto i riflettori e brillare su un palcoscenico. Poi ho capito che, forse, quella non sarebbe stata la mia strada. E così ho pensato di diventare una cioccolataia, perché amavo tutti i tipi di dolcetti con quell’ingrediente: e quindi, cosa c’è di meglio che produrli personalmente? Ma nemmeno questa idea mi ha convinta per molto.

Così è arrivata l’intuizione di diventare stilista di moda, poi architetto, poi psicologa e logopedista. Finché non ho capito che il mio sogno più grande era quello di diventare pedagogista. Ho avuto la fortuna di capire, seppur per tentativi, quale fosse il mio sogno in ambito di carriera lavorativa. Ma ora sto covando altri sogni, nuovi, a tratti spaventosi e forse ancora immaturi. Ma ho capito che, per diventare concreti, i sogni devono trasformarsi in progetti.

“«I sogni son desideri»: così cantava Cenerentola nell’omonimo film. E così sosteneva anche Sigmund Freud nel suo libro L’interpretazione dei sogni: nel mondo onirico esprimiamo noi stessi, i nostri desideri, le nostre aspirazioni e le nostre speranze.” Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator

Per diventare veri i sogni devono trasformarsi in progetti

È bello sognare, crogiolarsi nell’illusione e nella speranza che le cose possano cambiare in meglio per noi, ma è proprio quando le cose devono trasformarsi in realtà che la situazione si fa difficile. Sperare è il primo passo, ma è necessario mettersi in gioco e attivarsi in prima persona per rendere il nostro sogno una certezza.

E tutto inizia dalla progettazione: ciottolo dopo ciottolo, passo dopo passo, dobbiamo costruire la strada che ci porterà al raggiungimento del nostro obiettivo. Per fare ciò dobbiamo avere bene in mente come funziona il nostro mondo, come il nostro obiettivo si inserisce in esso e come renderlo raggiungibile. Serve sedersi al tavolo con chi può aiutarci e stabilire dei micro-obiettivi che, sommati tra loro, ci porteranno alla fine del percorso.

Sogno – progettazione – realtà: prevenzione e consapevolezza sui disturbi alimentari

In ambito di prevenzione e consapevolizzazione riguardo al tema dei disturbi del comportamento alimentare, questo processo è la chiave: la relazione sogno-progettazione-realtà è, in questo caso, in grado di salvare delle vite. Di conseguenza ogni passaggio, ogni step, ogni movimento deve essere calcolato e ragionato con questa finalità. Per fare ciò è necessario conoscere il problema, per esperienza diretta o per formazione professionale, in modo che le politiche che alla realizzazione del nostro sogno e il sogno stesso non siano qualcosa di astratto, ma di costruito insieme alle persone che dovranno vivere all’interno della realtà che intendiamo costruire.

Per chi soffre di disturbi alimentari sognare è spesso difficile, quasi impossibile, perché la malattia priva la persona della possibilità di sperare e di guardare al futuro: è necessario che altri sognino per loro e che, quindi, progettino per loro. Familiari, amici, conoscenti, associazioni, fondazioni: loro sono la salvezza di chi soffre di DCA. Loro sono ciò che renderanno un sogno realtà e che salveranno delle vite: insieme si può sognare in grande. E si può progettare ancora di più.