Jannik Sinner ha aperto un nuovo capitolo per il tennis italiano dopo 48 anni

Jannik Sinner agli Australian Open
Jannik Sinner alza la coppa agli Australian Open.

di Jacopo Di Lorenzo, B.Liver

Il B.liver Jacopo ci racconta una vittoria tutta italiana, quella di Jannik Sinner agli Australian Open. Sinner è il primo italiano a vincere una celebre coppa dopo più quarant'anni, risale infatti al 1976 l'ultimo importante riconoscimento.

L’italia è tornata campionessa del tennis dopo più di quarant’anni

No, non stiamo sognando, è tutto vero: l’Italia è finalmente tornata ad avere un campione slam! Dopo quarantotto lunghissimi anni, dallo storico Roland Garros del 1976 che aveva visto Panatta trionfante, torniamo a mettere le mani su uno dei quattro più prestigiosi tornei del mondo: gli Australian Open. Il merito è da attribuire all’indiscusso campione del momento, Jannik Sinner.

Ma che Sinner fosse un fenomeno, una manna dal cielo per il tennis italiano, lo si sapeva. Già aveva vinto il suo primo Masters 1000 a Toronto ad agosto, l’anno scorso. Già era arrivato in finale a Torino nel torneo dei maestri a novembre. Già aveva permesso all’Italia di vincere la Coppa Davis di lì a poche settimane dalle Finals. Ci aspettavamo, forse, una performance deludente negli Australian Open?

Solo ora l’interesse del giornalismo generalista: per anni ci siamo dimenticati del tennis

Certo che no. E onestamente, se posso lanciare una provocazione, è triste che solo ora si sia arrivati a interessarsene nel panorama giornalistico generalista. Prima, parlare di tennis sui quotidiani era un mestiere da sbrigare in fretta, giusto riportando i fatti più importanti senza dilungarsi troppo, restando nell’essenzialità, insomma. Spesso le notizie in merito erano del tutto assenti, se non su qualche quotidiano sportivo tematico o sulla Gazzetta.

È vero che i successi di Berrettini, con l’assolo della finale di Wimbledon nel 2021, avevano in parte risollevato l’interesse per il più nobile tra gli sport, tuttavia al cessare dei successi del tennista romano, tristemente interrotti dagli infortuni, ci si era presto dimenticati ancora una volta del povero tennis. Dunque, serviva proprio qualcosa di grosso, di clamoroso, di epocale affinché le acque potessero smuoversi e l’interesse del grande pubblico riaccendersi per il tennis. Eccoci accontentati. Un nuovo capitolo della storia del tennis italiano è stato scritto.

Il tennista numero quattro al mondo, Jannik Sinner si avvicina sempre di più ai top 3

Non mi dilungherò, come ridicolmente fanno alcuni giornali, cercando di ammaliarvi con la lista delle «armi» con le quali Sinner ha battuto Medvedev in finale, piuttosto che con l’elenco dei risultati di ogni set di ogni match disputato da Jannik. Basti sapere che il nostro numero quattro del mondo, a partire dai sessantaquattresimi di finale, non ha perso un set per cinque incontri di fila, fino a quando ne ha ceduto uno, per la prima volta nel torneo, al numero uno del mondo, Novak Djokovic, e da ultimo, in finale ha ottenuto la vittoria in rimonta al quinto set. Il suo ranking per ora rimane numero quattro, ma con due ottime notizie: supera gli ottomila punti ATP, distanziando così il numero 5 Rublev di anni luce, e si avvicina invece sensibilmente a ogni giocatore presente attualmente in top 3.

Attenti là voi in alto, Sinner è arrivato a scomodarvi! D’altra parte, ha già battuto ciascuno dei tre più di una volta ormai, e probabilmente lo rifarà ancora e ancora, in un 2024 che non solo lascia ben sperare, ma anzi, sembra essere una certezza, l’anno che finalmente andrà a premiare tutto il lavoro mai interrotto del nativo di San Candido. Talmente ininterrotto che, in un’intervista seguita alla vittoria degli Australian Open, interpellato riguardo a cosa avrebbe fatto nei giorni successivi, la risposta è stata: «tornerò al lavoro».

“E onestamente, se posso lanciare una provocazione, è triste che solo ora si sia arrivati a interessarsene nel panorama giornalistico generalista. Prima, parlare di tennis sui quotidiani era un mestiere da sbrigare in fretta, giusto riportando i fatti più importanti senza dilungarsi troppo, restando nell’essenzialità, insomma.”

– Jacopo di Lorenzo