Monologhi teatrali: cantiamo e balliamo per tutte le ragazze in occasione del 25 novembre

"In questa occasione, l’associazione ha collaborato con il gruppo ricreativo teatrale elbano «Le perle dell’arcipelago», di cui fanno parte ragazzi e ragazze in età adolescenziale. Ai ragazzi viene offerta l’opportunità di cimentarsi in attività artistico-creative: canto, ballo e recitazione."

di Nina Cresci, Exodus

La Mammoletta è la «sede del mare» della Fondazione Exodus di Don Mazzi. Fondata nel 1990 da Marta del Bono e Stanislao Pecchioli sull'Isola d'Elba, offre percorsi educativi di accoglienza, reinserimento e prevenzione per adolescenti e giovani adulti con problemi di dipendenza e altri disagi sociali, familiari e psicologici.
La collaborazione tra la Mammoletta e Il Bullone nasce nel 2020 con l’obiettivo di far incontrare le comunità di riferimento per mettere al centro il dialogo, le riflessioni, le esperienze condivise di giovani che stanno attraversando, ciascuno a suo modo, periodi complicati e delicati, ma che non smettono di credere nella possibilità dell’oltre e dell’altro.

Il 25 novembre 2023 è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2023. Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si è tenuto uno spettacolo presso il teatro De Laugier di Portoferraio.

L’evento, aperto alle scuole così come al pubblico esterno, è stato organizzato dal gruppo Elba di Amnesty International: un’associazione ormai nota, che si batte per il rispetto della persona, lottando contro ogni tipo di violazione dei diritti umani e disuguaglianza.

Una giornata speciale animata da attività di canti e balli organizzata da Amnesty International

Il simbolo di Amnesty è una candela, non avrebbe potuto essere niente di diverso: Amnesty illumina tutti quei luoghi tetri e bui presenti nel mondo, luoghi in cui non si ha abbastanza voce per urlare, non si ha abbastanza forza per combattere, non da soli.

In questa occasione, l’associazione ha collaborato con il gruppo ricreativo teatrale elbano «Le perle dell’arcipelago», di cui fanno parte ragazzi e ragazze in età adolescenziale. Ai ragazzi viene offerta l’opportunità di cimentarsi in attività artistico-creative: canto, ballo e recitazione.

Per occasione è stata messa in scena una rappresentazione sulla violenza di genere

Queste due associazioni, insieme, hanno prodotto una rappresentazione scenica sulla violenza di genere, documentata dai ragazzi dell’ITGC Cerboni, scuola tecnico-professionale di Portoferraio.

In quei giorni l’opinione pubblica si è scatenata di fronte al caso di Giulia Cecchettin, per questo la tematica è risultata ancora più pungente. L’evento è stato un susseguirsi di monologhi, tratti da testimonianze reali, intervallati da canti e balli. Da donna, mi ha colpito molto: è stato come avere lì di fronte, tutte quelle ragazze, vittime della società patriarcale in cui viviamo.

Nel teatro c’è stata molta commozione da parte di donne e di uomini. Ascoltare tutte quelle voci, tutte quelle storie, è stata un’esplosione di emozioni: rabbia, disgusto, compassione, ma anche speranza che le cose potranno andare meglio, una consolidazione della volontà di porre fine a questi eventi.

Un obiettivo comune e il senso di responsabilità, importante parlarne ogni giorno

L’obiettivo di questi incontri, oltre a dare voce a chi non ha potuto o non può parlare, è quello di provocare ognuno di noi: la responsabilità individuale va di pari passo con quella sociale. Quanto ci sentiamo la coscienza pulita riguardo a tutto ciò?

È importante fare luce su questa tematica, parlarne ogni giorno: il 25 novembre è simbolo di ciò che accade in ogni momento, ciò che può accadere a me, a te, alle nostre figlie o nipoti, sorelle o madri. È necessario mettere in discussione la nostra figura di donna o di uomo che sia, per accorgersi che probabilmente si è stati già vittime o carnefici.

Che donna voglio essere? Che uomo voglio essere? Questa è la domanda da porsi. Le risposte possono essere molteplici. Io, personalmente, voglio essere una donna libera di amare e di non amare, rispettata e rispettosa dell’altro, sempre.

“È importante fare luce su questa tematica, parlarne ogni giorno: il 25 novembre è simbolo di ciò che accade in ogni momento, ciò che può accadere a me, a te, alle nostre figlie o nipoti, sorelle o madri. È necessario mettere in discussione la nostra figura di donna o di uomo che sia, per accorgersi che probabilmente si è stati già vittime o carnefici.”

– Nina Cresci