Natale in corsia: qui i giorni sembrano sempre uguali

Lo spirito del Natale che aleggia in ospedale è un alberello addobbato in corridoio, qualche pallina qua e là e il canto delle sirene delle ambulanze a fare da sfondo.
"Lo spirito del Natale che aleggia in ospedale è un alberello addobbato in corridoio, qualche pallina qua e là e il canto delle sirene delle ambulanze a fare da sfondo." Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator

di Debora Marchesi, B.Liver

Debora è un'infermiera. E in virtù del suo lavoro, anche le festività sono spesso da passare tra i corridoi dell'ospedale, addobbati da un alberello con qualche pallina. Debora compie un lavoro importante, quello di cercare di alleggerire la degenza ai pazienti e nello stesso tempo trarre da piccolezze lo spirito delle feste. Ma, soprattutto, ci tiene a ricordare che la sofferenza non fa sconti a nessuno; nemmeno il giorno di Natale.

Chi lavora in ospedale non ha una vocazione. Chi lavora in ospedale svolge una professione complicata, spesso sottovalutata e poco ricompensata in termini di stipendio, rispetto alle responsabilità e ai sacrifici che si fanno.

Da quando ho iniziato a lavorare come infermiera percepisco ogni giorno il grande sacrifico che sta dietro alla mia professione e, soprattutto durante le festività natalizie, questa sensazione si fa ancora più prepotente.

È il senso del dovere che ci spinge a lasciare i nostri cari in un giorno che dovrebbe essere di festa e di gioia, per andare ad occuparci dei nostri pazienti.

E lì, tra colleghi, ritrovare una seconda famiglia, magari mangiare una fetta di pandoro insieme, o magari non aver nemmeno il tempo di un caffè perché presi da qualche urgenza.

La mia famiglia, i miei amici, il mio fidanzato sono il mio più grande supporto e i miei primi grandi tifosi sugli spalti, perché accettano i miei turni particolari e il mio lavoro senza mai battere ciglio, ma sempre aiutandomi a trovare i lati positivi e rispettando il ruolo importante che ricopro.

In una corsia d’ospedale Natale può essere tutti i giorni che vuoi

Natale in corsia ha sempre un velo di tristezza che si mescola allo stesso tempo con la gioia delle feste che anche in certi momenti, comunque esce fuori.

In pronto soccorso il giorno è spesso uguale alla notte, mezzanotte può essere come mezzogiorno, cinque minuti come tre ore, e una notte può volare via in qualche secondo.

Così anche Natale può sembrare un giorno qualunque, un giorno tristissimo o un giorno di festa.

La verità è che in generale, nelle corsie degli ospedali, ogni giorno è uguale a quello precedente e ogni giorno speciale e di festa, è un giorno di sofferenza come gli altri e noi come professionisti possiamo solamente fare del nostro meglio per rendere meno pesante la degenza ai nostri pazienti e, al contempo, più leggero il lavoro anche per noi.

Natale può essere tutti i giorni che vuoi.

La sofferenza che non conosce feste

La sofferenza, purtroppo, è un concetto che non conosce festività, compleanni, ricorrenze speciali e, soprattutto, non fa sconti a nessuno. Non importa chi tu sia o quale giorno sia. Se la sofferenza decide di bussare alla tua porta, puoi solo accoglierla in silenzio e farla diventare la tua nuova compagna.

Natale può essere sicuramente un’occasione per dedicare maggior tempo a coltivare l’empatia e l’ascolto verso i pazienti che assistiamo, cosa che spesso, purtroppo, viene un po’ sovrastata dai tecnicismi, e dai ritmi di lavoro troppo alti.

Ma quanto può essere bello e gratificante ricevere un «grazie», o sedersi ad ascoltare? Tornare a casa dalla propria famiglia portando un bel bagaglio di sorrisi e di storie da raccontare.

Lo spirito del Natale che aleggia in ospedale è un alberello addobbato in corridoio, qualche pallina qua e là e il canto delle sirene delle ambulanze a fare da sfondo.

Sembra un giorno come un altro, ma forse non lo è.

Anche per noi che siamo sempre abituati a lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte, trecentosessantacinque giorni l’anno e ci segniamo sul calendario qualsiasi appuntamento per gestire la vita privata, Natale è comunque un giorno in cui c’è chi preferisce stare a casa con i propri affetti per assaporare un po’ di normalità, e chi decide di essere in turno e dedicare il suo tempo ai propri pazienti.

Lo spirito del Natale, comunque, lo porto con me ogni giorno che decido di esserci come infermiera per i miei pazienti.

“Lo spirito del Natale, comunque, lo porto con me ogni giorno che decido di esserci come infermiera per i miei pazienti.”

– Deborah Marchesi