“Rondine” è anche scuola: “Il quarto anno io lo faccio qui”

I ragazzi del
I ragazzi del "quarto anno Rondine" alla cerimonia di fine corso.

di Andrea Margiacchi, Rondine

Andrea Margiacchi racconta la scelta di alcui ragazzi di vivere il quarto anno delle scuole superiori in modo diverso, frequentando il  "Quarto anno" di Rondine Cittadella della Pace, che accompagna i ragazzi in un percorso che li aiuterà a trovare, quando necessario, la chiave di volta per risolvere un conflitto.

Il progetto del «Quarto Anno» nasce nel 2015 dalla volontà di applicare l’esperienza della World House al sistema scolastico italiano. Uno degli aspetti principali è la centralità che viene data alla relazione insegnante-studente nella scuola, grazie ai docenti formati sul metodo «Rondine».

I ragazzi sono accompagnati anche durante l’anno da un tutor, un facilitatore relazionale che li aiuterà a trovare, quando necessario, la chiave di volta per risolvere un conflitto.

Durante l’anno viene svolto, parallelamente a quello scolastico, il percorso «Ulisse», che si articola in tre moduli: alla scoperta di sé stessi; diventare cittadini del terzo millennio; Itaca. Il primo è un modulo incentrato sull’introversione, per approfondire la conoscenza di noi che spesso ci sfugge; il secondo invece, cerca di dare ai ragazzi gli strumenti necessari per destreggiarsi nella società come cittadini attivi; mentre il terzo tratta della restituzione al territorio di ciò che si è guadagnato quest’anno, con un progetto di ricaduta sociale.

I ragazzi inoltre, vivono una dimensione di comunità unica, a scuola e nella quotidianità condividono tempo e spazi creando legami forti e duraturi. Al tutor vengono affidate anche alcune lezioni riguardanti il metodo «Rondine», che i ragazzi imparano a conoscere e ad applicare poi nelle loro vite, per esempio, vengono spiegate le cinque parole fondamentali di Rondine: Relazione, Persona, Comunità, Politica e
Festa.

Grazie ai ragazzi della World House viene data l’opportunità di ascoltare le storie di chi il metodo «Rondine» lo sta applicando alla propria vita, decostruendo la figura di nemico che trovano in un altro popolo, per riuscire a vedere la persona che ci sta dietro.

È un’esperienza che muta da individuo a individuo, per questo credo che i migliori a raccontarla siano proprio i ragazzi, a cui lascio la parola.