Daniel Lumera e Immacolata De Vivo parlano di energie interiori

Ian Stauffer
Credits: Ian Stauffer

Il pianeta è sempre più maltrattato, lei con la Prof.ssa Immaculata De Vivo, avete scritto un libro rivoluzionario: Ecologia Interiore. Un viaggio alla riscoperta delle nostre energie interiori rinnovabili per salvare noi stessi e il pianeta.

di Cinzia Farina

Il pianeta è sempre più maltrattato, lei con la Prof.ssa Immaculata De Vivo, avete scritto un libro rivoluzionario: Ecologia Interiore. Un viaggio alla riscoperta delle nostre energie interiori rinnovabili per salvare noi stessi e il pianeta. Daniel com’è nata quest’idea?

«Dalla ricerca scientifica che è stata portata avanti insieme alla professoressa De Vivo, ci siamo resi conto dell’impatto profondissimo, che l’attività della mente ha sulla biologia del nostro corpo. La mente umana è capace di intossicare, elemento quindi disfunzionale della salute. È anche vero però che è la nostra mente. Ogni pensiero ha un impatto economico, ecologico e politico. L’idea di scrivere questo libro nasce dalla presa di consapevolezza che la mente è uno degli agenti inquinanti più devastanti della Terra. L’esempio che descrivo è quello dell’isola di plastica del Pacifico. Verrebbe da pensare che la plastica è l’agente inquinante; invece è la mente umana che ha concepito la plastica. Da qui è nata l’idea di proporre un percorso di bonifica della nostra mente».

Come possiamo riuscire a liberarci da ciò che inquina la mente, il corpo, il pianeta? 

«Partendo da uno stile di vita consapevole. Nel libro proponiamo un lavoro trasversale, soprattutto sulla cura del corpo. Noi abbiamo tante emozioni tossiche. Avvertiamo la necessità di purificare la nostra mente, ad esempio, con la respirazione consapevole o con la meditazione. Poi c’è l’aspetto del nostro passato. Nel libro parliamo in profondità di tutti quei traumi che generano meccanismi di comportamento automatici. Infine, la dimensione esistenziale, cioè smettere di essere un prodotto di esigenze di mercato, di aspettative familiari, ma riuscire a sviluppare un profondo ascolto della propria unicità. Secondo me è finita l’era in cui si può parlare di un’ecologia relativa all’ambiente esterno senza comprendere quello interiore. Noi proponiamo un metodo che parte con piccole e sane abitudini quotidiane, che migliorano la qualità dell’ambiente».

Markus Spiske
Credits: Markus Spiske

L’ecologia interiore

Nel libro si parla di filtri dell’ecologia interiore, ci spiega questo passaggio?

«I filtri oltre alle dimensioni che ho citato prima: sono i valori. Tra questi c’è la gentilezza, la gratitudine, che hanno un impatto notevole sui nostri geni sul nostro sistema cardiocircolatorio e su quello immunitario. Valori di cui abbiamo perso la bussola negli ultimi tempi, tra cui il perdono, l’ottimismo, la compassione, l’empatia. Filtri pazzeschi per la mente, che hanno una buona letteratura scientifica a sostegno. Dimostrano che se noi li trattiamo come dei muscoli, li sviluppiamo allenandoli ogni giorno nella palestra della vita, quello che accade è che riusciamo a bonificare il nostro ambiente interno. La buona notizia è che ci sono dei metodi, come indichiamo nel libro, per sviluppare questi “muscoli”, con esercizi pragmatici semplici da applicare, che generano subito un riscontro».

Il silenzio riduce il cortisolo, ci spiega come funziona questo concetto?

«La nostra mente è costantemente infiammata. Solo l’attività mentale ci permette di bruciare al giorno quasi 400 calorie nella nostra attività di pensiero normale. In più, noi gestiamo una quantità di informazioni in entrata e in uscita, pari a 32 gigabyte al giorno. Abbiamo bisogno di meccanismi rigenerativi come il sonno o la meditazione. Una sospensione del nostro dialogo interiore, cioè della produzione costante di pensieri, dispendio enorme di energia. Creare durante il giorno dei contesti rituali, dove il silenzio sia interiore che esteriore ci permetta di rigenerarci, di ascoltarci e di comprenderci. Vorrei anche ricordare che Gandhi rispettava un giorno alla settimana di silenzio. C’è un racconto Sufi che cito anche nel libro: “ogni parola prima di uscire dalla nostra bocca dovrebbe avere tre filtri, il primo dovremmo chiederci se è vero quello che diciamo, il secondo se è utile, il terzo se è gentile».

Jan Kopriva
Credits: Jan Kopriva

Energie interiori tra gentilezza e telomeri

Il British Medical Journal nel 2014 ha pubblicato i risultati della prof.ssa De Vivo su dieta mediterranea e telomeri. Ora nel libro la professoressa ci parla di relazione tra gentilezza e telomeri. Possono davvero essere influenzati? 

«È proprio così. Un gruppo di donne è stato studiato per quattro anni, ogni giorno praticavano una meditazione basata sulla gentilezza. È emerso che effettivamente i telomeri di queste donne, quindi i cappucci dei cromosomi, meglio definiti dalla scienza come biomarcatori della longevità, erano meglio conservati. Quindi la scienza al giorno d’oggi è in grado di fornirci un esatto corrispettivo biologico di valori morali e sociali come la gentilezza».

Quali sono quindi i primissimi passi per aiutare la mente ad avere una visione consapevole ed ecologica?

«Prima di tutto una pratica costante di tecniche come la meditazione e la respirazione consapevole, che ci permettano di liberare la mente, di entrare in una quiete profonda che ci permetta di detossinare tutte le routine inconsapevoli che sono altamente tossiche per la nostra vita. C’è uno studio bellissimo della biologa Elizabeth Blackburn, premio Nobel della medicina del 2009, che dimostra come due mesi e mezzo di pratica meditativa incidano sulla produzione di telomerasi, l’enzima che ripara i telomeri. La meditazione è una grande medicina naturale».

Max Vs
Credits: Max Vs

La meditazione per migliorare se stessi

La pratica meditativa, a lungo termine può portare a cambiamenti sociali? 

«La meditazione è un fatto sociale. L’esperimento che abbiamo appena concluso al Maxxi di Roma, con il Professor Giacomo Rizzolatti, scopritore dei neuroni specchio, ha dimostrato che due persone vicine che meditano, entrano in frequenza. La frequenza su cui si sintonizzano è la più elevata dei due. Possiamo contagiarci attraverso stati di benessere, anche non parlando. Mediante la meditazione si sviluppano le aree cerebrali connesse con l’empatia, la compassione, la capacità di metterci nei panni altrui. Questi sono tutti aspetti che rappresentano un collante nella società e sono elementi che abbassano notevolmente i livelli di conflittualità».

Anche in amore ci sarebbe bisogno di un’ecologia dell’amore, di bonificare le relazioni, come si potrebbe incominciare?

«Si inizia prendendo consapevolezza delle relazioni tossiche che abbiamo nella nostra vita. Ci sono relazioni basate su sfiducia, controllo, bugie, che a volte rappresentano aspetti patologici molto delicati. Bisogna comprendere che tipo di qualità relazionale abbiamo nella nostra vita. L’amore è una tematica fondamentale dell’ecologia».

L’economia della salute ed energie interiori

Lei scrive che l’economia della salute e dello stile di vita, è una questione ecologica connessa con l’ambiente e la natura. Ce ne parla? 

«C’è una strettissima connessione tra ambiente interno ed esterno. Una persona che pratica uno stile di vita sano, tiene un comportamento etico e sta attento alla derivazione del cibo che mangia. Questa percettività, non avendo un ambiente inquinato dentro, la porterà a proiettare bellezza e ordine nell’ambiente esteriore. Non possiamo pensare a un’ecologia esterna se siamo intossicati dentro. Quindi, anche una piccola modificazione del nostro ambiente interiore in termini qualitativi, ci porta ad essere individui meno inquinanti nell’ambiente esterno. Una qualsiasi idea, per esempio l’idea Europa, non ha solo una valenza nel nostro ambiente interno, ma ha un impatto ecologico, un impatto identitario. Ci sono persone che si uccidono, che credono di essere russi, di essere ucraini, ma sono idee. Un cane o un qualsiasi altro animale non ha la più pallida idea, questi sono processi immaginativi della mente umana. È per quello che dico che le nostre idee sono tossiche: questo è il punto fondamentale. Il pensiero umano, come sottolineo, ancora non è ecosostenibile. Quindi bonificare il pensiero umano vuole dire fare un’azione ecologica che si riversa anche sull’ambiente esterno».

I cambiamenti ecologici continuano ad incombere violentemente sul nostro pianeta, cosa possiamo fare subito per dare il nostro piccolo contributo? 

«In primis due cose: sviluppare le pratiche interiori costanti, poi possiamo ogni settimana mettere in pratica una nuova abitudine, che deve essere un’azione consapevole per la salvaguardia del pianeta».