Giovane cercatore di futuro o un attendista?

Tu giovane, sei un cercatore di futuro o un attendista, pronto a prendere quello che c’è? Come ci si attrezza per crescere?

di Angelo Artoni

Ma tu, il lavoro, l’amore, le tue passioni, gli amici, li cerchi o li aspetti? Tu giovane, sei un cercatore di futuro o un attendista, pronto a prendere quello che c’è? Come ci si attrezza per crescere? Certo, studiare, fare esperienza. Ma come? Basta? Uffa, quante domande, qualcuno direbbe: «il destino mi aiuterà a capire qual è la mia strada». 

Sicuramente, ma il destino, se esiste, dobbiamo aiutarlo, quindi rimbocchiamoci le mani e prepariamo l’avvenire. In queste pagine proponiamo l’incontro del cardinale di Bologna, Matteo Maria Zuppi, con dei giovani tra i quali alcuni ragazzi del Bullone. Si è parlato di futuro e di come diventare uomini consapevoli. Si è parlato di un patto generazionale giovani-vecchi, alla base della conoscenza e della intraprendenza di chi si affaccia alla vita degli adulti. «Ci vuole tanta alleanza tra le generazioni e questa è una grande sfida che chiede anche ai vecchi di sognare. Se i vecchi sognano, anche i giovani troveranno il loro modo e la loro responsabilità per sognare.

I giovani saranno sempre meno e dovranno aiutare sempre di più i vecchi» ha detto il cardinale Zuppi, nominato nel 2015 cardinale da Papa Francesco, in qualità di grande esperto di giovani e soprattutto noto per le sue posizioni aperte nei confronti di tutti. Matteo Maria Zuppi è un prete di strada, è il primo cardinale che entra in un centro sociale e dialoga con la Comunità LGBT. Matteo Maria Zuppi può aiutare a trovare il percorso giusto, sicuramente ha salvato tanti ragazzi che si erano persi.

dim hou
Credits: Dim Hou

Giovane cercatore nel mondo

Il mondo giovanile è complesso e variegato. Ci sono ragazzi che lavorano e studiano e altri che non lavorano e non studiano, i NEET. L’Italia è in testa alla classifica in Europa per numero di NEET, ragazzi che vivono disagi anche molto profondi. Ragazzi che aspettano. Al contrario ci sono ragazzi che – come riportiamo in queste pagine – hanno preso un aereo e sono andati a Dubai, al padiglione Italia dell’Expo Internazionale. Per mesi hanno abbandonato gli studi universitari per fare i volontari in Arabia.

Per conoscere un altro mondo, per fare esperienza, per capire come gira la trottola della vita in un Paese culturalmente molto diverso. Sono giovani che imparano a confrontarsi con economisti, scienziati, politici. Forse sapranno molto prima dei loro coetanei dove dovranno investire per costruire una professione legata ai loro talenti. Ma l’impegno c’è. Non sono stati seduti sui banchi dell’università a studiare e basta, hanno voluto vedere, confrontarsi. Cercando di dare una risposta alla domanda: per chi faccio certe cose? La vita insegna a muoversi e arricchirsi di un sapere extraaccademico aiuta sicuramente a farsi un’idea. I cercatori di futuro sono sempre alla ricerca del proprio talento, delle proprie passioni in ogni sfaccettatura.

Come i ragazzi italiani di Dubai. «Il giovane cerca il suo futuro e ha diritto alla cultura e al lavoro, non al precariato o alla disillusione; il vecchio cerca quello che non finisce ed ha diritto al futuro e alla custodia premurosa della sua debolezza; l’uomo vuole quello che non delude, la vittima cerca la pace. Nel cuore di ogni uomo c’è sempre un desiderio», ha più volte detto il cardinale Zuppi. Nel nostro cuore, giovane o vecchio, NEET o ragazzo di Dubai, c’è sempre un desiderio. Dobbiamo fare in modo che tutti possano partire allineati, senza discriminazione e superare distanze e incomprensioni, di guardare con meno distrazione e fretta il mondo intorno. Trovare e ritrovare il senso di sé e degli altri, lavorare in tutti e due i sensi, senza dimenticarsi che da soli non si va da nessuna parte.