Pininfarina, il design italiano che delinea la forma del futuro

Sergio Pininfarina con Liliana Romeo, durante l’ intervista per Il Bullone.
Sergio Pininfarina con Liliana Romeo, durante l’ intervista per Il Bullone.

Il sogno nel cassetto, invece, è quello di volare sempre più in alto: progettare lo “space habitat”, per portare il nome di Pininfarina fin sulla Luna e su Marte

di Ermes Casati

Oltre novant’anni di storia e tre generazioni. Il design di Pininfarina è riconosciuto nel mondo come il connubio tra bellezza e innovazione, la ricerca continua di equilibrio tra emozione e ragione. Abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Paolo Pininfarina, nipote del fondatore e attuale presidente dell’omonima azienda torinese.

Cosa accomuna la Pininfarina degli anni 30 e quella di oggi nella vision aziendale?

«Il claim degli anni 30 recitava “Vetture di lusso e gran lusso”. Oggi il campo di applicazione si è allargato, ma il DNA aziendale è sempre lo stesso: qualità ed esclusività. Si può dire quindi che la nostra identità è rimasta immutata».

In quasi un secolo di vita, qual è stata la sfida più difficile da affrontare?

«Ogni generazione si è confrontata con situazioni sfidanti, fronteggiandole sempre con grande abilità. Il passaggio dall’essere un’azienda di design e produzione, ad azienda solamente di design è stata sicuramente la più complessa. La sfida riorganizzativa e motivazionale di una realtà che cambia pelle, che ridefinisce il proprio core business, rifocalizzandosi sui valori della qualità e dell’innovazione ».

Pietro Camardella design Ferrari per Pininfarina

La sfida del tempo

Come si realizza un oggetto di design senza tempo?

«Bisogna ideare qualcosa di “concettualmente coraggioso”, qualcosa che attiri il nostro interesse e provochi il nostro piacere in modo raffinato ed equilibrato. Si deve pensare a un oggetto per il lungo termine, proiettato verso il futuro, ma che al contempo sia classico, elegante e curato nei dettagli. Occorre inseguire il perfetto equilibrio tra carattere e armonia».

Quanto è importante supportare le nuove generazioni? Quale impatto vuole avere Pininfarina su di loro?

«Le nuove generazioni sono tutto. Devono poter trovare il loro posto in azienda per migliorare costantemente. Dobbiamo essere fieri e felici di trasmetter loro la nostra esperienza, di vederli crescere e scrivere il futuro, senza paura».

Quali consigli imprenditoriali darebbe a un giovane ambizioso?

«La cosa più importante è credere in se stessi, sempre. Bisogna essere curiosi e sviluppare grandi capacità di ascolto. Saper lavorare in team e imparare ad adattarsi a situazioni e nuove abitudini è fondamentale per crescere a livello personale e professionale ».

Hypercar Battista designed by Pininfarina

Pininfarina nel futuro

La pandemia ha cambiato scenari e abitudini, accelerando alcuni processi come lo smart working. In un futuro prossimo, si aspetta una rivoluzione radicale degli ambienti di lavoro?

«Una cosa è certa: nulla sarà più come prima. L’alternarsi di lavoro in presenza e da remoto sarà sempre più la normalità. L’aver passato tanto tempo costretti in casa ha aumentato la nostra voglia di evadere, ci ha fatto riscoprire quanto si sta bene fuori. Da qui potrebbe nascere il desiderio di aprire gli uffici anche all’esterno, a dover quindi progettare nuovi ambienti tenendo conto di tanti fattori, tra cui quello del clima. Sarebbe proprio una sfida fantastica».

Pininfarina muove i sogni, ma c’è un sogno che ancora non avete realizzato?

«Uno è quasi realizzato e si chiama Battista, una hypecar elettrica che vedrà la luce a breve. Ormai ci siamo. Il sogno nel cassetto, invece, è quello di volare sempre più in alto: progettare lo “space habitat”, per portare il nome di Pininfarina fin sulla Luna e su Marte».