Sorelle per sempre, il film Rai tratto da una storia vera

Sorelle per sempre è il film tratto dalla storia vera di Caterina Alagna e Melissa Foderà, due bambine scambiate in ospedale dopo la nascita, lo stesso giorno, il 1° gennaio 1998.

di Alessia Pinatanida

Sorelle per sempre è un film diretto da Andrea Porporati, andato in onda su Rai 1 il 16 settembre 2021, totalizzando quasi cinque milioni di telespettatori. Basato su una storia vera, racconta la terribile notizia che colpisce due famiglie e che cambia per sempre la loro vita.

Lo sceneggiato Rai

Così iniziò tutto… Nei primi anni duemila nella notte di capodanno, a Mazara del Vallo, una piccola città della Sicilia, nascono due bambine una a distanza di quindici minuti dall’altra: Costanza e Marinella, figlie di Francesca Maggio e Lucia Torrisi, già madre di altre due bambine.

La loro vita prosegue normalmente fino a quando, arrivate alla scuola dell’infanzia, la maestra nota una grande somiglianza tra Costanza e Lucia, tanto che all’uscita da scuola porta la bambina dalla madre sbagliata.
Questo innesca in quella madre un grande dubbio ed emerge anche un ricordo: quando era in ospedale, dopo il parto le avevano portato una bambina con una tutina diversa da quella che avrebbe dovuto avere. Le infermiere si giustificarono dicendo che c’era stato un errore con i vestiti.

Lucia inizia così ad avere mille dubbi e a convincere il marito a fare un test di compatibilità sanguigna con la figlia. Il test risulta incompatibile e da quel momento nella famiglia si crea un grande periodo di tensione fino ad arrivare a fare un test del DNA, anche questo incompatibile. Lucia si rende conto che evidentemente la figlia era stata scambiata nella culla quella notte di capodanno. Inizia così ad informarsi e a cercare la famiglia Maggio per spiegare loro la situazione e convincerli a fare il test del DNA con la figlia Marinella.

Scena tratta dal film Sorelle Per Sempre

I risultati del test del DNA

Dopo molta esitazione il test viene eseguito e il risultato dimostra l’incompatibilità anche per loro.

I genitori decidono così di recarsi al tribunale per cercare di avere maggiori informazioni riguardo il grosso errore commesso dall’ospedale, e per capire come si sarebbero dovuti comportare con le bambine. In questa situazione davvero complicata interviene una psicologa, la quale afferma che la soluzione migliore sarebbe vivere per un periodo di tempo come una grande famiglia allargata, tutti insieme, in modo che le bambine si potessero abituare a creare rapporti con i genitori biologici, pur avendo sempre come riferimento la famiglia dove sono cresciute.

Dopo aver rivelato la verità alle bambine e dopo momenti di tensione e difficoltà tra i genitori, le acque sembrano calmarsi fino a quando non si arriva al giorno della sentenza, durante la quale il tribunale e i genitori, eccetto Francesca che si dimostra completamente contraria, decidono che per il bene delle figlie la cosa migliore da fare sarebbe quella di procedere con un nuovo scambio, facendole tornare alla propria famiglia biologica.

Non riuscendo ad accettare questa situazione, la famiglia Maggio decide di trasferirsi con Marinella a Milano per evitare di incontrare e vedere la figlia che avevano cresciuto con un’altra famiglia che non era la loro.

Costanza sembra adattarsi abbastanza in fretta alla nuova famiglia, perché aveva sempre desiderato delle sorelle che in quel periodo l’hanno aiutata molto. Marinella invece si ritrova da sola, in una città sconosciuta e in un ambiente completamente diverso da quello al quale era abituata.

Dopo qualche anno la famiglia Maggio decide finalmente di tornare in Sicilia, perché avevano scoperto di aspettare un bambino. Arrivati in città vanno subito a comunicare la notizia alla famiglia Torrisi e decidono poi di rimanere a Mazara, cittadina in cui tutto ha avuto inizio.

Questo avrebbe permesso alle bambine «scambiate» di poter vivere insieme come sorelle.

Caterina Alagna e Melissa Foderà

Sorelle per sempre nella realtà

Questo film mi ha colpita molto e mi ha lasciata con molti punti interrogativi. Uno in particolare riguarda il modo in cui il tribunale ha dovuto decidere come procedere per il ricongiungimento alla famiglia biologica. Su quali fatti e circostanze ci si può basare?
Come possono riuscire a ragionare i genitori in un momento così difficile? Come si può essere sicuri di agire pensando correttamente a come si sarebbero potute sentire le bambine in quel momento e in una nuova famiglia? Ma soprattutto come si può non pensare alle future ripercussioni e problemi che questa decisione potrebbe provocare?

Dover pensare di lasciare la propria figlia, che fino a un minuto prima era stata cresciuta e amata ad un’altra famiglia e accettare di accogliere un’altra bambina, seppure figlia biologica della quale non si sa niente, deve essere davvero difficile, ma anche un atto di estremo coraggio.

E voi cari lettori come avreste agito? Come vi sareste sentiti in una situazione del genere? Sareste stati in grado di prendere una decisione così importante?

Potete leggere qui l’intervsta alle mamme Marina e Gisella, le vere protagoniste di questa storia.