La storia di Ahmed Moharam

La storia di Ahmed Moharam, il ragazzo egiziano che dopo tre lauree e il matrimonio scopre di avere un tumore alla gamba. La vita non si ferma e guarda al male come un dono. Pensare positivo è il segreto del successo.

di Ahmed Moharam

Mi presento, mi chiamo Ahmed, per gli amici Amedeo e ho da poco toccato i 32 anni.
Sono nato al Cairo da famiglia nobile, a cui sono molto affezionato.

Intrapresi la carriera universitaria subito dopo il diploma e conseguii 2 lauree, la prima in Economia e Commercio – in lingua inglese – e la seconda, data la mia passione per l’italiano, in Arte della lingua italiana.
Finite le due lauree in Egitto, la forte passione per lo studio mi spinse ad andare all’estero. Andai a Londra e mi iscrissi a Ingegneria Informatica e conclusi anche lì la mia terza laurea.
In questo periodo, studiai anche Fisioterapia e divenne la mia passione e obiettivo di vita.
La borsa di studio che ottenni in Egitto per gli alti voti, mi permise di viaggiare verso l’Italia, Paese in cui ritrovai me stesso, un po’ per cultura e un po’ per i modi di fare molto alla mano.
Il mio primo atterraggio fu 4 anni fa a Perugia; successivamente mi trasferii a Milano per iscrivermi a Ingegneria Informatica a Pavia.

Ahmed Moharam

Quando la malattia è un dono

Questo mi permise di addentrarmi nell’ambito dell’IT e di lavorare nella sicurezza informatica, nella programmazione e nella video-sorveglianza.
Ciò che mi ha spinto a rimanere in Italia è stato anche l’aver conosciuto colei che mi ha rapito il cuore: la mia attuale moglie, di origine italo-egiziana, nata e cresciuta a Milano, che a Perugia studiava nella stessa Università che frequentavo.
Continuai a viaggiare in tutta Europa, un po’ per lavoro e un po’ per sviluppare le mie passioni, ma non ho mai ritrovato me stesso, non ho ritrovato il mio pezzo mancante se non qui.

Tra le tante passioni che mi permisero di viaggiare ci fu anche quella per le arti marziali e di combattimento.
Così, nel 2018 la mia vita cambiò.
Durante le selezioni per un torneo di MMA in Germania, scoprii durante le visite di avere un tumore alla gamba destra.
In parte mi sembrava surreale, all’alba dei miei 28 anni, mi sentivo al massimo delle mie forze e al massimo della mia salute, invece la malattia non mi ha permesso di continuare a disputare le gare atletiche, cosa che vorrei tanto riuscire a riprendere.

Quando consapevolizzai la nuova realtà, per quanto mi cadde un grattacielo addosso e si bloccò in parte la mia vita, appena seppi la notizia, mi prosternai a Dio per il dono che mi fu concesso.
Anche se per molti sembra o può essere solamente una disgrazia, chi ha fede nel suo Creatore, capisce che non è altro che una piccola prova terrena tra le tante che abbiamo durante il nostro percorso di vita.

Ahmed Moharam

Pensare positivo è il segreto del successo

Per noi musulmani, ogni cosa che succede, oltre ad avere una ragione, è sempre un bene: se è qualcosa di positivo, accresce la felicità interiore e fortifica il rapporto con Dio e il proprio livello di fede; se invece è qualcosa che apparentemente è negativa, è solo una piccola prova affinché il nostro Creatore testi il nostro livello di fede, di sopportazione e di affidamento alle sue mani.

Nel 2019, una persona a me cara di nome Sofia, mi aiutò ad accettare ancora di più la convivenza con la malattia, portandomi a partecipare all’interno della Fondazione con Il Bullone.
La Fondazione, raggruppa persone affette da cancro, e da altre patologie, persone che cercano il sostegno per il superamento e la convivenza con la malattia.

Qui, ho avuto l’opportunità di conoscere Marti, una bella persona dalla bella compagnia, colei che all’interno della Fondazione ha la capacità di trasformare l’energia negativa delle persone in positività.
Conoscere queste persone, mi ha aiutato ancora di più a vivere armoniosamente con questa neoformazione. Non è facile accettare di convivere con un tumore in giovane età, ma la fede in Dio, la famiglia e la vicinanza di persone che convivono con il tuo stesso male, rende questa difficoltà più facile da accettare e superare.
Il cancro mi ha aiutato a raggiungere altri traguardi, che non so se sarei stato in grado di raggiungere senza di esso.

Per chiunque stia passando un’esperienza simile alla mia o più difficile: ricorda sempre che abbiamo tantissimi doni e alcune volte ce ne vengono tolti alcuni, affinché ci possiamo rendere conto dell’enorme quantità di privilegi di cui godiamo giornalmente, ma di cui spesso non ci rendiamo conto.
Pensare positivo è il segreto del successo.