Centro Medico Sant’Agostino e l’imprenditoria sanitaria.

Centro Medico Santagostino, 19 novembre 2016, inaugurazione sede di Cairoli. Foto di Ugo De Berti, www.udb.it
Centro Medico Santagostino, 19 novembre 2016, inaugurazione sede di Cairoli. Foto di Ugo De Berti, www.udb.it

Intervista a Luca Foresti, amministratore delegato del Centro Medico Sant’Agostino. Risponde su cosa significa essere un imprenditore sanitario oggi.

Di Debora Marchesi

Centro Medico Santagostino, inserito dal Financial Times tra le 1.000 aziende a più rapida crescita a livello europeo, fondato e sostenuto da Oltre Venture e diretto dal 2010 dall’amministratore delegato Luca Foresti. L’azienda ha realizzato un modello economico sociale che offre un rapporto qualità-prezzo unico.

Dopo la laurea in fisica, tre anni di dottorato in matematica finanziaria alla Scuola Normale Superiore e anni di esperienza all’estero, qual è stata la molla che l’ha portata a rischiare per diventare amministratore delegato del Centro Medico Santagostino?

«A un certo punto della mia vita mi sono accorto che avevo la necessità di soddisfare un bisogno particolarmente elementare, quello che sta “nel gradino più basso della famosa piramide dei bisogni di Maslow“, sto parlando, chiaramente, del bisogno relativo alla salute. Insieme a questa importante consapevolezza c’è stata anche l’occasione di concretizzare il mio percorso, grazie alla proposta dell’allora presidente».

Per quale motivo il Centro Medico Santagostino è considerato un’azienda a forte impatto sociale?

«Il Centro Medico Santagostino è una realtà a metà tra il SSN e un privato, in quanto offre tempi di attesa nettamente minori rispetto alla sanità pubblica, e costi nettamente inferiori rispetto alla sanità completamente privata. L’utente da noi sperimenta un’esperienza di sanità cosi come dovrebbe essere».

Centro Medico Santagostino, 19 novembre 2016, inaugurazione sede di Cairoli. Foto di Ugo De Berti, www.udb.it
Centro Medico Santagostino, 19 novembre 2016, inaugurazione sede di Cairoli. Foto di Ugo De Berti, www.udb.it

Qual è stato il ruolo di Oltre Venture, il fondo finanziario di impact investing in questa sua esperienza d’impresa?

«È stato il primo ad investire al 100% nell’azienda. L’allora presidente, è stato il primo imprenditore che ha immaginato il Centro Medico Sant’agostino. Io ho preso solamente il testimone e ho poi reso effettivamente concreta l’dea».

Quali sono le maggiori novità nella richiesta di servizi sociali e sanitari in particolare nel post Covid?

«Si può dire che un post Covid ancora non ci sia, ma al momento abbiamo notato un aumento delle attività inerenti ai prelievi venosi e alle richieste di consulti psicologici, cosi come una diminuzione nelle richieste di sedute fisioterapiche e prestazioni ortopediche. Per il futuro, dato che la pandemia ci ha resi tutti un po’ più bravi con la tecnologia, mi aspetto una maggiore abitudine all’utilizzo dei servizi digitali per video consulti, sedute di psicoterapia e altre prestazioni».

Cosa suggerisce a una giovane che vuole cambiare strada, affrontare un nuovo lavoro in un nuovo settore e fare un salto nell’imprenditorialità nel nostro Paese?

«”Qual è quella cosa in cui credi profondamente e sei una piccola minoranza della società che crede in qualcosa?”. Questa citazione mi ha sempre guidato e mette in luce tutto quello in cui credo. Bisogna cercare dentro di voi il diamante grezzo e poi iniziare senza lasciarsi spaventare. Tanti rinunciano all’dea dell’imprenditoria perché difficile, impegnativo, rischioso, ma fare l’imprenditore è esattamente questo!
Anzi, vi dirò di più, il fatto che in Italia sia spesso tutto più difficile da realizzare e che ci siano dei rischi maggiori da assumersi, aiuta a diventare più bravi nel proprio lavoro e soprattutto all’estero, viene notato».