Rompere gli schemi del conformismo sociale

Illustrazione di Davide Lazzarini
Illustrazione di Davide Lazzarini

I social hanno portato un fenomeno molto diffuso anch’esso tra le nuove generazioni, chiamato «conformismo social».

Di Andrea Torti

I social, ormai da qualche anno, sono diventati essenziali per una buona parte della popolazione, in particolar modo per i giovani.
Questo sicuramente ha portato molti lati positivi, ma ce n’è uno tutt’altro che buono, diffuso anch’esso tra le nuove generazioni, chiamato «conformismo social».

Le nuove generazioni, al contrario di come accadeva anni fa, non prendono più come esempio il mondo reale che li circonda, ma coloro che sono di tendenza sui social (un po’ come accadeva anni fa con la televisione).
Ormai possiamo affermare con certezza che l’immagine conta più di ogni altra cosa, perché con essa si possono ottenere consensi, complimenti e in alcuni casi, purtroppo, critiche e insulti.

Il conformismo social

Per far sì che questo non accada, spesso si rinuncia alla propria personalità, si nascondono le proprie passioni, a volte fino ad abbandonarle, o ancora peggio, si arriva a cambiare il proprio aspetto per piacere agli altri, anche al costo di stare male.
Anche il modo di vestirsi ormai risente di questo, non si compra più per necessità, ma perché va di moda; molti giovani sono disposti a spendere centinaia di euro per capi che nemmeno gli piacciono a volte, perché magari il marchio che li produce è visto di buon occhio nei social.
Allo stesso modo ne risente anche il comportamento della maggior parte dei giovani, che si atteggiano in modi eccessivi non perché e cosi la loro personalità, ma perché altrimenti non sarebbero considerati al pari dei loro coetanei.
Girando per le scuole, infatti, oltre ai comportamenti qui sopra elencati, sembra che non ci siano differenze tra gli studenti; mentre coloro che appaiono diversi dalla massa vengono classificati come «sfigati» e a volte vengono derisi per questo.

Per non essere catalogati come tali, i ragazzi smettono di inseguire le proprie passioni; si nascondono dietro ad acronimi per non far riconoscere la propria identità sul web.
Questo a volte può accadere anche a ragazzi che hanno malattie che portano a difetti fisici, perché sanno che nella rete è pieno di persone pronte a insultare piuttosto che a rispettare i problemi altrui.

Educazione alla personalità

Ovviamente a insultare sono coloro che pur non conoscendo personalmente né le problematiche né tantomeno la persona che vanno a ferire, vogliono sfogare la propria rabbia, spesso dovuta ad insicurezze, nascondendosi dietro a nomi inventati nella convinzione che nessuno li potrà mai scoprire.
Tutto ciò accade perché spesso i modelli che vengono seguiti come idoli, sono i primi a comportarsi in questo modo, dando un esempio tutt’altro che positivo alle nuove generazioni.
Per fortuna alcuni se ne fregano di ciò che la gente può scrivere e pensare di loro e si fanno conoscere con le proprie storie, le proprie passioni e i propri problemi; dando un esempio positivo di cui sempre più persone dovrebbero fare tesoro.
Per migliorare questa situazione, bisognerebbe partire dall’educazione che i genitori danno ai propri figli, spiegando quali sono gli esempi da seguire e non, quali sono i giusti comportamenti e insegnando loro a non dipendere dalle opinioni altrui, senza lasciare che imparino anche questo sul web.