Milano 2030 Il Nuovo Policlinico che cambierà la città

Illustrazione di Giorgio Maria Romanelli
Illustrazione di Giorgio Maria Romanelli

Nel 2030 si potrà vedere terminato il Nuovo Policlinico, sorto sulla stessa superficie dove sono stati abbattuti alcuni suoi padiglioni.

Di Marco Giachetti

Il 2030… un futuro non troppo lontano che comincia già a delinearsi, seppure ancora con tante incognite sul risultato finale. Una Milano che si sta trasformando urbanisticamente con il recupero degli scali ferroviari, un’occasione unica per traghettarla verso un futuro speriamo più sostenibile, policentrico, verde, a misura d’uomo, riqualificando le periferie che ancora vivono un grande gap con la città all’interno della circonvallazione. Mi auguro che Milano potrà mantenere quel suo bellissimo mix di grattacieli, nuovi edifici, case storiche, strade, vicoli e grande arterie, che la rendono unica.

Ca’ Granda, la Casa Grande di tutti i milanesi

Come unico è il suo ospedale storico che sorge al centro della città e da quasi 600 anni cura e aiuta tutti i milanesi, tanto da essersi meritato l’appellativo di Ca’ Granda, la Casa Grande di tutti i milanesi.

Anche questo storico ospedale pubblico e importante centro di ricerca biomedica, oggi conosciuto come Policlinico di Milano, va trasformandosi e rinascendo, seguendo l’onda innovativa della città. 

Lo fa con un progetto unico, audace e sostenibile nella sua parte architettonica e di pelle esterna che, visto il periodo difficile che abbiamo vissuto, diventerà il simbolo della rinascita della sanità pubblica milanese e lombarda, un edificio totemico e qualificante del nuovo skyline milanese.

Ma sarà anche innovatore, come ha cominciato ad esserlo, anche per molti altri aspetti legati all’agricoltura, alla cultura e al modo di vivere la città, che qualificano questo ospedale come qualcosa di unico al mondo e testimonial della storia, operosità e generosità tipica dei milanesi di tutti i tempi.

Illustrazione di Giorgio Maria Romanelli
Illustrazione di Giorgio Maria Romanelli

Il Nuovo Policlinico nel 2030

Nel 2030 si potrà vedere terminato il Nuovo Policlinico, che avrà accesso da via della Commenda, sorto senza consumare nuovo suolo, rigenerandosi sulla stessa superficie dove sono stati abbattuti alcuni suoi padiglioni. Sarà costituito da due edifici di sette piani, più due interrati, collegati tra loro da un volume sospeso che creerà una lunga piazza coperta, con spazi commerciali e servizi, utilizzabile anche per attività sociali aperte alla città, mentre la copertura di questo volume sarà un magnifico giardino terapeutico, grande in pianta come il duomo di Milano. Aumenterà la dotazione di verde del centro storico, creando un bellissimo luogo di affaccio per i ricoverati, di rilassamento per gli operatori, ma soprattutto di spazi all’aperto dedicati alla cura e al vivere l’esperienza traumatica del ricovero in un modo più umanizzato, con percorsi dedicati al passeggio, all’ortoterapia, alla pet therapy, allo yoga, alla lettura, ai giochi per i piccoli pazienti. 

Un dettaglio non trascurabile: sarà quasi interamente auto-finanziato senza utilizzare soldi pubblici, ma con i lasciti nei secoli dei benefattori, restituendo così ai cittadini quanto è stato donato, grazie anche alla creazione di un fondo di housing sociale per tutelare gli inquilini più deboli e destinare nuovi alloggi a prezzi calmierati in tutta la città.

Un museo della storia della città

Questo nuovo edificio permetterà di ri-funzionalizzare i vecchi padiglioni, trasferendo in uno di questi anche gli uffici amministrativi attualmente al 28 di via Francesco Sforza, e quindi di poter usare quegli spazi per raccontare attraverso i beni culturali, pittorici ed archivistici dell’antico ospedale, la storia della città. Potranno essere finalmente esposti al pubblico i più di mille ritratti della famosa quadreria che ospita capolavori dei più importanti pittori milanesi e lombardi dai primi del 600 ad oggi; i documenti amministrativi in perfetta continuità dal 1456, anno della fondazione; le mappe dei possedimenti rurali dell’ospedale; una collezione di libri storici di medicina tra le più complete d’Europa e tanto altro. Nel 2030 potremo finalmente avere un grande e importante museo della storia della città.

Il Policlinico può anche essere uno degli strumenti importanti per ricucire il rapporto tra Milano e le sue aree agricole: grazie ai lasciti e alle donazioni di migliaia di benefattori, l’ospedale è il più importante proprietario terriero d’Italia, avendo in dote ben 8.500 ettari di terre agricole donate nei secoli per il sostentamento economico e alimentare dell’ospedale.

La fondazione patrimonio Ca’ Granda

Questo patrimonio è tornato a vivere e ad essere un valore aggiunto per tutti, grazie alla gestione innovativa realizzata dalla fondazione patrimonio Ca’ Granda, creata e gestita dall’ospedale, che riesce a generare utili reinvestiti poi nella ricerca e nell’umanizzazione delle cure, oltre ad attivare importanti progetti di migliorie ambientali, reti ecologiche, formazione agli agricoltori per la transizione a un’agricoltura più sostenibile e anche una filiera alimentare sicura, qualitativamente garantita dai medici, in vendita nella grande distribuzione che sostiene anch’essa la ricerca.

Un ospedale unico, legato non solo alla salute, ma anche al futuro della nostra Milano.

Un futuro a breve –se sapremo cogliere e supportare con grande senso civico queste opportunità– che sarà sano, sostenibile e a misura d’uomo ma fortemente avanzato, e permetterà a Milano di non perdere quei suoi caratteri tipici architettonici, ambientali, di atmosfera, di solidarietà e di comunità che ne fanno una delle città più belle del mondo… anche nel 2030.