Poesie dal carcere -Fragile- la confusione della solitudine

Di Alex

La confusione della solitudine regna nella mente
un campo di battaglia su cui troppo si è combattuto
o una panoramica spettrale su cui non cala mai la sera.

Potrei supplicare gli Dei di togliermi
il senso della fragilità verso la malinconia
che lascia in me un borgo illuminato soltanto da candele
dal quale è impossibile
pescare nuvole.

Avario senza la percezione delle carezze
e brulico all’assenza del calore umano,
l’ombra pure in torno a me è disorientata, smarrita
e i confini sepolcrali di rifiutano di segnare il presente,
l’equinozio di primavera giunge sbilanciato.

I miei piedi inzaccherati
non riconoscono più le impronte
lasciate indietro nel terreno,
la muffa mi si attacca alla pelle
come il lattante lo fa al seno.

Consideratemi
una ghianda amara scagliata
dentro un orticaio
e tuttavia
adoro la mia composizione gracile,
gracile abbastanza
da farmi bastare un sorriso
per poter cancellare
tutto questo.