Imparare a stare accanto – Combattere insieme

Illustrazione di Claudia Bignardi
Illustrazione di Claudia Bignardi

Di Francesca, mamma di Noemi

Stare vicino a una persona che soffre di Disturbi del Comportamento Alimentare è estremamente difficile e allo stesso tempo molto delicato.

Mi chiamo Francesca e mia figlia Noemi si ammala di anoressia nervosa all’incirca cinque anni fa, in realtà già qualche anno prima un piccolo buco nero inizia a farsi spazio nella sua mente. In un freddo gennaio, dopo vari tentativi con la dottoressa di base e la psicoterapeuta, riusciamo ad avere l’appuntamento con il centro ospedaliero di Niguarda e lì ha inizio il vero e concreto affronto della malattia.

Sapevo già che non poteva essere cosa semplice, ma non potevo immaginare la difficoltà, l’accettazione e la sofferenza che questa patologia porta con sé, mettendo in discussione il coraggio e la fragilità di ognuno.

È estremamente difficile combattere una malattia così subdola quando non si ha alcun farmaco e quando ti senti dire anche dai medici che esiste guarigione, ma che richiede tempo, pazienza e forza; allora ti trovi a combattere quel mostro impersonificato da tua figlia, che ti affronta costantemente in ogni singolo gesto, cercando di prevalere.

Spesso sbagli e commetti errori pensando che il tuo atteggiamento potrà togliere da quello stato di inibizione, ma è così quando fissi la morte negli occhi e non hai l’arma adatta per combatterla. Con terrore ti affidi agli esperti e da loro impari ad avere pazienza e sangue freddo; ti insegnano a lottare contro la malattia, camminando al fianco di tua figlia e riconoscendo le sue fragilità e le tue.

Per alcuni sembrerà paradossale, ma in questo percorso spesso è come se io fossi entrata in simbiosi con il malessere di Noemi e per certi aspetti ho sentito quel dolore. Questo è stato anche il mio punto di forza per stringere i denti e zittirla.

Ad oggi sono serena e fiera di essere di supporto alla graduale Rinascita di mia figlia.