Sette crimini a sfondo sessuale legati al web

Sono i crimini a sfondo sessuale legati al web, che coinvolgono adulti, ma soprattutto bambini e adolescenti. I dati parlano chiaro.

Di Loredana Beatrici

Sexting, Online Grooming, Revenge Porn, Cyberbullismo, Cyber pedopornografia, Candy Girl, Cybersex Addiction. Probabilmente per i nativi digitali sono termini familiari. Per quelli che si davano appuntamento con gli amici chiamando il telefono fisso, forse un po’ meno. Si tratta di fenomeni pericolosi e in crescita. Sono i crimini a sfondo sessuale legati al web, che coinvolgono adulti, ma soprattutto bambini e adolescenti. I dati parlano chiaro.

In Europa, il 14% dei bambini tra i 9 e i 16 anni vedono materiale pornografico online. A 12 anni il 10% si dà appuntamento con una persona incontrata in rete. Il 20% degli adolescenti ha rapporti intimi off-line con persone conosciute su Internet. Il 6% dei bambini e il 16% degli adolescenti dichiara di inviare video o immagini di sé nudi a persone con cui sono entrati in contatto via web. In Italia, una ricerca promossa da Telefono Azzurro nel 2014, ha rivelato che il 26% degli adolescenti ha ricevuto messaggi o video a sfondo sessuale. Questo fenomeno va di pari passo con l’abbassamento dell’età dei fruitori di dispositivi come cellulari e tablet. Oggi l’età media dei bambini che posseggono il primo smartphone è di 9,5 anni. Ed è per questo che le nuove generazioni confinino sul web una parte importante delle loro interazioni sociali e sessuali. Ma è quando scopriamo che il 50% dei suicidi tra giovani è collegato all’uso di alcune di queste pratiche, e che patologie come depressione e ansia sono correlate ad esse, non possiamo più fingere che siano solo parole incomprensibili ai più.

Sette crimini legati al sesso sul web

Sexting: consiste nell’invio di foto, video e messaggi a sfondo sessuale. Una pratica in voga tra adulti e adolescenti. Una tendenza che porta con sé dei rischi. Dalla perdita della privacy (perché il materiale potrebbe finire nelle mani di chiunque), a traumi psicologici (vergogna, depressione, isolamento), all’estorsione, a reati penali per chi diffonde.

Online Grooming: è l’adescamento sul web di un minore da parte di un adulto, che il più delle volte nasconde la propria identità, fingendosi un coetaneo. Una volta avvicinata la vittima e ottenuta la sua fiducia, sposta l’argomento sul sesso, ottenendo foto e video e cercando di arrivare a un incontro reale.

 Revenge Porn: è l’atto di condivisione di immagini o video intimi di una persona, senza il suo consenso. Secondo la Polizia delle Comunicazioni, in Italia il fenomeno sta raggiungendo picchi preoccupanti, segnalando due episodi al giorno (denunciati).

Cyberbullismo a sfondo sessuale: nel 2020 ha coinvolto il 7% dei bambini tra gli 11 e i 13 anni. Si tratta dell’utilizzo di immagini ricevute tramite sexting, oppure rubate con telecamere nascoste o hackerate dai dispositivi della vittima per minacciarla e danneggiarla.

Cybersex Addiction: colpisce per lo più gli adulti, che sviluppano una dipendenza dal sesso online o dai siti pornografici, con conseguenze sulla vita reale, come l’incapacità di relazionarsi, perdita di sonno e di memoria e l’isolamento.

Cyber Pedopornografia: è lo scambio di immagini illegali riguardanti minori da parte di utenti della rete, che si incontrano nei circuiti del deepweb e non solo (sono stati chiusi molti gruppi anche su Telegram, Facebook, etc). Queste immagini possono derivare dall’abuso fisico della vittima, o essere rubate dai profili di utenti inconsapevoli. La Polizia Postale segnala anche la nascita di servizi del web per la prostituzione di minori, ovvero per la perpetrazione di abusi dietro pagamento da parte di committenti, che fruiscono della visione di tali comportamenti. 

Candy Girls: un fenomeno in crescita che coinvolge ragazze, per lo più minorenni, che barattano proprie foto intime in cambio di soldi o ricariche del cellulare.

La carenza di vita off-line

Dopo questo elenco, c’è bisogno di fare un profondo respiro, ritrovare la lucidità e domandarsi cosa spinga i giovani a cadere in questi pericoli. Uno studio condotto dal sessuologo Massimo Di Grazia, riporta che ad attrarre i giovani siano più fattori: la curiosità verso una sessualità appagante, l’alternativa a una sessualità reale deludente, la compensazione alla solitudine relazionale e il libero manifestarsi di orientamenti sessuali latenti. Gli esperti sostengono che i social networks vadano a colmare «la mancanza del sistema di protezione che le reti reali di parentela e amicizia, in passato fornivano».Lo scrittore e psicologo Fabrizio Quattrini sostiene che a spingere i giovani «non sia la componente eccitatoria, bensì il fascino di sperimentare, laddove questo non è consentito nella vita reale». Sembra, quindi, che la spinta verso queste esperienze derivi da una carenza della vita off-line. Una carenza affettiva, relazionale, educativa. Sempre secondo Quattrini in Italia «manca una regolamentazione che consenta in ambito scolastico di inserire spazi di formazione che insegnino un sano approccio con la sessualità e la tecnologia».

La Polizia Postale individua tre aree su cui lavorare per contrastare questi crimini: la legge, la scuola e la famiglia. Per quanto riguarda le leggi, per esempio, è stato inserito da poco il reato di Revenge Porn che può portare fino a 6 anni di reclusione. Per quanto riguarda le altre due, la Polizia Postale promuove una campagna educativa itinerante Una vita da social, grazie alla quale sono già stati incontrati 2 milioni di studenti, 220.000 genitori e 250.000 insegnanti. Lo scopo è formare e informare, rendere consapevoli dei pericoli, aiutare a riconoscerli, incentivare a denunciarli. La psicologa Anna Oliverio Ferraris sottolinea come sia importante far capire ai ragazzi che qualsiasi cosa venga messa online può venir maneggiata, manipolata e utilizzata per scopi criminali. Ricorda anche ai genitori come non debbano minimizzare e prendere le distanze, ma debbano sforzarsi di conoscere a fondo gli strumenti tecnologici. L’Istituto Europeo delle Dipendenze sottolinea l’inutilità di vietare l’uso di questi device al minore e invita i genitori a imparare ad usarli insieme ai propri figli, parlare con loro dei rischi, fare attenzione all’uso che ne fanno e mettere delle regole. Importante è anche parlare loro di affettività e cogliere i segnali di disagio (cambio abitudini alimentari o del ciclo veglia-sonno, aggressività, apatia) che sono segnali predittivi rispetto alla salute psicofisica dei ragazzi.

«I genitori devono riprendere in mano la propria genitorialità, riconoscendosi il diritto di monitorare ed educare, facendo sperimentare una sana paura ai ragazzi». Educazione sessuale a scuola, educazione all’affettività in famiglia, educazione al rispetto, educazione alla tecnologia, al dialogo e all’ascolto. Ecco, forse, i vaccini contro questi crimini. E lo aveva capito anche un altro esperto, nel 2015, quando in un’intervista ANSA, aveva evidenziato come la pornografia, che avrebbe dovuto essere intrattenimento, in assenza di alternative, fosse diventata strumento di apprendimento e per questo proponeva di inserire nel programma delle scuole l’educazione sessuale. Il suo nome è Rocco Siffredi.

Siti Web dai contenuti illeciti o contatti con persone sospette devono essere
segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni all’indirizzo:
www.commissariatodips.it
Il 114 è il numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino è in pericolo; è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, è gratuito ed è raggiungibile sia dal telefono di casa che dal telefono mobile.