L’educazione sessuale nelle scuole è una necessità.

Buona parte dei miei coetanei dice la stessa cosa: se ne dovrebbe parlare di più nelle scuole. Nonostante ciò, il Ministero dell’Istruzione continua ad opporsi all’introduzione dell’educazione sessuale nei programmi scolastici. Perché? Perché nel nostro Paese il sesso rappresenta ancora un enorme tabù

Di Edoardo Hensemberger

La sessualità. Chi di noi non ha dovuto addentrarsi in questo mondo nebuloso e complesso pressoché da solo, forse senza avere tutti gli strumenti necessari?

L’educazione sessuale nei programmi scolastici

Buona parte dei miei coetanei dice la stessa cosa: se ne dovrebbe parlare di più nelle scuole. Nonostante ciò, il Ministero dell’Istruzione continua ad opporsi all’introduzione dell’educazione sessuale nei programmi scolastici. Perché? Perché nel nostro Paese il sesso rappresenta ancora un enorme tabù. Addirittura, secondo gli oppositori dell’educazione sessuale a scuola, quest’ultima avvicinerebbe precocemente i minori al sesso. Tuttavia, gli studi condotti in Italia e all’estero dimostrano il contrario: l’informazione sulle tematiche sessuali aiuta i giovani a fare scelte consapevoli, ritardando spesso le prime esperienze sessuali.

Oggi l’unico momento formativo legato alla sfera della sessualità è inserito all’interno del corso di Scienze, e solo per il livello di istruzione secondaria. In classe si affronta l’anatomia genitale, la riproduzione, l’uso dei contraccettivi e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

L’educazione alla sessualità

La sessualità non è legata al solo aspetto fisico: ricopre una sfera estremamente più ampia e delicata, che include la socialità e la conoscenza di se stessi, delle proprie sensazioni ed emozioni.

Ci sono confini sottili che spesso vengono superati dai giovanissimi senza che neanche se ne rendano conto. E le conseguenze a lungo termine possono essere devastanti. Basti pensare al tema del consenso, del revenge porn, agli abusi, alle molestie. Per questo serve un’educazione alla sessualità a tutto tondo, che ricopra la sfera fisica ma anche quella psicologica ed emotiva.

Se la scuola non si fa carico di questo pezzo, il rischio è che il web diventi l’unico mezzo attraverso il quale i giovani entrano in contatto con il tema del sesso. Ma la rete, e più nello specifico il porno, restituisce loro un’immagine distorta e irrealistica della sessualità.

Non solo, spesso i siti porno diventano una triste vetrina per contenuti video a sfondo sessuale registrati senza consenso, caricati e ricondivisi migliaia di volte dagli stessi utenti.

Siamo costantemente bombardati da scene di sesso: sul web, in tv, al cinema. Ma è fondamentale riconoscere il potere e quindi la responsabilità che assumono queste immagini, lasciate alla libera interpretazione delle persone.

La sessualità e lo streaming

Per questo motivo, sempre più spesso piattaforme streaming di intrattenimento come Netflix, inseriscono all’interno dei propri prodotti messaggi di sensibilizzazione riguardanti tematiche particolarmente delicate, per i ragazzi, ma non solo. Depressione, abusi, violenze sessuali trattate nelle serie in questione, vengono anticipate da messaggi che avvertono ed invitano il pubblico sensibile all’argomento a cercare aiuto su siti dedicati. Questo in parte aiuta Netflix a scrollarsi di dosso una certa responsabilità, ma allo stesso tempo, aiuta chi è in difficoltà a trovare un aiuto concreto. Insomma, significa che l’esigenza c’è ed è reale.

Se ci sono arrivati loro, che fanno intrattenimento, perché non può farlo la scuola? Perché non dare ai ragazzi gli strumenti, non solo per navigare in acque sicure, ma anche per vivere meglio l’approccio alla sessualità?

Attraverso l’educazione all’affettività e all’emotività i giovanissimi possono imparare ad agire responsabilmente verso se stessi e gli altri. Ma, soprattutto, possono sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti della sessualità (così detto sex positive), conoscendone sia i rischi sia le occasioni di arricchimento, incrementando la conoscenza di se stessi e del proprio partner in modo sereno e condiviso.