Siamo tutti connessi Effetto farfalla sul pianeta

Di Emanuele Bignardi

Una farfalla che sbatte le ali può generare un uragano dall’altra parte del mondo. Questo è il concetto racchiuso in questa frase, ma che si adatta bene a quello di cui vorrei parlarvi: siamo tutti connessi e lo abbiamo imparato a nostre spese con la pandemia di Covid-19. Infatti, una cosa che ci ha insegnato il virus è proprio questa, cioè il fatto che il mondo e gli uomini siano così fortemente relazionati, ha permesso la diffusione dell’infezione. E allora perché non pensare che questa connessione possa applicarsi anche all’ambiente?

La connessione tra uomo e Natura

Se ci ragioniamo, la consapevolezza che in Natura esistono gli ecosistemi è qualcosa che l’uomo ha da diverso tempo. Cosa sono gli ecosistemi? Niente di più che «connessioni». Anche l’uomo fa parte degli ecosistemi e come membro di questi dovrebbe iniziare a rispettarli. Mi viene sempre in mente la relazione simbiotica tra alcune piante leguminose e dei piccoli batteri azotofissatori: questi ultimi vivono nelle radici delle piante, ottenendo riparo e nutrienti. In cambio, i batteri forniscono azoto alle leguminose, fondamentale per la loro crescita. Ecco, questa è solo una piccola relazione che compone un ecosistema, ma che è fondamentale sia per la pianta, che per i batteri, che per l’uomo stesso.

Potrei fare ancora tantissimi esempi, che ci dicono come l’uomo e la Natura siano legati, ma anche interdipendenti. E la cosa che più mi fa arrabbiare è che la nostra specie sembra aver dimenticato questa verità: viviamo le nostre vite come se niente fosse, ma soprattutto consumiamo a un ritmo assurdo le risorse che la Natura ci ha consegnato e donato. Ormai è un appuntamento fisso, intorno a luglio-agosto, la notizia che abbiamo terminato le risorse per l’anno in corso; ciò significa che fino a dicembre consumiamo quanto avremmo a disposizione per il periodo successivo.

Come arriverà il cambiamento climatico

Come facciamo a non inorridire di fronte a questo? Io sono convinto che esista un modello di sviluppo differente, che tenga conto del rispetto della Natura e dell’utilizzo di risorse rinnovabili. Ognuno di noi può impegnarsi a fare dei piccoli gesti che possono migliorare le cose. Eppure questo non basta: se a livello politico internazionale non vengono messe in atto delle misure drastiche, non ci sarà buona azione del singolo che possa rimediare. Il cambiamento climatico è già presente, si concretizza nell’estremizzazione dei fenomeni metereologici; non si tratta più di capire «se» avverrà, ma «come» avverrà e quanto sarà distruttivo. Se non vogliamo ritrovarci con un pianeta Terra inaridito e distrutto, è ora che tutta la comunità faccia pressione sui governi, per chiedere, per pretendere delle misure a favore dell’ambiente. Non si tratta di un pensiero «radical-chic» limitato a pochi intellettuali, ma è un’urgenza reale e concreta. Si tratta di sopravvivenza.

Quindi, noi esseri umani possiamo iniziare ad essere sempre più consapevoli che ogni nostra azione ha delle conseguenze reali e pratiche sull’ambiente e sulla Natura. Se vogliamo assicurare alle generazioni future un mondo ricco e fertile, non possiamo più esimerci dall’agire. Un vivere più giusto ed equo per tutti, e non solo per pochi, deve essere il nostro obiettivo, la nostra guida.