Joe Biden, il rientro degli USA nell’Accordo di Parigi

Di Mauro Roma

Joe Biden, il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, non ha perso tempo. Finita la cerimonia d’insediamento, è andato nel suo ufficio alla Casa Bianca e ha firmato una serie di provvedimenti: 17 ordini esecutivi, cominciando a cancellare l’operato di Trump. Uno di questi ordini riguarda il rientro nell’Accordo di Parigi per il contrasto al cambiamento climatico.

Lotta al surriscaldamento

Nei primi cento giorni di mandato Joe Bidenche ha promesso un piano verde di duemila miliardi di dollari in quattro anni per ridurre le emissioni e favorire le energie pulite – dovrà intraprendere con rapidità una serie di azioni necessarie per riportare gli States in linea con gli obiettivi mondiali di lotta al surriscaldamento. Secondo indiscrezioni, dopo Parigi il neo presidente USA, dovrebbe organizzare un vertice mondiale sul clima dove proporre limiti all’estrazione di petrolio e gas, rivedere le norme sui combustibili fossili e ripristinare diverse aree faunistiche e ambientali limitate dai provvedimenti presi da Trump.

Il giornale LaRepubblica scrive: «il World Resources Institute ha indicato 10 priorità per il neo presidente Biden in tema di ambiente. Ecco i dieci punti: impegnarsi a ridurre le emissioni totali di gas serra del 45-50% entro il 2030; istituire un pacchetto di stimoli climatici ed economici per la ripartenza post Covid; promuovere l’obbligo per la vendita di auto a zero emissioni dal 2035; aumentare gli standard di energia elettrica pulita (55% entro il 2025, 75% entro il 2030 e 100% entro il 2035);  combattere i super inquinanti; agevolare sistemi di sostituzione dei combustibili fossili; migliorare il riciclo dei materiali e abbattere le emissioni industriali; progettare più azioni per ridurre la CO2; pensare ad eventuali tasse sul carbone e sui fossili e infine “ristabilire la leadership internazionale” degli Stati Uniti».

Illustrazione di Chiara Bosna

Biden torna nell’Accordo di Parigi

Gli Stati Uniti sono considerati fra i Paesi, insieme con Cina e India, tra i più impattanti a livello di emissioni e quando nel 2015, insieme con centinaia di altri governi presero parte agli Accordi di Parigi, era chiaro per tutti che serviva uno sforzo globale – e soprattutto da parte delle grandi potenze economiche – per riuscire a evitare l’innalzamento di 2 gradi rispetto ai livelli pre industriali. Serviva soprattutto evitare che con sempre più gas serra in atmosfera si superassero le 400 parti per milione di CO2.

L’anno in cui Trump si è insediato, nel 2016, queste emissioni sono state superate e ora hanno toccato la cifra record di 417 parti per milione, fatto che testimonia l’urgenza di un’azione per invertire la rotta. Un fardello che ora ricade su Joe Biden, ma con un grande ostacolo: il tempo

La lotta contro il tempo di Biden

La domanda è: riuscirà Biden ad annullare o invertire – soprattutto in termini di clima – il possibile effetto delle azioni innescate con le politiche ambientali di Trump? Su questo gli analisti si dividono. Se c’è chi spera che il presidente USA possa riuscire a sistemare le cose, dall’altra restano dubbi sui tempi. Per esempio una recente analisi di Rhodium Group sostiene che se anche solo cinque dei principali e più impattanti provvedimenti presi da Trump dovessero proseguire, entro il 2035 ci ritroveremo con altri 1,8 miliardi di tonnellate di gas serra in atmosfera, che significa più delle emissioni di Germania, Gran Bretagna e Canada in un anno. Gli esperti sostengono che se anche Joe Biden riuscisse a smantellare queste politiche, passerebbero comunque due anni prima di poter a porre un freno alle emissioni. Se forse sarà più fattibile ripristinare alcune protezioni ambientali, sarà meno facile però, bloccare le aperture di Trump a trivelle e perforazioni per petrolio e gas, e in alcuni casi – sostengono gli esperti che hanno rilasciato dichiarazioni sui media USA – ci saranno passaggi alla Corte Suprema e tempi d’attesa lunghi. Sicuramente con Joe Biden ci sarà un’inversione di rotta. La pandemia ci ha insegnato che siamo tutti connessi, e soprattutto per il clima questo è vero. Quindi dobbiamo collaborare per non continuare a divorare il pianeta.