Le fiabe del Bullone: Il Cagnolino Che Nessuno Voleva.

Di Debora Marchesi

Molto tempo fa, in un canile fuori città, c’era un cagnolino di quattro anni.

Era un meticcio di taglia media dal pelo nero e dalla corporatura alquanto bizzarra: un incrocio tra un bassotto e un cane pastore.

Ciò lo rendeva particolarmente basso e allungato, con un folto pelo morbido e le zampe corte leggermente aperte verso l’esterno, proprio come le ballerine che si mettono in posizione per eseguire un plié.

A causa di queste sue caratteristiche alquanto bizzarre e del manto nero, erano quattro anni che nessuna famiglia aveva la gioia di adottarlo.

Il cagnolino passava le sue giornate in una piccola gabbia che condivideva con una cagnolina femmina un po’ più piccola di lui, molto simile a un jack russel bianco e nero.

Erano molto noiose le giornate in canile, e anche se ogni tanto qualche volontario lo portava fuori dalla gabbia, lo faceva giocare nel prato o lo portava a fare una bella passeggiata all’aria aperta, sentiva che avrebbe voluto condividere tutto ciò con un padrone tutto suo. Voleva che qualcuno lo adottasse. 

In quattro anni aveva visto molte famiglie passare dal canile e adottare tanti cagnolini, ma mai nessuna che volesse lui.

«Questo cagnolino non mi piace, è un po’ strano! Poi il pelo nero non mi convince. È un brutto colore», gli umani che si soffermavano vicino alla sua gabbia, spesso esordivano così.

«Ma perché tutti si fermano solo al mio aspetto esteriore? Perché nessuno invece prova a pensare all’amore che potrei dare ai miei padroni?», si domandava il cagnolino.

Il mese di dicembre era il periodo più triste per lui, poiché spesso i bambini si rivolgevano a Babbo Natale chiedendo un cucciolo in regalo e le adozioni aumentavano di conseguenza.

Era appunto una di quelle sere di dicembre, le festività natalizie si avvicinavano e il cagnolino se ne stava in fondo alla gabbia, arrotolato su se stesso in modo da disperdere meno calore possibile, da lontano sembrava quasi uno di quei morbidi cuscini tondi che si appoggiano al divano.

Stava cercando di prendere sonno, ma la tristezza ebbe il sopravvento e il cagnolino iniziò a piangere perché si sentiva tremendamente solo.

In quello stesso istante, comparve davanti alla gabbia il guardiano del canile.

«Ciao piccolino! Io lo so che sei triste perché vorresti una famiglia che andasse oltre al tuo aspetto esteriore. Per questo motivo ho deciso di aiutarti: ho dei poteri magici, e farò in modo di donarti un meraviglioso mantello di fili di arcobaleno; sarà un mantello speciale, invisibile a occhi poco attenti. Solamente la famiglia che sarà in grado di andare oltre al tuo aspetto e di vedere l’amore che sei in grado di dare, potrà vedere questo meraviglioso tripudio di colori e saprai che è la famiglia giusta per te».

Qualche settimana più tardi, si avverò ciò che il guardiano gli aveva detto.

Arrivò al canile una giovane coppia e successe quello che non era mai capitato prima. La coppia si soffermò davanti al cagnolino e disse: «Come sei carino! Magari esteticamente non sarai perfetto, ma sento che ci darai tantissimo amore! Vogliamo adottarti».

 Il cagnolino finalmente uscì dalla gabbia con i suoi nuovi padroni, pronto per dare tutto l’amore e l’affetto di cui era capace e soprattutto, si convinse di una cosa: purtroppo quasi tutte le persone si fermano alla superficie, senza pensare che se si andasse oltre, si riuscirebbe ad apprezzare meglio la vera natura delle cose.