Le Fiabe Del Bullone: Veronica E La Streghetta

Illustrazione di Giancarlo Calligaris
Illustrazione di Giancarlo Calligaris

Di Veronica Vendramin

C’era una volta una candida ragazza con i capelli color fuoco e il viso rosa pastello: era molto solare e, con il suo sorriso dolce, colorava di un verde brillante la sua vita.
Aveva da poco iniziato a lavorare in un negozio di alimentari, i suoi clienti erano molto contenti di vederla ogni mattina. Un giorno Veronica, così si chiamava la dolce ragazza, si preparò presto, indossò la divisa e timbrò il cartellino, felice come ogni mattina. Camminando, non si accorse di aver urtato la streghetta dispettosa, troppo piccola per essere vista a occhio nudo. La streghetta, di nome SM, era molto vendicativa e osservando Veronica, così serena, diventò verde d’invidia: aveva deciso di vendicarsi di quel gesto involontario, che l’aveva fatta «ruzzolare» per aria. Seguì la ragazza per tutto il giorno, pensava a quale incantesimo lanciarle contro. Finalmente lo trovò!

«Asmodio fiorito, Asmodio peloso, colpisci il suo occhio così fastidioso», esclamò. In un attimo Veronica, intenta a tagliare un prosciutto di Parma con l’affettatrice, ebbe come la sensazione che un piccolo petalo o un pelo, le si fosse posato nell’occhio sinistro. Passò tutta la giornata con questa sensazione un po’ fastidiosa, ma non perse mai il sorriso. La streghetta dispettosa non poteva assolutamente sopportare che Veronica continuasse indisturbata a sfoggiare tutti quei bei sorrisi e decise allora di lanciare un altro incantesimo, ancora più forte: «Asmodio nerino, Asmodio neretto, abbuia quell’occhio con un colpetto», ecco che Veronica,
improvvisamente, si accorse di non vedere più bene da quell’occhio: vedeva una macchia nera, ma, nonostante il fastidio, non perse comunque il sorriso. Passarono i giorni, la streghetta seguiva Veronica a ogni passo, aspettava con ansia di spegnere quel bel sorriso; nel frattempo Veronica, la sua mamma e il suo babbo erano andati da un dottore per riuscire a guarire il suo bell’occhio color cioccolato: erano tante le visite che fu costretta a fare e tanti i medici che la visitarono. La streghetta dispettosa nel frattempo, era felice e soddisfatta perché Veronica aveva smesso di sorridere, la sua vendetta era ormai quasi compiuta, mancava solo un ultimo passo da fare per essere certa di aver spento per sempre quel sorriso tanto bello; per lanciarlo, aspettò l’esame più brutto di tutti, una puntura simile a quella di un’ape con un lungo aculeo, pronta a succhiare il nettare della sua candida schiena. Quando l’ape la colpì, Veronica pianse, ma subito dopo tornò a sorridere; in quel momento, la streghetta decise di lanciare l’incantesimo più cattivo di tutti: «Asmodio cattivo, Asmodio puzzone, colpiscila subito con il mio vero nome!».
Era un incantesimo così potente, che per arrivare passarono 30 giorni!

Arrivò così, in un foglio nero su bianco, la sua vendetta: Veronica aveva la Sclerosi Multipla.
Conobbe la streghetta di persona e litigarono: non si parlarono per quattro anni interi. All’inizio SM non sapeva che con quell’incantesimo si era per sempre legata a lei.
Per questi quattro anni Veronica non sorrise più, SM era felice di questo, ma con il tempo capì di aver commesso un terribile errore; allo stesso tempo Veronica capì di aver perso se stessa e capì che non avrebbe potuto vivere tutta la vita con la rabbia nel cuore. Un giorno le due finalmente si guardarono negli occhi, si accettarono l’una con l’altra, si presero per mano, e nonostante i piccoli dispetti della streghetta, diventarono amiche per sempre.