Cosa Succederebbe Se Smettessimo Di Fingere …

Di Edoardo Hensemberger

E se smettessimo di fingere?

Anzi no.
E se smettessi di fingere?

Sì, perché basta con questa cosa che sono sempre gli altri e se non sono gli altri allora è perché siamo tutti.

Smetti di fingere, perché anche se ormai è tardi, forse conviene provarci lo stesso.

Ci sono cose nella nostra quotidianità, nella nostra abitudine, nella nostra zona comfort, che facciamo ormai senza neanche pensarci, senza quasi mai chiederci il perché; alla fine è giusto che sia così, ma cosa succederebbe se da un giorno all’altro rivalutassimo tutto quello che crediamo di conoscere? 

Smettere Di Fingere

Tutte quelle informazioni che, oggi più che mai, assorbiamo senza rielaborare?

Cosa succederebbe se potessimo realmente vedere come vanno le cose in quel mondo che non conosciamo?

È difficile fermarsi e dubitare di ogni cosa; è faticoso chiedersi sempre perché e non accontentarsi mai della risposta più semplice; è impossibile fare tutto quello che è giusto.

Le nostre bugie nascono qui, nascono nel momento in cui pensiamo sia meglio mettere la testa sotto la sabbia piuttosto che fuori dalla finestra; nascono nel momento in cui abbiamo paura di non piacere, di non essere quello che gli altri si aspettavano, e allora si trasforma tutto in finzione, per comodità.

Oggi però, siamo arrivati a un punto in cui non possiamo più continuare a fingere, non possiamo perché la maggior parte di quello che c’è sta marcendo, e con lei sta marcendo anche la nostra casa. Siamo convinti che qualcun altro pagherà i conti al posto nostro, e non siamo capaci di capire che tutto il male che c’è tornerà direttamente contro di noi, e non parlo dell’ambiente, l’ambiente è solo uno dei grandi problemi, non è l’unico.

Sarò banale, ma questo virus ci ha dato un assaggio di come tutto ciò che non conosciamo abbia la potenzialità per distruggerci, ci ha fatto capire che non siamo al sicuro come pensavamo, che non siamo i dominatori di ogni luogo e specie; e nonostante il caos, gli ospedali pieni e i cortei funebri, alla prima occasione siamo tutti tornati a fare finta di niente.

Fare Finta Di Niente

Fare finta di niente.

La mia generazione è devastata da un mondo di plastica, in senso stretto e in senso lato; non siamo più capaci di capire qual è la realtà, quali cose vale la pena di difendere, non sappiamo quando possiamo essere felici perché crediamo di doverlo essere sempre. Nessuno è sempre felice, ed è giusto così; la felicità è un momento, altrimenti sarebbe noia, ma noi, questo non riusciamo a capirlo.

Dobbiamo vivere a degli standard troppo alti, che neanche sappiamo chi ha definito, non siamo più capaci di annoiarci, di ascoltare i secondi che passano sulla nostra pelle, di prenderci cura di noi stessi.

È tutto così maledettamente complicato.

Io personalmente, arrivato a ventitré anni, continuo a non sapere come funziona, ma se devo essere sincero, va bene così; ci ho provato a fare quello che sapeva come andava il mondo, ero il primo a fingere, ho scelto di non volerlo fare più, anche se significa perdere, perdere una gara con degli avversari comunque imbattibili che demoliscono ogni senso di appartenenza e benessere.

Romanzi, poesie, opere, canzoni, spettacoli, film e quadri sono il frutto di una finzione che si ispira alla realtà per migliorarla, per creare l’eternità in un tempo finito. Una finzione che salva l’anima ed espande il cervello, una fuga dalla realtà, perché la realtà che dobbiamo correggere è dura, non c’è scritto da nessuna parte che non debba esserlo, e fuggirla, di tanto in tanto, è indispensabile per la nostra sopravvivenza.

Oggi però, è la realtà che prende spunto dalla finzione, fino quasi a scomparire in vite spese inseguendo una perfezione che neanche vogliamo.

Oggi è l’arte che ci porta a riflettere sui nostri sbagli, quella finzione dichiarata e positiva ci prende a schiaffi, cercando di riportare le cose all’ordine.

Chiederlo non serve più, smettiamo di fingere, nel nostro piccolo, senza dar fastidio a nessuno, e forse chi ci sta intorno potrà prenderci d’esempio, e un po’ alla volta, potremo restituire la finzione alla fantasia e la realtà alla vita.

Uno alla volta, un po’ alla volta.