Stare Bene E Stare Male, Il Pensiero Della Gen Z Sulla Società.

Qual è la viosione dei giovani rispoetto alla società in cui vivono? Come vedono le loro prospettive e i loro sogni? Ci risponde Tommaso.

Di Tommaso Mondadori

L’ultima riunione di redazione è cominciata con una domanda all’apparenza semplice, ma che ci induce a riflettere sul nostro modo di stare al mondo: «Come state?».

Secondo me il nostro stare bene o male dipende da due fattori: uno individuale, l’altro sociale.  Il primo riguarda la nostra vita e almeno in parte ricade sotto il nostro controllo: dalla scuola alle amicizie, dalla famiglia ai nostri interessi fino alle nostre aspettative sul futuro. Il secondo è fortemente condizionato dalla realtà che ci circonda, legato fin dall’inizio dalla sorte di essere nati in Occidente, con tutti i vantaggi e i problemi di cui è sempre più difficile cogliere le dinamiche.

La Società In Cui Viviamo

Questi fattori devono essere un tutt’uno. Se uno dei due diventa opaco e incomprensibile, si crea uno squilibrio che si ripercuote sulla nostra esistenza, ed è proprio in questa situazione che ci troviamo io e molti ragazzi della mia generazione. Soli, in mezzo a un deserto popolato di estranei.

La società in cui viviamo impedisce la nostra realizzazione, frena i nostri sogni davanti alla spietata logica del denaro, ci esclude dal meccanismo delle decisioni, ci mette già da giovanissimi dinanzi all’ossessione di trovare un lavoro, ci condanna come vittime di decisioni nefaste, prive di lungimiranza, prese delle generazioni che ci precedono, a partire dalle condizioni in cui ci hanno lasciato la Terra.

Tra Ambizione E Società

È uno squilibrio quello tra le nostre legittime ambizioni individuali e la tagliola di una società percepita come ostile, che genera un senso di impotenza, come se ci stesse negando la parte più ingenua della giovinezza. Uno squilibrio che si allarga,portando con sé una tristezza inesorabile che sminuisce il senso delle nostre vite: uno squilibrio che diventa un supplizio spogliato di futuro.

«Riusciranno un giorno i due fattori a trovare una nuova concordia?», mi domando senza abbandonare del tutto la speranza: un impeto di entusiasmo e creatività che rifiuti davvero un’accettazione remissiva per alzare la nostra vera voce, una voce portatrice di cambiamento.