Milano 2030 Più Intelligente e Più «Smart»

Illustrazione in evidenza di Roberta Ragona
Illustrazione in evidenza di Roberta Ragona

“Guardando al 2030 possiamo immaginarci una Milano più intelligente e più «smart»” questa, a previsione di Alessandro Spada, presidente di Assolombarda

Di Alessandro Spada

La Milano che guarda al 2030 deve interrogarsi sulla sua capacità di rimanere centrale e attrattiva. Le previsioni precedenti alla pandemia la proiettavano in un futuro radioso, frutto della vitalità che ha contraddistinto la nostra città negli ultimi anni, anche grazie al volano di Expo. Da sola faceva il 10% del Pil italiano per 162 miliardi di euro e movimentava il 10% dell’export nazionale per un totale di 46 miliardi.

Una Milano Che Ha Rallentato

Il Covid, in questi mesi difficili, ci ha restituito l’immagine di una Milano che ha rallentato. Ma la nostra città ha voglia di reagire e ha già dimostrato di avere tutte le caratteristiche necessarie per ripartire e continuare a essere traino e motore del Paese.

Un modello virtuoso di innovazione, di cultura, di industria, con una forte vocazione internazionale: qui hanno sede circa 4.600 grandi imprese estere, più di un terzo di quelle presenti in tutta la penisola. Una città attrattiva e inclusiva. Su quest’ultimo punto, uno dei primi segnali di ripresa lo abbiamo già sotto gli occhi: dai primi dati sulle immatricolazioni degli atenei del nostro territorio, emerge che il sistema universitario tiene. La temuta crisi delle iscrizioni non si è verificata, Milano e la Lombardia continuano a essere un polo di eccellenza in grado di calamitare studenti da tutto il mondo. È la dimostrazione che la nostra regione è attrattiva: qui il capitale umano c’è, ma sono necessarie politiche di sviluppo più audaci per trattenerlo e per dargli una prospettiva seria di occupabilità. Dobbiamo guardare avanti con l’obiettivo di definire percorsi di formazione universitari sempre più di alto livello. Come Assolombarda lo abbiamo sempre sostenuto, ben prima della pandemia: formare giovani realmente capaci di rispondere alla domanda di competenze del mercato, è la strada per rendere più competitivo il nostro territorio e le nostre imprese.

Milano Innovativa

E a conferma della sua attrattività, concorrono anche gli oltre 7,6 milioni di turisti l’anno; oggi purtroppo a causa della pandemia la nostra città ha visto un arresto dei flussi turistici a cui era abituata, riflettendo una Milano silenziosa, svuotata ma non per questo arresa. Per ripartire dobbiamo guardare al passato e insieme avere la capacità di progettare il futuro. Milano ha basato la propria crescita lungo alcune traiettorie, capitalizzandole in un insieme di attività a elevato moltiplicatore economico e sociale. Occorre dunque far leva sui nostri punti di forza, che saranno anche quelli su cui costruire la Milano di domani.

In primis, la nostra capacità innovativa. Basti pensare che Milano e la Lombardia rappresentano un ecosistema produttivo diversificato e competitivo che investe in ricerca e sviluppo 4,9 miliardi di euro, pari al 21% del totale italiano, e concentra il 34% dei brevetti. In questa direzione ora abbiamo una grande occasione: Milano è candidata a ospitare il Tribunale dei Brevetti. Vincere questa sfida significherebbe stimolare un indotto di alcune centinaia di milioni di euro l’anno (tra congressi, convegni, studi legali, laboratori scientifici, sedi di imprese internazionali per seguire da vicino le pratiche legate ai brevetti), ma anche dare nuovo impulso alle sue aspettative di sviluppo internazionale, rilanciando imprese e università.

Una Milano Intelligente E «Smart»

In secondo luogo, c’è la cultura. Riaffermarne il ruolo, insieme al valore del Made in Italy, significa sostenere quel tessuto produttivo italiano, caratterizzato dalla cultura del fare, in cui possono incontrarsi tradizione e innovazione, dimensione locale e respiro internazionale, qualità e bellezza.

Infine, occorre progettare una Milano intelligente e «smart» se vogliamo continuare a coltivare la sua vocazione internazionale e di città globale: ci siamo resi conto che la situazione legata al Covid ha spinto a cercare nuove soluzioni per guardare oltre l’emergenza, accelerando un processo di digitalizzazione che era già in corso. La tecnologia si è dimostrata un alleato essenziale per gestire la fase di crisi, riducendo le distanze, e siamo convinti che in futuro sarà determinante per rendere Milano sempre più interconnessa e accogliente.

Un Futuro Più Sostenibile

Inoltre, sono molti i fattori che spingono verso un futuro più sostenibile le nostre città, primo fra tutti la necessità di renderle inclusive anche per tutte quelle persone più fragili. In questa logica dobbiamo intervenire per supportare innanzitutto i giovani lavoratori e gli studenti, che in questo momento di particolare crisi si trovano più in difficoltà.

Ora abbiamo una grande opportunità: pubblico e privato, insieme, devono progettare e vincere importanti sfide. Oggi Milano ci chiede di replicare questo modello, in tutti gli aspetti strategici del suo sviluppo, con l’obiettivo di rendere la nostra città migliore e più forte.

Per questo è fondamentale condividere una visione strategica di lungo periodo, che coniughi i bisogni della città del futuro e delle persone, con i bisogni di imprese e lavoratori.

È questa la chiave per riaccendere il motore del nostro territorio.