Holes

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Cicatrici è introspezione, inclusione. Cicatrici è consapevolezza, gratitudine.

Il mio David va guardato dal basso verso l’alto, per leggere l’effetto progressivo delle cicatrici: alla statua manca

l’appoggio della seconda gamba, facendola rimanere, così, con il piede in aria, desiderosa di avanzare ma insicura sul come.

Più in alto, sulla schiena, la traccia di un’infida ma passeggera malattia – causata da una vita sregolata e cosparsa di eccessi – che mi ha costretto giorni interi a letto, è l’emblema della sfiducia che ho, nei confronti del mio stesso corpo. Infine il viso è rigonfio e segnato di rosso, risultato di una rapina che ho subito, che mi ha portato a una maggior diffidenza nel prossimo e un costante senso di dover tener alta la guardia.

Holes

Scars is introspection, inclusion. Scars is awareness, gratitude.

My David should be looked at from the bottom to the top, to read the progressive effect of the scars: the statue is missing the support for the second leg, keeping it with its foot in the air, wanting to go forward but not sure how to do it.

Higher up, on the back, the mark of a treacherous illness that has now passed – caused by a dissolute life strewn with excesses. It kept me in bed for whole days. The mark is the emblem of the lack of confidence I have in my body. Finally, the face is bloated and marked with red, the result of a robbery that made me more mistrustful of people close to me and gave me a constant sense of having to keep my guard up.