Who’s Romeo | Il Bullone

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Il Film che ci fa capire chi siamo

Di Jacopo Cremona

Nelle foto di queste pagine due inquadrature del film Who’s Romeo

Il mio Who’s Romeo è nato tra i banchi di scuola, dove tra una voce e l’altra, è passata quella di una sorta di casting all’Asteria, per chissà quale progetto. 

Sarà stata la voglia di scoprirlo o la necessità di piazzarsi davanti a una telecamera e tirar fuori le mille cose che ti frullano dentro a 17 anni a portarci in quel teatro, dove ci aspettavano Valentina, Giovanni, Mario e tutti gli altri. Beh, qualunque cosa fosse, conta che ci abbia portati lì, e conta che ora, dopo quasi 3 anni, guardiamo indietro e scopriamo che se avessimo fatto come Pollicino, a quest’ora al posto di una fila di sassolini avremmo lasciato una montagna! E dunque qui, nel teatro del Centro Asteria, a cavallo tra la Barona e il Gratosoglio, è nato il nostro percorso di Romei e di Giuliette. 

Siamo stati accolti e messi nella condizione più favorevole per poterci sentire a nostro agio e andare dritti al punto (ai punti) di Who’s Romeo senza timore, e così accade che, ripresa dopo ripresa, hai sempre meno paura di dire il qualcosa in più che fino al giorno prima avresti tenuto per te, di fare quella piccola confidenza, risata, o sorriso in più. Avevamo già iniziato a buttare giù muri, grazie a chi ci aveva dato in mano un martello

Ci abbiamo messo pochissimo a entrare in dialogo, e parlo di dialogo vero, in cui ti metti in gioco senza pregiudizio e con curiosità, nonostante la terapia d’urto ricevuta, o forse proprio grazie a questa: dopo qualche incontro arriva la fatidica SCENA DEL BACIO!                                                                                                                                     G(iulietta): «Anche i santi hanno le mani, e le mani dei pellegrini le toccano, palma contro palma. Infatti è questo il bacio sacro dei palmieri». R(omeo): «Ma i santi e i palmieri non hanno labbra?»… «E ragazzi poi qui vi baciate», (Giovanni).

Poi il volo Who’s Romeo è decollato e non si è più fermato, creando un gruppo bellissimo in cui nessuno si è mai nemmeno sognato di tirarsi indietro, in cui ci siamo sostenuti a vicenda, abbiamo aperto dibattiti e ci siamo fatti mille domande, trovato un’alchimia e comunione degna del miglior druido in circolazione ai tempi di sua maestà W.Shakespeare.

Nonostante i temi fossero tra i più intimi e complessi da affrontare assieme, non abbiamo conosciuto la vergogna o lo scrupolo: l’opposizione tra Morte e Amore, intesi come opposti e contrari, come dirà Davide Rondoni, poeta e uomo; tutto ciò che circonda la Menzogna, di cui abbiamo avuto la fortuna di poter discutere con Roberto Mordacci, rettore della facoltà di Filosofia dell’Università «Vita-Salute San Raffaele»; Giustizia, grazie a Silvia, ufficiale di Polizia; Odio; Speranza; matrimoni misti (esatto! Grazie a Don Giovanni, Clelia e Omar, Sara); Rapporto tra figli e genitori, la presenza di Rosario e Francesco, attori professionisti, è stata illuminante in questo senso; Religione. Tutto eviscerato con gli occhi e la guida del Romeo e Giulietta ( e di Valentina) e con la nostra freschezza senza filtro, ingenua a tratti geniale, ma sicuramente sincera.

Chiaramente il fatto di lavorare in gruppo ci ha dato forza, coesione, coraggio di esporci e affrontare ogni sfida, tipo quella di raccontare le nostre ferite, o quella di metterci in macchina in un qualsiasi pomeriggio di giugno e andare a piantare due ulivi dall’altra parte della Lombardia; e allo stesso tempo il fatto di girare qualche scena in solitaria ci ha fatto sentire questo film «nostro», anche se solo per qualche frame, insomma quello era il nostro momento!

Pian piano cresceva la consapevolezza di quello che stavamo costruendo e questo si porta dietro delle emozioni che resteranno indelebili; io per esempio, non scorderò mai la sensazione di piccolezza e grandezza contemporaneamente, che mi ha assalito durante la visione del primo teaser: per la prima volta stavo realizzando che tutto quel tempo dietro a una camera sarebbe rimasto scritto per sempre su una pellicola, per tutti i Romei e le Giuliette che avranno ancora voglia di saltare un muro, di mentire per amore, di amare, insomma di fare il loro lavoro, in poche parole.Nelle foto di queste pagine due inquadrature del film Who’s Romeo


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