STOPPA: “AMO DIFENDERE GLI ANIMALI”; MOREIRA “NON PRENDETE SCORCIATOIE”

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Di Denise Corbetta

Noi B.livers abbiamo intervistato una coppia da favola: belli, bravi e generosi, due esempi fantastici per i giovani. Una famiglia semplice e sempre allegra. Parlo di due grandi amici di B.live e amici di vecchia data della Magica Cleme: Juliana Moreira ed Edoardo Stoppa. Conosciuti da tutti come la simpatica conduttrice di Paperissima e il grande amico degli animali. Sono molto contenta di averli rivisti dopo un po’ di tempo e di scrivere di loro, perché sono sempre stati molto disponibili con me e per questo ci tenevo a ringraziarli.

Come vi siete conosciuti?

Juliana: «Dai racconta quella finta…poi io racconto quella vera!»

Edoardo: « Sì, racconto io che lei non ha il dono della sintesi. Beh, ci siamo conosciuti perchè lei era follemente innamorata di me! »

J.: «Lui quella sera è rimasto li inchiodato! Faceva un po’ il brillantone, parlava portoghese, “sono un paracadutista, faccio questo, faccio quello…”, io gli tiravo le pacche sulla spalla, ma non lo calcolavo molto. Poi io volevo cambiare locale per andare a ballare. Lui “eh no domani devo volare”, perché lui fa anche il pilota e si aspettava che io gli dicessi “ah che figo piloti anche?”, invece io non gliel’ho chiesto, poi sono andata via.»

E.: «Fa tutto lei! Pensa anche quello che pensavo io!»

J.: «No, no è vero! Dopo cinque minuti che ero nell’altro locale lui è arrivato. E il giorno dopo sono andata in un altro posto e c’era anche lui. Pensavo che fosse un caso. Poi ho scoperto che il suo amico gli aveva detto che ero lì».

Vi amate, siete una coppia stupenda e una bella famiglia. Come fate a essere così affiatati nonostante tutti gli impegni che avete?

J.: «Facciamo Muay Thai (la boxe thailandese) insieme. Quando mi fa arrabbiare lo pesto!»

E.: «È vero! Ma con il mio lavoro avrete visto che spesso mi picchiano, quindi ho imparato a essere molto paziente…quindi il nostro rapporto va bene!»

Che cosa consigliereste a chi vuole diventare famoso?

E.: «Intanto sfatiamo il mito che nel mondo della televisione si guadagnino cifre esorbitanti, ecco non è più così. E poi non dovete entrare nel mondo dello spettacolo perché è figo, mi riconoscono, guadagno tanto, e via dicendo. È il modo sbagliato di approcciarsi e ti porta o a non riuscire, o a fare qualsiasi cosa pur di farne parte. Invece secondo me, ti devi chiedere che cosa puoi portare. Se hai una particolarità, qualcosa che sai fare bene, in cui credi e che puoi sviluppare, ecco quello è il modo migliore per entrarci».

J.:«Io consiglio di prepararvi prima. Adesso che ho un po’ di tempo libero vorrei dedicarmi al canto e alla recitazione. Visto che sono già entrata in questo mondo, facendo un po’ la “pagliaccetta”, vorrei dare qualche cosa di più. Perché certe persone non danno niente alla televisione. Fanno accordi tra di loro per finte relazioni, per far parlare di sé, per farsi paparazzare in giro, o per fare l’ospitata: non ha senso così».

E.: «Esatto, o dai qualcosa, o trovi una scorciatoia che ti porti alla notorietà (ma questo è un modo sbagliato). E poi c’è una cosa che non dobbiamo dimenticarci, cioè che nella tua stanza la sera devi guardarti allo specchio. E sono convinto che prima o poi tutto torna».

J.: «Purtroppo adesso hanno tanta visibilità quelli che fanno casino. Quindi fanno parlare di sé. Ma l’esempio che danno ai giovani è che per diventare famosi devi fare cose sbagliate».

Viste le minacce e le botte che hai ricevuto e che ricevi, hai mai pensato di smettere di fare questo lavoro?

E.: «Nella vita mi son sempre piaciute le sfide. Ovvio, non sono contento per le minacce e sono un po’ preoccupato per la famiglia. A volte mi denunciano perché mi picchiano e poi dicono che sono stato io. Così devo dimostrare con i filmati che non è vero. Comunque non mi sentirei nemmeno a posto con la coscienza se cambiassi, perchè vorrebbe dire che ho fallito in questa mission. Quindi no».

J.: «Gli ho già detto di fare cucina che adesso va forte di brutto! Io poi vengo a mangiare».

Voi siete molto attivi con diverse associazioni, come Italia Pro Nepal. Quanto è importante e che cosa significa per voi l’impegno nel sociale?

E.: «Non è neanche una questione sociale. Sono cose che ti senti. Purtroppo è brutto dirlo, ma devi selezionare perché ci invitano a un sacco di cose. Poi ci si affeziona maggiormente ad alcuni anche se si cerca di accontentare tutti. Per quanto riguarda Italia Pro Nepal, anche quello è venuto naturale. Tredici anni fa sono andato lì a fare un viaggio e mi sono innamorato di alcuni orfanotrofi, mi sono affezionato a dei bambini e ho voluto tornare e cercare di aiutarli. All’inizio con una raccolta così, tra amici, poi ho creato l’associazione. Appena posso porto là qualcuno per fargli vedere che cosa concretamente viene fatto. E dà più a me di quanto io dia a loro. Anche Juliana è venuta».

J.: «Sì, la prima volta sono arrivati tutti questi bambini che urlavano “Edo you come back! You come back!” e a volte lo sgridavano se arrivava in ritardo! È stato davvero emozionante. Edo ha iniziato in un appartamento dove faceva le feste e invitava amici che davano offerte per il Nepal. Poi pian piano abbiamo organizzato meglio e più in grande con l’associazione. Io ho partecipato a un aperitivo benefico organizzato da loro, e devo dire che è stato davvero bello vedere quanta gente ci tiene ad aiutare e a partecipare a questo piccolo grande progetto. Queste cose sono davvero importanti, sia per chi viene aiutato, sia per noi che aiutiamo. Ci danno qualcosa in più, come dice Edo, ci fanno crescere. Quindi nel nostro piccolo non esitiamo a essere generosi con qualcuno perché ci dà davvero molto».

Per finire non possiamo non farvi la domanda delle domande: le tre parole di B.live sono: Essere, Credere, Vivere. Quali sono le vostre?

J.: «Uh, questa è difficile! Ci penso…intanto parla lui che è più bravo».

E.: «Beh, innanzitutto POSITIVITÀ. Lei mi dice sempre che io vedo solo il lato positivo. Ma è giusto, tanto la cosa rimane così, quindi meglio coglierne il lato positivo. La seconda cosa è che TUTTO È POSSIBILE. Io detesto quando una persona dice “non lo so fare”. È quello che cerchiamo di insegnare anche a Lua. Devi solo impegnarti e crederci veramente. E infine, come terza cosa, come ho detto: TUTTO TORNA!»

J.: «Ci ho pensato. Per me le tre parole sono: FARE SEMPRE IL BENE, SOGNARE e COMBATTERE».

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