Sledge hockey. «Cari italiani vi faremo divertire alle Olimpiadi 2026»

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Di Michele Tedone

Lo «sledge hockey» (rinominato nel 2017 «Para Ice Hockey» dal Comitato Paralimpico Internazionale) in Italia è nato nel 2003, quando il Comitato Italiano Paralimpico ha chiesto ad Andrea Chiarotti di creare una squadra nazionale per partecipare ai Giochi Olimpici di Torino 2006. Da quel momento la nazionale ha iniziato il suo cammino in questo sport.

Ho voluto intervistare Carlo «Kalle» Muhr, attuale assistente allenatore della nazionale italiana di sledge hockey, che ho la fortuna di conoscere personalmente, per apprendere qualche cosa in più sulla realtà di questo sport in Italia, prendendo come spunto introduttivo il fatto che al nostro Paese, più precisamente alle città di Milano e Cortina, sono stati assegnati i Giochi Olimpici invernali del 2026.

Come ti sei avvicinato al Para Ice Hockey?

«È partito tutto dall’allora allenatore del Milano Rossoblu, società milanese con cui ho collaborato per qualche anno, che mi ha chiesto se ero interessato a vivere questa esperienza. Era il 2010».

http://paralimpici.gazzetta.it

Come è cambiato e si è evoluto questo sport in Italia nel corso degli anni?

«In Italia si è iniziato a parlare di questo sport nel 2003, grazie all’assegnazione dei giochi olimpici e paralimpici del 2006 alla città di Torino, da parte del Comitato Olimpico Internazionale. Nel corso degli anni abbiamo raggiunto risultati molto soddisfacenti: siamo passati dall’essere una delle squadre cuscinetto, quando abbiamo ospitato le Paralimpiadi di Torino nel 2006 (ed eravamo alla nostra prima apparizione), fino a qualificarci per Vancouver, vincere i campionati europei nel 2011, qualificarci alle Paralimpiadi di Sochi raggiungendo il punto più alto, giocandoci una medaglia Paralimpica a Pyongchang nelle scorse Paralimpiadi, perdendo in finale con la Korea».

Quale è il futuro del Para Ice Hockey nel nostro Paese?

«Si spera che sia in espansione, perché non è facile per la nostra nazionale avere “nuove leve”, data la scarsa popolarità di questo sport». 

Milano-Cortina 2026: Cosa ne pensi e quali sono le prospettive della nostra nazionale in previsione di quell’evento?

«Le prospettive sono molto buone ed è positivo che abbiano assegnato alla nostra nazione questo evento. Ci sarà un progetto molto importante e avremo la possibilità di ampliare la visibilità. Speriamo di far appassionare tante persone al nostro sport. Puntiamo a reclutare nuovi giocatori».

Tre parole che ti rappresentano o che rappresentano la nazionale italiana di sledge hockey.

«Impegno, costanza e… crederci sempre».

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