SALA: “PER FARE IL SINDACO BISOGNA AVER AVUTO BUONI MAESTRI E UN FISICO BESTIALE”

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Di Eleonora Prinelli

Intervistare un personaggio pubblico fa sempre un certo effetto, ma avere l’occasione di intervistare il sindaco della propria città è ancor più emozionante, al di là degli orientamenti politici personali.

Martedì 6 dicembre siamo stati accolti a Palazzo Marino in una bellissima sala conferenze dove per mezz’ora abbiamo potuto fare le domande più disparate al nostro sindaco, Giuseppe Sala.

All’inizio eravamo tutti un po’ tesi, compreso il primo cittadino meneghino che non nascondeva una certa inquietudine (legata molto probabilmente all’agenda oberata di impegni). Ma già a partire dalle prime domande dei ragazzi l’atmosfera è diventata subito più rilassata, fino a divenire quasi colloquiale man mano che proseguiva l’intervista.

I primi argomenti toccati hanno riguardato il lavoro di sindaco e come si svolge, quale sia il senso di responsabilità percepito da chi governa una grande città e quali siano le doti necessarie per farlo al meglio. Dalle parole di Beppe Sala è emerso che innanzitutto è necessario avere una gran voglia di fare, ma anche avere avuto la fortuna di essere stati formati da bravi maestri che sanno come indirizzare alla carriera i propri allievi.

Abbiamo potuto riflettere anche sul tema legato al potere e alla responsabilità che grava su una carica pubblica di rilievo come la sua, e sul fatto che il concetto di potere risulti in realtà ben più difficile da definire rispetto alle responsabilità di un sindaco perché queste ultime gli vengono ricordate quotidianamente dai cittadini stessi.

Insomma si è sindaco ventiquattro ore su ventiquattro, e non ci si stacca mai dal proprio ruolo di guida della città. Non a caso il 90% dei cittadini non lo salutano con un  «buongiorno» o «buonasera», bensì con un incalzante «buon lavoro, signor Sindaco!»

Nel corso dell’incontro abbiamo toccato anche un altro argomento a noi particolarmente caro, ovvero quello legato all’esperienza della patologia oncologica, che anche Giuseppe Sala ha avuto la sfortuna di dover affrontare. Così ci ha raccontato come ha vissuto il trauma della malattia che lo colpì quando era amministratore delegato della Pirelli.

Come sempre accade sostenendo questo tipo di discorso, è emerso il lato più umano della persona.

Mi rallegra sempre il fatto che chiunque sia passato attraverso questo genere di esperienza, dica la stessa cosa una volta guarito: mai smettere di vivere la propria vita e quando si sta male, sapere che tutto sommato si tratta solo di una fase di passaggio. E che domani è sempre un altro giorno. Che si sia il sindaco di una grande città o un semplice cittadino, questo è quello che conta.

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