PAROLA AI RAGAZZI

Le nostre rubriche

Eulalia, Alma e i fantasmi. Misteri della casa di Lozzo

Lozzo, un paese di circa 800 persone nell’antichissima valle del Cadore sulle meravigliose Dolomiti ...

di ADA BALDOVIN

Lozzo, un paese di circa 800 persone nell’antichissima valle del Cadore sulle meravigliose Dolomiti venete, racchiude più misteri di quelli che ci si possa aspettare. Le famiglie che lo abitano vivono qui da sempre, da quando, nel 1400, fu fondato, e girando per le sue vie questa pressione storica si percepisce fortemente.

Le case in questo posto hanno un’anima, raccontano di generazioni nate, vissute, morte e rinate tra le loro mura, per secoliCognomi che hanno avuto la loro origine qui e che dopo settecento anni sono ancora qui. Storie di famiglie antiche, litigi, amori, leggende e fantasmi.

In un posto come questo è inevitabile sentire la presenza delle persone che, nonostante siano trapassate, si sentono ancora legate alla loro terra, al loro paese e alla loro magione. Uno scenario difficile da spiegare, accentuato anche (e soprattutto) dalla sua conformazione geograficaarchitettonica: un paesino che si sviluppa completamente in verticale, circondato dalle montagne e dal silenzio più spettrale che si possa immaginare. Le luci soffuse della sera, il freddo che anche d’estate riesce a penetrarti le ossa, e la foschia – quella tipica delle montagne – di quando le nuvole più basse attraversano i borghi più alti. Un paesaggio inquietante quello di Lozzo, ma allo stesso tempo estremamente affascinante, dove le informazioni sembrano passare direttamente dai muri alle orecchie degli abitanti.

 

All’interno di questo quadro assai particolare, vi voglio narrare una storia vera, una storia che è bene non continuare a leggere se si ha paura del buio.

Il racconto comincia quasi un secolo fa. Nella famiglia Baldovin della casata Monego (tra le fondatrici del paese), vivevano una madre, Eulalia, con due dei suoi tre figli, perché il terzo e il marito erano andati in Argentina a cercare fortuna. Lorenzo, il secondogenito, venne obbligato a prendere i voti dai gesuiti, ma rinunciò poco prima di farsi sacerdote e venne diseredato. La casa che da sempre apparteneva alla sua famiglia non sarebbe mai andata a luiné ai suoi discendenti. Il terzo figlio Manlio invece si era appena sposato con Alma, una donna tetra, piena di rancore verso tutti, che mai, nemmeno una volta, era riuscita ad ammorbidire il suo cuore.

Naturalmente questa unione non faceva gioire l’Eulalia. Le liti tra le due donne erano implacabili, tanto che una sera a cena, Alma, piena di collera nei confronti della suocera, prese una forchetta e gliela infilzò diritta in testa.

Eulalia si riprese dopo l’accaduto, ma non finì lì. Poco dopo, un giorno in cui le due erano sole a casa, Eulalia morì cadendo «accidentalmente» dalle scale.

La cosa non scosse più di tanto Alma – che a detta di alcuni fu proprio la responsabile di quella morte, l’omicida – anzi, ora che per lunghe giornate la casa sarebbe stata completamente sua, si sentì finalmente libera di invitare quando voleva il suo amanteGiuseppe. Non passò molto tempo però che anche Giuseppe fece la stessa identica fine di Eulalia: morì cadendo dalle scale.

Alma aveva ormai un obiettivo chiaro in testa: riuscire ad ottenere quella magnifica casa nel bosco, all’inizio del paese. L’ultimo ostacolo rimasto era rappresentato da suo marito, Manlio, il quale si dice che in punto di morte avesse espresso il desiderio di  lasciare la proprietà al nipote Massimo, figlio di suo fratello Lorenzo.

Mossa inaccettabile per lei che riuscì, attaccandosi a mille cavilli legali, a rimanerne l’unica padrona. E in quella casa, in sole due stanze – soggiorno e camera da letto che si trovavano esattamente una sopra l’altra – ci visse tranquillamente per molti anni.

Quando Alma non fu più in grado di stare da sola e dovette trasferirsi nell’ospizio del paese, anche lì sparirono tre suore… La casa, che ormai era in stato di abbandono, iniziò a venir risistemata per essere utilizzata dalla famiglia di Massimo, figlio di Lorenzo, per le ferie.

Vi ricordate quanto detto prima? I morti in quel posto sono legati alle loro proprietà e alla loro terra più di qualsiasi altra cosa.

L’Alma, ancora viva e di certo non facile da spaventare, non si sarebbe mai fatta mettere i piedi in testa da un fantasma arrabbiato e vendicativo. Cosa che non si poteva dire invece dell’allegra famiglia di nuovi Baldovin (della quale faccio parte anch’io) che il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, decise di passare lì le vacanze estive.

Appena dentro, con le valigie ancora da mettere nelle camere, mio padre Massimo, le mie due cugine e io, fummo travolti nel soggiorno da una tavola di cemento spessa almeno cinque centimetri, crollata in quel momento dal controsoffitto. Quella casa non sarebbe mai andata a Lorenzo, né alla sua progenie.

Scappammo via senza nemmeno aver aperto le camere.

 

Passarono dieci anni e mio padre sentì il bisogno di tornare per riprendersi quello che rimaneva delle sue origini: oggetti, mobili antichi e soprattutto un quadro, o meglio una vecchia foto incorniciata che ritraeva i suoi nonni all’inizio del secolo.

Ci tornò con me e mia madre in quella casa, la prima del paese a ridosso del bosco che ormai era arrivato a circondarne la metà e ad impedirne la visione del retro. Come fummo dentro percepimmo che l’atmosfera era strana. Non faceva paura. Ma i locali sembravano essere ancora abitati. Quando invece erano abbandonati da tempo, e nonostante l’invasione da parte del bosco, nella casa non v’erano animali o insetti di nessun genere, né vivi né morti.

Tutto sembrava congelato lì. Non c’erano neanche stati altri crolli durante quei dieci anni. Ma non è tutto.

Il quadro di cui vi stavo parlando si trovava sulle scale e fu la prima cosa che io e mio padre andammo a controllare… non fu una scena gradevole quella che ci si presentò davanti.

La cornice era per terra, rotta, su quei gradini dove cinquant’anni prima morirono Eulalia (ritratta nel quadro) e Giuseppe, amante di Alma (che nel frattempo era morta). La foto, ai piedi della scala, era completamente annerita: non c’era più traccia dei miei bisnonni.

Salendo al piano superiore la cosa si fece ancora più raccapricciante. La camera dove di solito alloggiavamo, quella che l’ultima volta non si fece in tempo a riaprire, era rimasta intatta, con i miei giochi ancora riposti nell’armadio; ma l’altra stanza, quella che usava l’Almanon si apriva.

Era completamente bloccata, ci provammo con le chiavi, girando la maniglia… di tutto, ma la porta non si mosse di un millimetro.

Si poteva pensare che fosse un caso, una combinazione: l’edificio è antico e l’umidità può giocare brutti scherzi. Ma non è finita: salendo le scale per andare al secondo piano, ecco un altro bloccoLa camera di Eulalia rimaneva inviolabile come quella dell’Alma. E conteneva più «ricchezze», più oggetti preziosi di famiglia, era di fatto una cassaforte blindata.

Nuovamente i Baldovin scapparono da lì.

Quest’anno, dopo una frana avvenuta esattamente sotto la casa, il bosco che c’era attorno è stato completamente sradicato, e per la prima volta dopo quattordici anni siamo riusciti a vedere il retro. Tutto era serrato: la porta principale, la porta secondaria dal lato della strada – da dove si entrava di solito – e tutte le finestre, eccetto una, la finestra della camera di Eulalia che era aperta a metà, esattamente a novanta gradi. E lei mi guardava.

Scrivi un commento su questo articolo

1 commento pubblicato

...

Ivana

15 novembre 2017 at 18:51

Fantastico, sei riuscita a mettere i brividi anche a me

Che Blog!

Illustrazione di: www.miathletic.com Quando ti chiedono da piccolo “qual’è il tuo sogno nel cassetto?” le risposte sono tante: la principessa, l’astronauta , il veterinario, il calciatore… . Ci ...

Le Nostre rubriche

Eulalia, Alma e i fantasmi. Misteri della casa di Lozzo

di ADA BALDOVIN

Sostienici

Vuoi fare l'egoista?

Scopri come...

Associati

Diventa un B.Livers

Scopri come...

Appuntamenti del mese

<< Nov 2017 >>
lunmarmergiovensabdom
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 1 2 3

Eventi in programma oggi