Quando il mitico Bruce fa bene Le sue canzoni per chi soffre

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Di Denise Corbetta

Il Boss non ci fa pensare soltanto a canzoni indimenticabili, ma è anche passione, amore ed è il No Surrender Dream Team. Il NSDT è un programma legato alla musica pensato per i genitori e creato dall’associazione Oscar’s Angels che attraverso i suoi volontari specializzati aiuta e sostiene le famiglie di bambini e ragazzi affetti da tumore, da malattie neurologiche gravi o in cure palliative durante i ricoveri in ospedale.

È molto importante l’uso della musica perché una canzone ci tocca nel profondo, riesce a farci sorridere quando siamo tristi. La musica, per chi è ricoverato, è un legame con il mondo esterno. Riesce a trasmettere emozioni. Come dice Anita Granero, dell’associazione: «La musica è vita e, sopratutto nel caso delle famiglie di cui ci occupiamo con bambini o ragazzi affetti da patologie molto gravi, è importante che la “vita” sia sempre presente al loro fi anco».

Il NSDT è stato concepito dai fan di Bruce Springsteen, ma poi il progetto è stato presto aperto a tutti gli artisti, in modo da permettere alle famiglie di assistere a qualsiasi concerto desiderino. In particolare il NSDT è legato ai Glory Days che si tengono ogni anno a fi ne settembre a Rimini, un festival nato nel 1999 per celebrare il compleanno di Bruce Springsteen, ma poi diventato molto di più. Attualmente è alla sua diciottesima edizione. La collaborazione fra Glory Days e Oscar’s Angels è nata dall’amore per Springsteen degli organizzatori e dei volontari, ma all’interno della manifestazione, che dura una settimana, non c’è solo musica del Boss, ma anche artisti di ogni genere e di ogni generazione. Si vive in un’atmosfera di gioia e voglia di divertirsi.È la possibilità per le famiglie di dimenticare un po’ la malattia e i problemi di tutti i giorni. Anita e Lorenzo Semprini (leader dei «Miami & the Groovers»), organizzatori dei Glory Days, si sono conosciuti grazie alla passione in comune per la musica ed in particolare per il Boss. Lorenzo ha deciso di collaborare con Anita perché: «Nella vita quando fai qualcosa che ti piace e che fa stare bene anche gli altri hai raggiunto sicuramente un obiettivo.

Finché ci sarà qualcuno che vorrà ascoltare certe storie, cantare canzoni e pensare, io ci sarò. I Glory Days sono un collante di anime, un generatore di amicizie. La musica serve a quello, ad unire, e quei giorni di settembre servono a rafforzare questo valore». Lorenzo ha un progetto: organizzare un evento a favore del No Surrender Dream Team in memoria di sua madre Loretta. Chiedendo ad Anita che cosa vorrebbe per il futuro dice: «Sensibilizzare la gente e le istituzioni sull’importanza della presenza quotidiana della musica in tutti gli ospedali e creare dei programmi specifi ci per il suo uso come terapia e come svago per alleviare le sofferenze dei pazienti e delle famiglie e per permettere loro di affrontare meglio le diffi coltà della vita in ospedale». Io sono stata ai Glory Days per due anni. La prima volta non sapevo che cosa aspettarmi, la seconda sono tornata perché lì avevo conosciuto una grande famiglia con cui mi ero divertita così tanto che non avrei potuto non rivedere tutti l’anno seguente. È proprio vero che la musica unisce. È una medicina per l’anima!

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