L’IMPORTANZA DI UNA SCELTA

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Di Alessandro Mangogna

 

«Stasera pizza?», «Volentieri! Cerchiamo al volo qualcosa di nuovo su TripAdvisor». A chi non è mai capitato di iniziare a programmare così una serata con amici?

Niente di male, se non che, una volta aperta la fatidica App sul proprio smartphone, ci si ritrova qualcosa come 1500 pizzerie nelle vicinanze, le cui specialità variano da una «classica» pizza kebab, alla gourmet con impasto in carbone vegetale e cornicione ripieno di ricotta vaccina di Agrigento. La naturale conseguenza di tutto ciò è che, a testa china sullo schermo, si iniziano compulsivamente a sondare tutte le possibilità e cercare il compromesso che vada bene a tutti, con il pericolo che, prima di arrivare a questo ambito traguardo, le pizzerie chiudano battenti. Lo stesso vale per la scelta di un film da vedere su Netflix, il posto dove andare per il weekend e così via. Con i nuovi mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione siamo costantemente bombardati da una miriade di input esterni, che se da un lato hanno aumentato notevolmente lo spettro delle possibilità, dall’altro ci disorientano.

Nulla di così tragico se pensiamo alla pizza, ma il problema sorge nel momento in cui il senso di smarrimento si prova in altri ambiti della propria vita, ad esempio una volta finiti gli studi: «Bene, ho due pezzi di carta in mano e ora?». Mandi curricula qua e là, scarichi LinkedIn e in un attimo ti ritrovi sommerso da centinaia di scenari possibili (quasi tutti stage) che non necessariamente sono congrui al tuo percorso di studi. Fai i colloqui, poi il contratto a tempo determinato, e dopo qualche mese sei punto a capo, ancora ad arrovellarti sul tuo futuro lavorativo incerto.

Anche a livello relazionale oggi è tutto più immediato, ma allo stesso tempo più confusionale e destabilizzante. Una storia d’amore finisce: «Dai ora mi scarico Tinder, voglio conoscere qualcuno di nuovo!». Inizia quindi la ricerca del match perfetto tra le centinaia di persone che nel raggio di qualche chilometro sono iscritte alla stessa dating app, terreno fertile per storie che possono durare anche un battito di ciglia e poi via col prossimo match. Non a caso questa nuova modalità di conoscere potenziali partner ha aumentato la frequenza del cosiddetto fenomeno del «ghosting», in cui una delle due parti sparisce di punto in bianco senza dare alcuna spiegazione.

Questo non vuole essere un pezzo di accusa nei confronti delle nuove tecnologie, ma piuttosto una riflessione, un momento per chiedere a noi stessi se stiamo sfruttando tutte queste nuove opportunità in un modo sano. La voracità di esperienze sempre diverse e la tendenza del «le provo tutte», minano l’importanza delle scelte che ogni giorno facciamo: quelle scelte fondamentali, che ci definiscono e che meritano di essere nobilitate. Scegliere il proprio lavoro o il proprio partner non è cosa da un click e la velocità della nostra società non ci dà il diritto di essere irrispettosi nei confronti del prossimo, perché tanto ce n’è un altro, o nei confronti di noi stessi quando scegliamo superficialmente qualcosa che può avere un grande impatto sul nostro futuro.

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