Lettera al Presidente Sergio Mattarella | Il Bullone

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Di Eleonora Prinelli

Caro Presidente Sergio Mattarella,

Venerdì 15 marzo sono scesa in piazza a manifestare per il mio futuro. Insieme ad altri 100mila ragazzi milanesi, abbiamo scioperato contro il cambiamento climatico e lo sfruttamento del nostro Pianeta. L’Italia ha contato ben 208 cortei e un milione di manifestanti senza bandiere, a difesa della Terra. Le piazze di altri 122 Paesi in tutto il mondo si sono riempite, ispirate dall’iniziativa di Greta Thunberg. L’hanno chiamato «il ’68 ambientale».

Durante la commemorazione delle vittime della tempesta Vaia, nel bellunese, lo ha detto anche Lei: non c’è più tempo, le istituzioni devono agire subito e a livello globale.

Non possiamo più giustificarci attribuendo al caso la straordinarietà di un evento climatico che distrugge ecosistemi, territori e vite umane. L’Assemblea Onu per l’ambiente ha lanciato l’allarme. L’inquinamento uccide nove milioni di persone ogni anno tra acque contaminate, aria insalubre e terreni distrutti dall’agricoltura industriale. 

Abbiamo solo 12 anni di tempo per salvare il Pianeta e con esso le sorti dell’Umanità. Quel venerdì insieme a me, in mezzo alla folla, marciavano una ventina di altri ragazzi della Fondazione di cui faccio parte, con cartelli scritti a mano e visi sorridenti. Nessuna differenza da tutti gli altri, solo una piccola rappresentanza. In mano l’ultimo numero del giornale che scriviamo ogni mese, Il Bullone, con un bellissimo albero in copertina.

Noi siamo i B.Livers e vogliamo costruire un mondo migliore.

Lo so,siamo ambiziosi. Ma ci crediamo, perché andiamo avanti anche se la vita ci ha tolto qualcosa. Ognuno di noi si è imbattuto nella malattia lungo la propria strada: c’è chi si è ammalato di tumore a 13 anni, chi convive con l’HIV dalla nascita, chi soffre di disturbi alimentari e chi ha una malattia cronica alla quale ci ha quasi fatto l’abitudine. Siamo tante cose diverse, ma insieme andiamo oltre alla malattia e diamo un senso al nostro agire.

Indaghiamo, ci incuriosiamo, scriviamo, impariamo dai professionisti e lavoriamo per fare la differenza, contro l’indifferenza. Sappiamo bene che l’inquinamento uccide. I tumori possono avere varie origini ed è ormai innegabile quella ambientale. Proprio oggi è morta l’ennesima bimba di Taranto a causa dei veleni industriali che circolano in città.

Signor Presidente, come si può dare voce a chi non è rappresentato da nessuno? Cosa possiamo fare noi per cambiare la situazione, per svegliare le coscienze e spingere le istituzioni ad agire?

Saremmo onorati se potessimo incontrarla e capire insieme quale strada prendere per cambiare davvero il mondo. O almeno per cambiare noi stessi e coloro che ci circondano. Per fare pian piano una rivoluzione verde, a sostegno del Pianeta e dell’Umanità.

Noi B.Livers ci siamo. Grazie di cuore, Eleonora Prinelli & i B.Livers

Ps. Caro Presidente, sarebbe una grande emozione per noi tutti poter ricevere una risposta a questa nostra lettera.

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