LA STORIA DI FEDERICA

by

Di Federica Mauri

Tutto ha inizio nel febbraio 2014 dopo una normale visita dal dentista per mettere l’apparecchio. Il dottore si accorge di un rigonfiamento anomalo nel lato destro del palato e mi consiglia di andare immediatamente all’ospedale civile di Brescia per un controllo dall’otorinolaringoiatra. La mattina seguente al Civile mi fecero subito l’ago aspirato, e l’ansia cominciò a salire, più ai miei genitori, perché io ero ancora troppo incosciente per capire che cosa mi stava succedendo. Dopo qualche giorno arrivarono gli esiti, i quali dicevano che era una ciste e che con un banale intervento (in anestesia locale), sarebbe stata rimossa. L’intervento durò due ore e la parte rimossa venne mandata ad analizzare per la biopsia. Dovemmo attendere un mese per i risultati, ma il fatto che la ferita non si rimarginava preoccupò mia mamma che mi mise al corrente del fatto che forse poteva essere qualcosa di più e con conseguenze un po’ più gravi. Passò il mese e mia mamma già al corrente dei risultati prenotò una visita a Milano all’Istituto dei Tumori, tutto a mia insaputa. Mi mise al corrente del fatto che ero malata qualche giorno prima di andare alla visita. Dovevo essere operata. Fissarono l’intervento per il 20 maggio quando, ancora quindicenne, non ero affatto preoccupata del dopo, ma mi traumatizzava la possibilità di un non risveglio dall’anestesia. Entrai in ospedale il 19 maggio e la sera il dottore mi spiegò in che cosa consisteva l’operazione con tutte le conseguenze e da lì cominciai a rendermi conto e a preoccuparmi seriamente. Insistevo per non fare la chemioterapia per paura di perdere i capelli. Per fortuna non mi è servita! In tutta questa storia negativa ho conosciuto Eleonora da molto tempo in guerra contro la malattia. Era in camera con me e mi dava una forza e una tranquillità incredibili insegnandomi a sorridere sempre. Da lì siamo diventate amiche per la pelle. Alle visite eravamo sempre insieme. Mi demoralizzava il dover mangiare con il sondino e non poter uscire come tutte le quindicenni. La mia permanenza in ospedale durò una settimana, e no ad agosto non potei mangiare quello che mi piaceva. Volli togliere il sondino per vedere la finale di rugby con la squadra del mio paese a Calvisano. Tutto stava andando per il meglio no a novembre quando, dopo la risonanza di controllo risultò una macchia, con conseguente nuovo intervento: un brutto colpo, mi buttai a terra. Ero depressa, non volevo più uscire, fare nulla. Ero sola. L’unico che mi è sempre stato vicino, oltre alla mia famiglia, è stato Alessio. Come stimolo a non mollare e a vedere le cose in modo positivo i miei mi promisero che per festeggiare il mio diciottesimo saremmo andati a New York. Finalmente i 18 stavano per arrivare e in giugno siamo partiti per l’America! Le mete previste erano: New York, Washington, Philadelphia, cascate del Niagara e Toronto: tutti posti stupendi! Toronto mi ha colpita particolarmente, città nuova e moderna: sembrava di essere in uno di quei lm americani. Un’altra cosa affascinante è stata la visita alle cascate del Niagara con il battello: sono rimasta a bocca aperta! Un’attrazione naturale incredibile, in un luogo incontaminato. Non potevamo passare da Philadelphia senza immedesimarci in Rocky. Quindi fare le scale di corsa come nel suo miglior lm. Gli spostamenti in pullman erano pesantissimi, però una volta arrivati a Washington ne è valsa la pena. Eravamo in prossimità del 4 luglio e la città era già nel vivo della festa. Per quella data però, ci siamo trasferiti a New York per non perderci i fuochi a Battery Park. Emozionante salire sull’Empire all’ora del tramonto e vedere la città che piano piano si illuminava. Dalla camera del 22° piano si vedeva Time Square con i suoi mega cartelloni pubblicitari che rendevano la notte di nuovo giorno! Gli ultimi tre giorni nella «grande mela» sono stati dedicati allo shopping: divertimento totale. Non volevo tornare, ma con il rientro in Italia si è chiuso anche questo brutto capitolo della mia vita. Ne esco più forte di prima e tutto quello che verrà lo affronterò con il sorriso sulle labbra.

You may also like

Leave a Comment

Your email address will not be published.