La depressione, una brutta bestia

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Di Giada De Marchi

Mi ritengo una persona solare ed estroversa, mi piace scambiare idee con gli altri e punto molto sulla simpatia. Mi piace far ridere, per me la risata è terapeutica: in quei pochi momenti, mentre rido, riesco a dimenticare tutti i pensieri fi n troppo rumorosi (che io chiamo «il traffi co») del mio cervello. Quindi pensare che per un attimo ho stoppato «il traffi co» di qualcuno, mi rallegra. Devo dire che il mio più che traffi co è un vero e proprio incidente! E purtroppo il mio incidente si chiama Depressione e dirige gran parte della mia sfera emotiva da fi n troppo tempo. Tutto prese forma quando feci il primo anno delle elementari: da subito capii di non essere come le altre bambine. «Perché io ho la pancia grossa e loro no?», ripetevo a mia mamma.

In realtà non ero grassa, ma grossa, come mi disse la mia primissima pediatra, insomma mi sviluppavo alla velocità della luce, tanto che a 9 anni ebbi il mio primo ciclo. Comunque sia, fi no dal primo giorno arrivarono gli insulti, insulti che mi risuonano ancora oggi nel cervello ad ogni cosa che faccio.

Non è facile descrivere che cosa si prova in quei momenti. Ti senti perennemente vuota, ma non come se ti mancasse qualcosa, è proprio una parte di te che sai che nulla potrà mai colmare. Le persone non capiscono, tutti dicono che devo reagire, essere positiva… E questo è vero, bisogna sempre reagire, ma come faccio a reagire a qualcosa che comanda anche la mia forza di volontà? Ho perso molto nella mia vita a causa di questo meccanismo marcio, e molto di quello che ho perso non lo potrò più avere. Vado aventi cercando la felicità nelle piccole cose, nei gesti, nelle persone, nelle loro storie e provando a migliorarmi ogni giorno di più, anche se è quasi impossibile, è come lottare contro se stessi, sembra un fi lm di Jim Carrey. La depressione ti porta via un sacco di cose, è come quel vicino sgradevole che sai che puntualmente verrà a chiederti delle uova o un po’ di zucchero, solo per farsi i cavoli tuoi o per rovinarti la giornata.

In molti mi chiedono come mai mi tingo i capelli (ora sono blu) e tutti pensano che sia per qualche moda stramba, o che semplicemente forse ho preso una botta fortissima da piccola. La verità è che in questo modo, quando quello che vedo intorno è solo grigio, mi ricordo che il colore esiste sempre.

Immagine in evidenza di Giada De Marchi

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