«Innovazione e umanità mischiando +LAB & B.LIVE»

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Di Oriana Gullone

Arianna, 5 anni, occhioni verdi giganti e una felpa gialla bellissima. Con un paio di altri nani stiamo cercando di scoprire a cosa servono quegli strani aggeggi sul tavolo. Mentre parliamo delle statue che stanno sull’altro tavolo, Arianna afferma: «Secondo me le statue che hanno qualcosa di rotto sono più belle perché si vede che è passato il tempo». Ammutolisco, le chiedo un sacco di cose, le presento la prof Levi, che la abbraccia, e le regalo una delle mie spillette del PiùLab stampate in 3D. Arianna da grande vuole fare la «scienziata pazza» e invierà al PiùLab «tutte le cose che si inventa». A 5 anni, è più grande di me, e di tanti «grandi» che credono di poterle insegnare qualcosa. Chi sono i makers? Il sito ufficiale della Maker Faire risponde: «Artigiani 2.0 che stupiscono con la forza delle proprie idee e creano prodotti per avvicinare la società a un futuro più semplice e divertente. Il loro motto è “fai da te”, ma soprattutto “facciamo insieme”. Sono una comunità presente in oltre 100 Paesi, condividono informazioni e conoscenze sia sul web che in veri luoghi fisici, i Fab Lab. Usano frese e stampanti 3D, ma anche software e hardware scaricabili gratuitamente dal web. I makers oggi sono un movimento culturale dalle enormi potenzialità di sviluppo sociale ed economico, grazie alla loro capacità di esplorare nuove strade o semplicemente di percorrere in modo “nuovo” quelle esistenti». B.LIVE e PiùLab, il laboratorio di stampa 3D del Politecnico di Milano guidato dalla professoressa Marinella Levi, affrontano insieme quello che per i primi è un battesimo, per i secondi una tradizione che si rinnova ogni volta dalla prima Maker Faire di cinque anni fa. La squadra si compone di circa 30 elementi. Il progetto si chiama B.EAUTYlities, e unisce l’aspetto simbolico a quello utile. La bellezza delle cose utili e l’utilità delle cose belle.

Sul tavolo le prime stampe 3D di Cicatrici (progetto che traspone le cicatrici di B.Livers e PiùLabbers sulle eterne bellezze della Venere di Milo e del David di Michelangelo) e degli Oggetti Utili nati da Noi Non Ci Fermiamo, co-creati da pazienti con patologie reumatiche (progetto in replica con B.LIVE, che inizia in queste settimane la realizzazione concreta delle nuove idee). Girando per la fiera da visitatori si può usare una vera spada laser, bere da borracce a forma di libro, assistere al concerto di una robot-band. Da makers il tempo è scandito soprattutto dagli incontri, quelli stabiliti dal programma: i Talk, micro-conferenze di presentazione, e i Workshop, laboratori dove i visitatori diventano makers, e i tanti che avvengono allo stand. La Squadra B.EAUTYlities è al suo debutto. Per la prima volta ci si trova insieme in un evento che necessita della partecipazione attiva di tutti. Timidi, esuberanti, silenziosi, chiacchieroni, ironici, seriosi. Tutti sono messi alla prova, e trovano lo spazio e il momento di mettersi al centro della scena per raccontare il progetto dal proprio punto di vista, durante conferenza e workshop, o a tu per tu con i singoli visitatori. Così la parola chiave del Talk diventa «figata», piccoli ingegneri riempiono di domande grandi ingegneri, papà trascinati alla fiera dai figli si scoprono promettenti makers, «litofania» diventa una parola familiare a tutti quelli che regalano una moneta per averne una in cambio. L’incontro vero è quello tra i 30 cuori che battono al ritmo dello stesso entusiasmo. E che faranno (già stanno facendo) qualcosa di grande.

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