INCONTRO CON IL TE BAMBINO

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Ciao a tutti cari amici del CHE BLOG ! oggi mi sento di provocarvi con questa domanda difficile: “Cosa faresti se avessi la possibilità di incontrare il TE bambino? “

Vi pongo questo quesito perché qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi in qualcosa che forse vi sembrerà banale: un peluche a forma di cane.

Un semplice pupazzetto, grande poco più del palmo di una mano: una testa grande, un corpo minuto e quattro zampe enormi che penzolano ai lati.

Il pupazzetto in questione mi è stato dato in un’occasione un po’ particolare: ero in ospedale a fare un day hospital per una visita di controllo, avrò avuto forse sei anni.

Dovevano farmi l’ennesimo prelievo e io non volevo, avevo paura, mi faceva male! Allora mi dimenavo, urlavo, piangevo, c’erano due o tre infermiere che insieme a mia madre tentavano di tenermi ferma e di prendermi la vena ma non ci riuscivano. Alla fine, dopo molti tentativi fallimentari, presero la decisione di farmi il prelievo dalla mano. 

Mi rassegnai, e con le lacrime (quelle di una bambina) che mi rigavano ancora la faccia, tesi la manina. Un male !

Il tutto passò naturalmente in pochi secondi, ma nella mia testa quella era l’ennesima tortura.

Finito il prelievo ero di nuovo sdraiata nel mio lettino, col broncio e con ancora qualche lacrimuccia che faceva capolino. Mia mamma – santa donna – era lì che mi rassicurava.

Ad un certo punto l’infermiera che poco prima mi aveva preso la vena entra di nuovo nella stanzetta. Mi aveva chiaramente presa a ben volere, infatti mi fece vedere da lontano due piccoli peluche: un cagnolino e una foca e mi chiese quale dei due mi piaceva di più. Come avrete capito scelsi il cagnolino.

Dopodiché chiese a mia madre se poteva portarmi a fare un giro. Scesi dal lettino con pupazzetto in mano e iniziammo a fare un giro per tutto il reparto. Ad un certo punto lei mi offrì una merendina ai distributori automatici e ricordo con esattezza, non la merendina che mi presi, ma quella che presi per il mio medico. Lo snack in questione si chiamava Zuccotto e ricordava tantissimo il nome del medico che mi seguiva, allora le chiesi di prenderla per portargliela. 

Quando il dottore mi vide entrare nel suo ufficio con quella merendina in mano mi sorrise, ricordo ancora quel sorriso.

Forse miei cari lettori penserete che questa sia una storiella banale, e forse lo è davvero, ma non per me. Quel pupazzetto a forma di cane mi ha tirato fuori il mondo quando l’ho rivisto. Un mondo che tendo a dimenticare, come è giusto che sia perché ora sono cresciuta (anche se non più di tanto).

Se avessi l’occasione di tornare indietro nel tempo e di incontrarmi da piccola non so cosa mi direi, forse di non fare cavolate da grande – ma quello è scontato – , cercherei di rassicurarmi, come cercava di fare mia madre, mi direi che quel brutto prelievo dura solo qualche secondo e che dopo me ne dimenticherò. Mi direi di non aver paura, di essere forte. 

Mi direi: «Oh piccola Ada, alle medie fregatene di quello che ti dicono gli altri, tu sei una figa! Vai per la tua strada e non dubitare mai di te stessa ! I brufoli spariranno e i capelli… beh quelli saranno sempre un casino, ma saranno ribelli come te ! »

Mi direi: « Quando avrai diciotto anni, alla tua festa di compleanno evita di tornare col tuo ex ! »

Mi abbraccerei forte, cercherei ti portar via tutta la paura. Mi direi: «Sei brava, sei grande !» e mi darei una sberla sulla nuca per svegliarmi dalla timidezza. E mi direi: «So che la vita è dura, ma alla fine sarai una ragazza forte che non avrà più paura di niente». Mi direi che un giorno quei brutti prelievi diventeranno una passeggiata, tanto che quasi sarai capace di farteli da sola, ma non lo farai perché ti farà impressione ! 

Mi direi «Lasciati coccolare dalla mamma, non fare l’orgogliosa che non vuoi gli abbracci».

É strano come una piccola cosa possa riportare a galla così tanti ricordi. Sono certa di non essere l’unica a cui sia capitata un’esperienza simile, quindi vi chiedo se avete voglia di condividere con un commento qui sotto la vostra storia e cosa direste al voi bambino se ce ne fosse la possibilità.

Un bacio grande a tutti gli amici del CHE BLOG !

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2 Comments
  1. Daniela 1 settimana ago
    Reply

    Ciao,Ada, rispondo volentieri a questa tua domanda perche’ l’ho trovata molto interessante, e aiuta a riflettere.
    Se io avessi modo di parlare con me bambina, mi direi di essere meno superficiale;meno introversa e di usare meglio il tempo con le persone a cui voglio piu’ bene.
    Pensando a.come ero da bambina , mi ricordo che non mi piaceva tanto stare in mezzo alla gente, preferivo stare in casa e giocare spesso e volentieri da sola, avevo quelle 2/3 amichette con cui stavo bene e mi bastavano…quindi se potessi parlarmi, mi direi di cercare di vedere piu’ gente, perche’ non e’ detto che gli altri provino i tuoi stessi sentimenti, e cosi eviti di rimanerci male se non vieni contraccambiata.
    Mi direi di uscire di piu’ perche’ alimenti la tua curiosita’ ed eviti di essere considerata superficiale.
    Mi direi di passare piu’ tempo con i miei genitori perche’ ho appena perso il mio adorato papa’ e mi rendo conto che da ragazzina pensavo piu’ a divertirmi e ho pochissimi ricordi di quei tempi ,con lui.
    E soprattutto mi direi di rispettarmi e di credere di piu’ in me stessa perche’ troppe volte sono stata quella che gli altri si aspettavano che io fossi e, non quella che io ero.
    La vita e’ una sola ,viviamocela ogni secondo..anche sbagliando, ma pur sempre con la nostra testa ed il nostro cuore , perche,’ siamo ,”pezzi unici”
    Buone cose.

  2. Ada_Il Bullone 1 settimana ago
    Reply

    Ciao Daniela, un enorme grazie per aver condiviso nel blog questo meraviglioso ipotetico incontro con la TE bambina. Hai ragione a dire che tutti noi siamo «pezzi unici», tutti abbiamo una storia alle spalle che vale la pena di ascoltare, grazie di cuore ancora per averci fatto entrare nella tua ! Meravigliosa!

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