IN TRENO CON UN NOBEL “CHE LEZIONE DI ALTRUISMO”

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Di Alice Nebbia

Sono passati pochi giorni dal viaggio con il Premio Nobel Yunus e spero che i miei ricordi di questa esperienza unica, possano durare ancora per molto. L’opportunità di trascorrere un po’ di tempo e di confrontarmi con una personalità simile è un privilegio che davvero pochi ragazzi hanno avuto la fortuna di vivere. La giornata è iniziata alle 10 partendo da Milano con il treno «Frecciarossa» e arrivando a Napoli alle 14. La mattina è trascorsa velocemente anche grazie alla possibilità di scambio di opinioni con gli altri che hanno preso parte a questo viaggio. Tutti noi eravamo agitati ed emozionati nel sapere che ci saremmo incontrati con Yunus, ma la sua cordialità e solarità sono state tali da metterci subito tutti a nostro agio. Durante il tragitto ci siamo divisi in piccoli gruppi che avevano a disposizione 20 minuti da trascorrere con lui: ognuno di noi ha cercato di studiare al meglio come sfruttare questo tempo prezioso. Ci siamo messi subito all’opera, attrezzandoci con tablet e cellulari al fine di ottimizzare il tempo a disposizione e pianificare gli argomenti da toccare. Quando siamo stati chiamati, sui nostri volti si leggeva chiaramente l’emozione. Ci siamo presentati, e il sorriso cordiale e spontaneo di Yunus ha subito smorzato ogni nostra paura. Le domande si sono susseguite abbastanza in fretta, cercando di essere più concisi possibile e sottoponendogli le questioni che ritenevamo più importanti. La paura del fallimento per un imprenditore sociale, la realtà italiana, il social business sono stati gli argomenti che abbiamo affrontato, sempre temendo che il tempo non ci sarebbe bastato per esaurire le nostre domande. Le risposte di Yunus sono state chiare, concise e dirette. Nessuno spazio all’immaginazione o alla fantasia. La sua concretezza e la sua spontaneità sono state percepite da noi come un tratto dominante del suo carattere. Prima di congedarci (tra selfie e autografi a cui non abbiamo saputo rinunciare), abbiamo pensato di rivolgergli una domanda che senza ombra di dubbio molti giovani si saranno posti, quella cioè relativa al nostro futuro.

Terminata l’intervista, con i ragazzi del gruppo abbiamo avuto modo di pensare al tempo trascorso con lui e alle sue risposte. Spesso è molto difficile tradurre in azioni concrete le parole e i suggerimenti di una personalità importante come un premio Nobel. Ma quello su cui abbiamo voluto riflettere è l’importanza di lavorare per la realizzazione delle proprie idee, dei propri obiettivi. Ognuno ha il dovere di perseguire i propri sogni, di crederci, noi per primi. 

Tra pensieri, appunti cartacei e bozze, il nostro viaggio si è concluso a Napoli intorno alle 14. Lo spazio per un aperitivo e per una foto di gruppo con Yunus è stato l’ultimo atto di questa giornata che ci ha portato ad attraversare l’Italia da Nord a Sud, da Milano a Napoli. Tanti ricordi e tanti pensieri restano nella mia mente. Per un viaggio che davvero resterà unico e irripetibile.

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