GIOVANI LAVORO E UNIVERSITA’

GIOVANI LAVORO E UNIVERSITA’

di ADA BALDOVIN

Immagine di: www.corriereuniv.it

“Sono uno studente semplice… lavoro per pagarmi l’università per trovarmi un lavoro…” cit.

L’ambiente universitario è profondamente mutato negli ultimi decenni, passando dall’élite alle masse.

Oggi praticamente chiunque può iniziare un percorso universitario. Questo fa si (specialmente nell’istruzione pubblica) che vi siano sempre più studenti con maggiori problematiche.

Molti studenti non provengono più solo dai licei, ma anche dagli istituti tecnici o in alcuni casi anche dai professionali e questo fa si che spesso non abbiano una preparazione accademica sufficiente per affrontare al meglio uno studio più approfondito.

Tanti studenti = tanti “ceti” sociali. Tra le problematiche del terzo millennio universitario si accavalla anche quest’ultima.

Cosa succede quando un ragazzo ha bisogno di un lavoro per pagarsi la retta universitaria? 

Lavoro = meno risultati accademici = meno opportunità di lavoro fuori dall’università

La soluzione a questo punto sembra lasciar perdere l’università e dedicarsi esclusivamente ad un lavoro poco retribuito..?

Ma allo stesso tempo v’è un’altro dilemma che affligge sempre più studenti: il fatto che anche l’esperienza lavorativa conta!

Quindi se ti dedichi interamente allo studio non avrai mai la possibilità di formarti un curriculum; e quello che ti sentirai dire dopo aver preso il tuo 110 e lode sarà “si hai dei bei voti ma non basta, chiediamo un minimo di esperienza nel settore…”

D’altro canto, se lavori hai inevitabilmente dei voti più bassi che “fanno intendere” che tu sia uno scansafatiche…

Però il datore di lavoro vuole che tu abbia un master di II livello, e che tu abbai anche già delle esperienze lavorative, ma anche che tu sia uscito con dei buoni voti!

Come fa un ventenne ai giorni d’oggi riuscire a fare tutto questo?

Lavorare per studiare, studiare per formarsi, formarsi mentre si lavora in campi specifici, lavorare durante la settimana e avere buoni voti, finire la triennale e lavorare per pagarsi i master per lavorare….??

Sembra qualcosa di impossibile.

La realtà vista da un’altra prospettiva forse però vi può sorprendere.

Ci troviamo in momento storico estremamente particolare, in cui la concorrenza in ambito lavorativo è estrema. La crisi economica ha messo moltissime attività in ginocchio e questo ha aumentato sensibilmente la meritocrazia.

I giovani forse saranno più sotto stress rispetto al passato, ciò non toglie il fatto che oggi siano più preparati ad affrontare il mondo del lavoro e delle sue sfide.

Tutto passa per il web adesso e le persone che se ne sanno occupare siamo noi ragazzi (con la dovuta preparazione), questo ci apre senz’altro le porte ad occasioni importanti e inedite !

Stesso discorso riguarda quello che vi dicevo in merito all’esperienza lavorativa durante la laurea: la possibilità di entrare prima del previsto nel mondo del lavoro ci da la possibilità di capirlo meglio ! Ci insegna a relazionarci con i colleghi e i superiori e a comunicare consapevolmente con tutte le fasce d’età.

Siamo una generazione fortunata nella sua sfortuna. Siamo nati in un mondo rotto e ora abbiamo l’opportunità e l’obbligo di ripararlo con i criteri che riteniamo più giusti.

Abbiamo una grande responsabilità e non dovremmo lasciarcela scappare !

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