Giovani e Fridays For Future | Il Bullone

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Di Ada Baldovin

Per decenni gli scienziati di tutto il mondo hanno tentato di avvertirci sui pericoli del riscaldamento globale, sul fatto che il nostro pianeta stesse mutando radicalmente e sul terribile futuro che si prospettava; ma allo stesso tempo, per decenni, la gente ha continuato a vivere esattamente alla stessa maniera. Ci è voluta una quindicenne svedese, seduta davanti al Parlamento del suo Paese, per smuovere le coscienze di milioni di ignavi (me compresa). È l’indifferenza ad uccidere il mondo. L’indifferenza è la sterilità dell’anima da cui nasce il cinismo che contraddistingue tutti coloro che per stanchezza o pigrizia, preferiscono smettere di credere in un mondo migliore, anziché alzare un dito per dire «io ci sono».

Quanti alibi si possono trovare per non fare le cose: non mi interessa, l’ho già fatto ieri, sono stanco, ora ho da fare, ma tanto lo fanno tutti, ma tanto la pensano tutti così, tanto non cambia mai niente… Dal momento in cui apriamo gli occhi la mattina a quando li richiudiamo la sera, senza rendercene conto, riempiamo la giornata di azioni che la alterano definitivamente rispetto agli infiniti scenari che si sarebbero potuti verificare. Non sarà certo la mia scelta di buttare la plastica nel suo contenitore che salverà il Polo, ma come me forse, nello stesso momento, anche milioni di persone là fuori stanno facendo lo stesso piccolo gesto che farà reclinare una o due o duecento tonnellate di plastica che non verranno smaltite in un inceneritore. Come me, magari, altrettante persone spengono la luce quando escono da una camera per risparmiare energia.

Ph: Davide Papagni – B.Livers al corteo di Fridays For Future

Come me, venerdì 15 marzo, c’erano altre migliaia di ragazzi in piazza Duomo a Milano per i Fridays For Future.

L’intera redazione de Il Bullone, il venerdì ha scelto di fare sciopero e scendere in piazza.

Tutti noi colleghi, qualche volontario e diversi ragazzi, con i cartelli alzati al cielo ad urlare gli slogan che passavano per il corteo.

L’impatto che ha avuto per noi questa azione (di poche ore) è stato enorme. 

In piazza c’erano persone di tutte le età che manifestavano per una necessità comune: la vita.

Ph: Davide Papagni – B.Livers al corteo di Fridays For Future

Perché è di questo che si parla, la Vita su questo pianeta che, giorno dopo giorno, sente il crine che regge la spada di Damocle,assottigliarsi sempre di più.

Come fondazione, ma soprattutto come giornale, ci siamo sentiti in dovere di partecipare alla manifestazione, non solo perché il tema della sostenibilità ci sta da sempre molto a cuore, ma anche perché crediamo nel potere della stampa, in particolar modo se i cronisti stessi sono dei ragazzi.

Il mondo da cui abbiamo sempre preso senza chiedere, ora ha bisogno di noi, di tutto l’aiuto che riusciamo a dargli.

Vent’anni fa gli scienziati dicevano ai nostri genitori che i loro nipoti sarebbero nati in un mondo invivibile e nessuno ha dato loro retta. Oggi gli stessi scienziati fanno a noi lo stesso appello, avvertendoci del fatto che i nostri figli nasceranno in un mondo invivibile, ma questa volta la nostra voce si sentirà.

A noi giovani nati in un mondo cinico e individualista, è stato dato un compito arduo da portare a termine: spezzare in circolo vizioso che ha portato questo pianeta verso il baratro. Abbiamo il compito di informarci e di informare, di educare (anche gli adulti) all’inclusione, abbiamo il dovere di vivere in maniera più sostenibile per noi e per tutti – che non significa essere per forza vegani, ma avere delle abitudini all’uso e al consumo, etiche evitando sprechi inutili –, abbiamo il compito di cambiare il mondo e il dovere di alzare la voce, perché nessuno lo farà al posto nostro, ed è per questo che in massa il venerdì per noi esiste solo un hashtag: #NoPlanetB

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