FONTANAFREDDA. TRA LE VIGNE DELL’AMORE DEL RE SABAUDO

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Di Melissa Bossi

A metà ottobre un folto gruppo di B.Livers ed io, durante una divertente gita piemontese, siamo andati a visitare l’azienda vinicola Fontanafredda, dove ci ha accolto Monica, una gentilissima signora che si è impegnata a spiegarci ogni dettaglio, facendo un «leggero» passo indietro nella storia fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel cuore più profondo delle Langhe sorge la tenuta, un tempo proprietà di re Vittorio Emanuele II, che la regalò a Rosa Vercellana (detta la Bela Rusin), una popolana di cui si era perdutamente invaghito. Una storia d’amore antica, ravvivata dalla passione di Emanuele Guerreri Conte di Mirafiore, figlio di questa unione e imprenditore moderno che decide di dedicare l’intera vita alla produzione del vino. Siamo nel 1878. Oggi Fontanafredda mantiene vivi i tratti della sua storia con attenzione particolare, con il rispetto per la terra e con la voglia di rinnovarsi e di perfezionarsi che contraddistinguono l’azienda fin dalla sua nascita. Mentre la nostra guida spiegava, a poco a poco ci spostavamo nelle varie zone della tenuta. Purtroppo, causa il maltempo dei giorni precedenti, non siamo riusciti a visitare «Il Bosco dei Pensieri», un sentiero attrezzato e articolato in dodici stazioni. Il passo successivo è stato visitare gli ambienti interni. Che dire, puro spettacolo! Le cantine ottocentesche con i soffitti a volte di mattoni che ospitano i «nobili rossi», il profumo del vino, la storia di questo magnifico posto: una miscela perfetta. Al termine abbiamo avuto l’onore e il piacere di assaggiare «BollaCiao», uno spumante dal sapore fresco e fruttato. Ci tornerei? Senza ombra di dubbio! Bellissima esperienza. Grazie B.live e grazie soprattutto a Fontanafredda.

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