FERRERO: STORIA DI UN’ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO

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Di Margherita Luciani

Impossibile non aver mai assaggiato un prodotto Ferrero, bontà amate fin da bambini, comune denominatore di generazioni e generazioni. Un marchio sinonimo di eccellenza, di massima qualità delle materie prime, ma soprattutto impronta di un uomo visionario, Michele Ferrero, grande innovatore che con i suoi prodotti ha unito mondi, persone e culture. Nutella in primis. Genio e modestia, fatti di intuizione e riservatezza. Amore incondizionato per la sua azienda. Un forte attaccamento alla sua comunità, Alba, il piccolo mondo antico, custode di valori e tradizioni, che ha conquistato la considerazione internazionale. È al signor Michele che si deve lo sviluppo dell’azienda fondata nel 1946 dal padre Pietro, pasticcere piemontese che da Dogliani si sposta ad Alba, dove apre un laboratorio e una pasticceria. Dal padre eredita la creatività e dallo zio Giovanni, in azienda dopo la morte di Pietro nel 1949, apprende l’importanza dell’organizzazione del lavoro che ne fanno un grande capitano d’industria. Sue le intuizioni che continuano a fare storia: Mon Cheri, Kinder cioccolato, Ferrero Rocher, Tic-tac, Esta-the, B-Ready e Nutella, la crema più famosa al mondo, che ha creato modificando la composizione piuttosto densa del Giandujot, ideata dal padre Pietro, trasformandola in una morbida crema spalmabile di cioccolato e nocciole, con un nuovo nome, Nutella (da Nut, nocciola). Dal 1956 la spinta innovativa porta a un grande sviluppo internazionale che oggi conta 29 stabilimenti in 5 continenti, una presenza in 170 Paesi e 40 mila dipendenti. I numeri di produzione al giorno, solo ad Alba, sono strabilianti: tra questi, 24 milioni di Ferrero Rocher, la pralina più venduta al mondo; 4 mila quintali di Nutella; 5,6 milioni di barrette Kinder; 2 milioni di B-Ready; 2,4 milioni bicchieri di Esta-the. A distinguere il mondo Ferrero, oltre alla qualità del prodotto e alla responsabilità sociale, sono l’umanità e il profondo senso appartenenza, di partecipazione e di condivisione che uniscono collaboratori e dipendenti, sia ieri che oggi. Come avvenne durante l’alluvione nel novembre del 1994, quando l’esondazione del fiume Tanaro allagò la fabbrica e gli uffici. Il suono delle sirene di allarme portò dopo poco, davanti ai cancelli, 2000 dipendenti liberi dal turno che, pale alla mano, cominciarono ad aiutare i colleghi per salvare l’azienda, permettendo alla Ferrero, con un lavoro portato avanti giorno e notte, di riprendere la produzione a distanza di soli quindici giorni dall’alluvione. Lavorare per la Ferrero è un orgoglio. Lo dimostrano i pensionati, felici di accompagnare i visitatori alla scoperta di un’azienda così straordinaria, tra aneddoti vissuti e curiosità, di cui la gratitudine e la stima nei confronti dell’esempio del signor Michele, sono l’eredità più preziosa.

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