E Gesù se fosse nato oggi…

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Di Ada Andrea Baldovin

«Vero Dio e vero uomo». Yeshua in aramaico, o Gesù nella versione italianizzata, è riconosciuto dalla religione cristiana come il Messia, figlio unigenito di Dio nato dalla Vergine Maria a Betlemme, nella regione storica della Palestina. Le vicende della sua vita come uomo e come Dio, sono riportate nei documenti biblici del Nuovo Testamento e nelle lettere di San Paolo. In questo articolo non voglio avere la presunzione di entrare nel merito della religione cristiana, non ne ho le capacità, nè tanto meno gli strumenti.

Ma voglio cercare solo di soddisfare una risposta alla domanda che più di una volta mi sono posta: «Chi sarebbe stato e che cosa avrebbe fatto Gesù se fosse nato oggi?». Nella Storia non esistono né se, né ma e forse questa potrebbe suonare come una domanda sciocca, ma in cuor mio non la penso sia così, al contrario, è forse una delle domande più difficili a cui dare una risposta.

Bisognerebbe intanto tener conto del fatto che se Gesù fosse nato ai giorni nostri, a quest’ora noi non saremmo cristiani e, a seconda del suo luogo di nascita, sarebbe stato o nuovamente ebreo, o addirittura musulmano e la sua vita sarebbe stata sicuramente più complicata. Poniamo il caso che Gesù fosse nato a Betlemme nel 1989 e che oggi avesse ventotto anni. Come diffonderebbe il messaggio di Dio Padre in un mondo principalmente musulmano?

Naturalmente deve essere un ragionamento fatto a grandi linee, la figura di Gesù è stata in assoluto la più influente nella Storia; il mondo che conosciamo oggi sarebbe totalmente diverso senza la sua figura. Non avendo però la cognizione di una realtà alternativa a questa, dovrò supporre, qualora Gesù non fosse nato duemila anni fa, che lo sviluppo tecnologico odierno non sarebbe di fatto diverso (anche se si tratta di un’eventualità fortemente improbabile).

Il mondo «occidentale» professerebbe, con ogni probabilità, la religione musulmana, ma dato che mi è impossibile al momento analizzare tutte le variabili storiche che questo panorama porterebbe con sé, terrò conto che l’ipotetica società islamica in cui ci troveremmo, potrebbe essere molto simile alla realtà che ci circonda.

Quindi, qualora Gesù fosse nato nel nostro tempo, con la stessa tecnologia a cui noi siamo abituati, come avrebbe rivoluzionato il mondo con l’avvento di una nuova religione?

Che cosa accadrebbe quindi? Con cosa diffonderebbe il suo messaggio? Lo prenderebbero per pazzo? 

Yeshua sarebbe, a mio parere, una sorta di attuale Bobby Henderson, creatore del Pastafarianesimo, religione ideata come protesta per l’insegnamento del Creazionismo in Kansas, che ha come credo, l’idea che il Tutto si stato concepito da un Prodigioso Spaghetto Gigante con polpette, che viene preso in considerazione al pari di Dio come «progettista intelligente» dell’universo. Gesù diffonderebbe le sue idee con gli attuali mezzi mediatici, in primo luogo YouTube, per testimoniare la veridicità dei miracoli.

Questo susciterebbe sicuramente l’attenzione mediatica, portando davanti a casa sua una schiera di giornalisti del sovrannaturale, e di troupe per girare documentari e dividendo l’opinione pubblica tra chi creerebbe pagine sui social media, chi farebbe di tutto per distruggere la sua reputazione etichettandolo come bugiardo e chi, semplicemente, non sarebbe interessato alla questione. Nel mondo in cui viviamo la gente è molto più pronta a cedere alla razionalità, anziché presupporre l’eventualità che qualcuno possa essere, di fatto, figlio di un’entità superiore, o addirittura di Dio. Ricordandoci che stiamo parlando di un mondo in grande percentuale dalla parte dell’Islam, non so in che modo un «uomo» come Gesù sarebbe percepito, e ancor di più, dato l’eventuale sviluppo scientifico-tecnologico, come verrebbe considerato il fatto che Maria fosse vergine durante il suo concepimento. Sicuramente lanciare un messaggio così importante non sarebbe stato facile.

Lo crocifissero allora quando era conosciuto solo in Palestina, figuriamoci oggi.

L’atteggiamento forse meno invasivo che Gesù potrebbe adottare, sarebbe quello dell’attivista.

Diventando come un odierno Nelson Mandela, o come Aung San Suu Kyi, vincendo il premio Nobel per la Pace per idee rivoluzionarie sui concetti di amore e fratellanza. Questo vorrebbe dire però rinunciare a presentarsi come unico e vero figlio di Dio, perché significherebbe scavarsi una fossa mediatica e dire addio alla reputazione, probabilmente.

Ad ogni modo sono convinta nel bene e nel male che Gesù susciterebbe molto interesse anche se nascendo oggi. 

Probabilmente non fonderebbe un nuovo culto religioso, o per lo meno non nel suo secolo.

Sarebbe visto o con ammirazione o con estremo disprezzo, diventerebbe un fenomeno da baraccone sfruttato dai media, o rimarrebbe nel più completo anonimato. Se Gesù facesse la sua comparsa qui oggi, verrebbe considerato, in ogni caso, come un semplice uomo, capace magari, un oratore, ma solo un uomo. Ben lontano da portare a riscrivere la storia nei secoli a venire. 

Se Gesù è stato davvero chi diceva di essere, il Figlio di Dio venuto sulla Terra per insegnare agli uomini di buona volontà ad amare e a perdonare, ha scelto bene il momento per farlo.

Immagine in evidenza di Fabio Sironi

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