CONVERSAZIONE SUL SESSO A DICIASSETTE ANNI

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Conversazioni sul sesso

D: femmina, 18 anni

N: maschio. 16 anni

Cos’è il sesso per voi?

N: «Può essere tante cose, dipende dalle fasi. Se sei in una relazione seria è affettività, è amore, è tante cose. Se sei libero è un’altra cosa».

D: «No, se sei libero cosa? Il sesso è una cosa seria!».

Il sesso per te è connesso all’amore o ad altre cose?

N: «Il sesso è connesso all’amore e anche ad altre cose, dalla soggettività. L’amore e l’attrazione, sono soggettivi».

Quindi per te esiste il sesso, esiste l’amore, ed esiste il sesso con l’amore? Possono essere separati ed esistono anche insieme?

N: «Sì, sì, sì».

D: «Il sesso è l’atto in sé, pero se lo fai con la persona giusta è amore».

A quanti anni la prima volta?

D: «Quest’estate, con il ragazzo con cui sto da 10 mesi. Che adesso vive in un altro Paese»

N: «Due estati fa, con la ragazza con cui stavo».

Dove avete ricevuto le prime informazioni sul sesso? C’è stata un’educazione sessuale nella vostra vita prima di fare quest’esperienza? Quando avete iniziato a parlare di sesso?

N: «Io alle elementari ho fatto alcuni incontri di educazione sessuale».

D: «Ne ho sentito parlare solo una volta alle medie… è una cosa assurda secondo me. Adesso nella scuola in cui vado, dai Salesiani, hanno fatto un incontro di educazione sessuale, però parlavano molto in generale, per dirci che alla nostra età sai già… tipo dov’è questo, dov’è quello… Secondo me è un tema troppo importante per non affrontarlo a scuola. Si dovrebbe parlare anche di temi come le malattie, le cose che puoi rischiare di trasmettere o di prendere attraverso il sesso. Se non dai informazioni anche su questi argomenti, è ovvio che poi la gente ha paura, o non sa come gestirli, affrontarli, viverli».

E tra amici e familiari?

N: «Io con mio fratello maggiore, che è il mio punto di riferimento. Poi con qualche amico e un pochino con i miei genitori che di mentalità sono abbastanza aperti».

D: «Io in famiglia no, zero proprio! Con gli amici, dopo che è successo sì, però diciamo che ci sono arrivata da sola alla prima volta».

La vostra prima cotta?

N: «Alle elementari. Mi piaceva una bambina, l’ho corteggiata per 5 anni senza successo, poi ce l’ho fatta alla fine della quinta! Intanto comunque cercavo altre ragazze. Il mio primo limone è successo in IV elementare, con una ragazza più grande, faceva le medie. Quindi, figuriamoci, per un bambino delle elementari era “Oddiooo”. È stata una sensazione strana: prima non mi piaceva poi ha iniziato a piacermi. Dopo lei è scomparsa!».

D: «In IV o V elementare c’era un bambino che mi piaceva… Poi anche alle medie, spesso dicevo: “mi piace quello, quell’altro…”. Però erano cose così, senza molto significato. In prima superiore c’era uno che mi piaceva davvero tanto. Era più grande, era un coglione, gli piacevano un po’ tutte… Pero a me piaceva davvero». 

Cosa provate quando vi piace una persona?

N: «Tantissima confusione».

D: «Ansia, di quelle che non riesci neanche a mangiare».

N: «Sì, ansia, che senti in pancia. Per la mia attuale ragazza, mi sono sentito male. Ho paura di fare qualche stronzata e di rovinare il nostro rapporto. So che anche lei si sente così… Siamo ancora un po’ giovani e ci siamo appena imbarcati nella nostra prima storia seria». 

Quello che provate oggi per i vostri ragazzi, per voi è amore? Rispetto a quello che avete provato nel passato?

N: «Questa ragazza è stata la prima alla quale ho detto “ti amo” ed è stato ricambiato. È la prima ragazza per cui ho pianto e per cui mi sono fatto male. Ogni cosa che vedo in giro mi ricorda lei. Quando siamo insieme è difficile staccarci. Una delle cose più belle di quest’estate insieme era  andare sul tetto e guardare alba e tramonto. Abbiamo le stesse passioni, un sacco di cose in comune. È difficile spiegarlo, non ho mai provato una cosa del genere».

D: «Le storie che ho vissuto prima, in seconda, terza superiore, sono durate poco. Se una cosa funziona dura a lungo. Se finisce subito capisci che c’era qualche cosa che non andava, che erano cose cosi. Con F. è stato diverso. Crescendo, vai a vedere anche la maturità di una persona, guardi i suoi pensieri. Guardi le cose su più livelli, più in grande. Io sono molto timida, ci metto un po’ per parlare con una persona. Con lui è stato tutto diverso. Riesco a essere me stessa, a raccontargli le mie cose, mi sembrava di conoscerlo fin dall’inizio. È importante sentirsi liberi di essere se stessi in una relazione». 

Avete paura?

N: «Sì, ogni tanto sì. Ho paura che finisca male, per una delle mie solite stronzate (ne combino abbastanza)…».

D: «Beh, devi usare il cervello, non puoi aspettarti che lei ti scusi sempre. Pensa prima di fare le cose, cosi non devi neanche aspettare che lei ti perdoni».

N: «Lo so, lo so.  A volte ci si mette pure l’alcool…».

Entrambi siete adesso in una relazione a distanza. Come la vivete?

N: «In qualche modo la distanza mi aiuta a stare calmo. Mi sto facendo il culo per studiare, prendere dei soldi per andare a trovarla. Ci mandiamo messaggi, chiamate, videochiamate e vocali. Stiamo al telefono tantissimo, la telefonata base dura tipo un’ora e mezza, ogni giorno». 

D: «A me invece mi sta facendo girare i coglioni. Abbiamo vissuto quasi un anno vedendoci tutti i giorni… adesso lui è partito ed è tutto diverso. Adesso che è lontano, mi sento un po’ sola. Ci sentiamo spesso, soprattutto via whatsapp».

I vostri genitori, amici hanno mai ostacolato le vostre relazioni?

N: «Sì, all’inizio alcuni mi mettevano in guardia per alcune questioni legate alla famiglia di lei. I miei amici invece mi consigliavano di non fare cavolate, di non avere una storia a distanza che poi sarebbe finita male… Ma io non ci ho potuto fare niente: il tempo passato insieme, i primi baci, le prime carezze… poi mi sono innamorato».

D: «No, io non ho mai sentito ostacoli. Ogni tanto i miei mi chiedono di lui, quando era qui veniva anche a cena, a pranzo, tranquillo».

Come avviene oggi il corteggiamento? C’è un periodo di corteggiamento o è tutto più immediato? Che strumenti usate?

N: «Secondo me è tutto più veloce di una volta. Devi piacere alla ragazza o devi farti piacere. Ti devi far apprezzare… Corteggiare è fare quello che una ragazza non si aspetterebbe mai. Ad esempio, ho scritto delle lettere, difficile! Le donne, le ragazze sono molto, molto complicate…». 

D: «O siete voi dei coglioni! Ci sono delle cose in codice, che voi dovreste arrivare a capire. Per esempio, se una ti dice: “fai come vuoi”, voi dovreste capire che non dovete farlo… invece voi lo fate! Ma non ci arrivate?».

N: «Vi incazzate per le minime cose, ogni minima azione la fate pagare… sempre. Siete un codice da decifrare, ogni minuto, ogni secondo cambiate idea, siete bipolari. Alle volte comunque riesco a capirvi».

D: «Per me è importante che ci sia un tempo. Prima di mettersi con una persona ci vuole un periodo di tempo per conoscersi, per capire se ti piace. Se invece vai di corsa, ti metti insieme e poi capisci che non ti piace… capisci che avresti dovuto capirlo prima!».

N: «Ci vuole un tempo? Sì, dipende dalle ragazze. Ci sono quelle facili, e quelle non facili. Quando non stavo con A., ne cambiavo una a sera». 

D: «Cosa ci trovi di divertente?».

N: «È attrazione fisica. Ci sono dei periodi in cui hai bisogno solo di attrazione fisica, di svagarti un po’. Quando sei appena uscito da una relazione, per esempio». 

D: «Vabbè pero se stai male per l’altra cosa, non è che te ne vai in giro…».

N: «È complicato, perché alla mia età ci si deve divertire e fare i primi passi. Ho comunque 16 anni. C’è un periodo per le storie serie, e uno per lo svago».

D: «Per me che ho 18 anni, lo svago basta. Quelle storielle lì, che ti metti insieme tanto per dire “sono fidanzata”… basta. Non dico ho 30 anni che devo sposarmi, però comunque iniziare ad avere una relazione seria, iniziare a pensare alle cose, devi costruirle le cose. Nella vita ti serve avere una persona al tuo fianco, quindi a un certo punto devi metterci la testa e fare le cose seriamente. Se pensi a un futuro, devi già iniziare a costruirlo».

N: «Io adesso, con A., ci penso al costruire. È la prima ragazza con cui mi capita. Devi metterti nei suoi panni, devi capire, non puoi più fare il ragazzino con gli ormoni a palla.Devi fare l’adulto e iniziare già a proiettarti nel mood e dirti: “ok ho questa ragazza, questa donna che mi completa, rendila felice, così sarai anche tu felice. Non combinare stronzate».

Che ruolo ha whatsapp nel corteggiamento, nel flirt?

N: «È molto usato, ma dopo una certa età cambi, verso i 16/17 anni smetti di usare solo quello per provarci. Perché whatsapp è come mentire all’altro. Perché non ce l’hai davanti, non la vedi in faccia. Io cerco di vederle le ragazze, perché mi dà fastidio guardare uno schermo e non i suoi occhi. Le propongo di solito di andare a bere una cosa».

Nelle prime uscite a due siete imbarazzati?

N: «Certe volte sì, dipende dalla ragazza, da che giornata è, da come ti senti, da dove l’hai portata. Le mosse-base sono andare al cinema, fare un giro a Citylife, andare al parco, nei centri commerciali, uscire in zona, andare a bere sui Navigli…».

D: «All’inizio è imbarazzante perché ho paura che si crei silenzio, penso: “che cosa gli dico adesso?”. Per esempio con F. le prime volte uscivamo sempre e solo con gli amici, in gruppo, poi dopo un po’ me l’ha chiesto lui di uscire. Se fossimo usciti subito io e lui sarebbe stato imbarazzante». 

Tornando al sesso… Come vi siete preparati alla prima volta? Che ruolo ha avuto internet? E i porno? Come è stata la prima volta rispetto alle vostre aspettative?

D: «Prima che succedesse ero in ansia. Stavamo insieme da un po’ di mesi e pensavo: “Chissà come diventa il rapporto con lui dopo che lo abbiamo fatto? Si creerà imbarazzo? Cambierà qualche cosa? Non riuscirò più a parlarci? In realtà è più l’ansia di quello che pensi prima rispetto a quello che è effettivamente poi. Però non devi stare lì a pensare “devo fare questo, devo fare quello”. È un momento di condivisione, e vivi quello. Siete lì insieme, questo ti porta a lasciarti andare e succede quello che deve succedere. I miei sono molto credenti, dicono di aspettare fino al matrimonio etc. Quindi all’inizio mi sentivo di fare un torto a loro… (a loro non l’ho detto, però avevo paura che se lo avessero saputo, avrei perso la loro fiducia). Poi ho pensato, vabbè non posso vivere in base a quello che pensano loro, quindi ho cambiato un po’ idea e poi me la sono sentita. Per me è stata una cosa che ci ha unito. L’ho vissuto serenamente, non mi sono sentita forzata». 

N: «La prima volta ero molto, molto giovane, avevo 13-14 anni, ero nella fase ormone pazzo (lo sono ancora un po’!) Pensavo solo… che figata farlo! Con lei proprio, che era bellissima…Quando è successo, ho pensato subito alle precauzioni, perché comunque mi hanno sempre educato, sia i miei, che il mio percorso qui a B.LIVE, al tema delle malattie, all’importanza di proteggersi entrambi. Pensavo: ok, lo sto per fare, non faccio il babbo, prima le chiedo se è sicura… Lei era più piccola di me, eravamo entrambi vergini. Eravamo molto spaventati, non sapevamo come approcciarci. Però nel farlo è partita la scintilla e abbiamo seguito la situazione. Penso che la prima volta debba essere sempre con la ragazza giusta, una un po’ seria, non è una cazzata. È il tuo primo passo per entrare a far parte nel mondo dei grandi». 

Cosa dovrebbe essere per voi l’educazione sessuale?

N: «Educazione sessuale dovrebbe essere educazione affettiva, educazione all’amore e alla propria sessualità».

D: «Per me dovrebbe essere fatta molto di più e trattare temi come le malattie che si possono trasmettere o ricevere. Altrimenti le persone stanno nell’ignoranza e nella paura»

Avete delle paure?

N: «Sì, io sto sempre attento se si buca il preservativo. Non solo per le malattie, anche per un’eventuale gravidanza. Ci sto attento sia per lei che per me. È protezione per entrambi. Sarebbe come sprecare una vita. Io sono convinto che la donna poi abbia il diritto di scegliere se tenere il bambino o no, però la vedo come lo spreco di una vita che magari potrebbe cambiare il mondo».

D: «La contraccezione è importante, è giusto proteggersi. Per forza, non puoi farlo con leggerezza».

Com’è vissuta tra i vostri coetanei la contraccezione?

N: «C’è molta ignoranza, molti miei amici fanno i cretini. A volte dicono: “mah sì, tanto prende la pillola!”, e io gli rispondo che sono scemi a non usare il preservativo, se non la conoscono così bene, come fidarsi?».

D: «Non saprei, non ne parliamo molto tra amici. Anche di sesso, non ne parlo apertamente, solo con un paio di amiche, è una cosa intima…».

N: «Io con la mia cerchia di amici ne parlo molto. Loro fanno parte della mia vita, della mia famiglia, dei miei affetti. Comunque non ho molto il senso del pudore io». 

Ti metti mai nei panni di una donna, N.?

N: «A volte sì. Ci provo, su come la devo far sentire, la devi far sentire a suo agio, la devi coccolare e proteggere. Devi aspettare, devi rispettarla, non la devi obbligare. È una sua decisione. Altrimenti sei un bastardo».

D: «Non dico mai devo aspettare lui, è lui che deve aspettare me!».

Quante ore passate sui porno?

D: «No che schifo! A me fa schifo anche solo vedere delle immagini quando escono le pubblicità!».

N: «Alle medie, tante. Volevo scoprire il mondo».

Possiamo parlare di masturbazione? Non rispondete se non volete…

D: «Io preferisco non rispondere».

N: «Lasciamo stare, neanche da parlarne!».

Oltre ai porno, ci sono altri mezzi?

N: «I libri, le riviste. anche se non si usano più. Adesso c’è o l’esperienza o i porno».

Tra i vostri coetanei, c’è confusione in merito alla propria identità sessuale?

N: «Io vedo tanti ragazzi che si liberano di questo peso». 

D: «Mio fratello è gay, e l’ha detto in famiglia a 22 anni. I miei, essendo credenti, sono rimasti un po’ scossi, anche perché alle superiori aveva un po’ di ragazzi. È normale, comunque si rispetta la sua decisione. Però è stato un po’ strano». 

Si parla poco di sesso o se ne parla troppo, ma male?

D: «Siamo bombardati, ma nel senso negativo. Non c’è informazione, è tutta scena».

N: «Sono d’accordo».

Cosa ne pensate di questa vita «messa in scena»?

N: «Per i ragazzini è un mondo a parte, si immaginano cose che poi scoprono non essere la realtà. Tutto molto finto. Si aspettano cose che all’inizio magari non gli piacciono, poi vedono le cose per come sono».

C’è preoccupazione della performance? Anche guardando pubblicità, film… 

N: «Sì, finisci col sottovalutarti».

D: «Io ho molto chiaro che non devi basarti su quelle cose». 

Vi dà fastidio questo? Vi assoggetta a dover essere come quei modelli di «perfezione»?

D: «Il sesso è un momento tuo, intimo, di condivisione con la persona con cui stai. Ti porta a fare in quel momento quello che ti viene e che ti senti di fare in quel momento. Non devi predefinire cosa devi fare».  

N: «Anch’io sono d’accordo». 

I vostri coetanei? come la pensano?

N: «Sono molto ormone impazzito. A Milano in particolare si sente che ci si basa su un principio di apparenza. Io ne sono molto contrario… è come seguire un branco di pecore, con l’aggiunta di mala-informazione e stupidaggine. In altri luoghi è più aperto, per esempio nelle cittadine più piccole, c’è meno pudore. Si parla con i genitori senza vergognarsi, si chiede ai nonni, al vicino, agli amici».

Ci sono dei social o strumenti che divulgano il sesso tra i vostri coetanei?

N: «Sì, è un grande problema. Soprattutto quello dello sputtanamento delle ragazze. Molte fanno o si fanno fare video e foto, magari da ubriache o per piacere ai ragazzi, che poi vengono fatte girare per mezza città attraverso whatsapp. Per esempio, un amico mi ha inviato foto e video della mia vicina di casa, che è una mia amica. Quando le ho viste ci sono rimasto, non me lo aspettavo. Sono arrivate a mezza Milano. Le ragazze si stanno sputtanando, sarebbe importante fare informazione anche su questo. Ci sono gruppi creati dai tuoi conoscenti, dove girano foto e video e tra uno e l’altro si parla delle partitelle di calcio…».

D: «È proprio l’immagine del maschio italiano medio!».

N: «Poi c’è Telegram, che è un social senza censure, senza controllo della polizia postale. Si usa per il porno, girano un sacco di video e per acquistare roba. Tre consigli che darei ai miei coetanei sono: fatela sentire a suo agio, non obbligatela e proteggetevi sempre!».

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